Antonio e Cleopatra… o quel che ricordo



regia/ directed by Andrea Collavino
con/ with Filippo Gessi e Teresa Timpano
scene /scenes Anusc Castiglioni
costumi/ costumes Anusc Castiglioni e Micaela Sollecito
luci/Light designer Omar Scala
aiuto regia/assistant director Roberta Colacino
foto/photo Elisa Capocci
video Lorenzo Letizia
project manager Roberta Smeriglio
direttore di scena/scena director Paolo Pannaccio
costruzione/build Gabriele Lazzaro e Virginia Melis- MG Company
si ringrazia Non solo moda di Marra Fortunata – RC
produzione/production Scena Nuda
partners Pacta dei Teatri – Milano/ La MaMa Umbria international– Spoleto
Spesa sostenuta col finanziamento della Regione Calabria di cui all’Avviso approvato con DDG
n. 14308/2018-PAC 2014/2020- Anno 2020- CUP J39C20000170001



Antonio e Cleopatra è, tra i drammi storici di Shakespeare quello che maggiormente riflette le dinamiche del binomio amore-morte, ma anche passione-razionalità, ragion di stato e vita privata, ragione e sentimento. E’ insomma un testo che indaga sull’essere umano nella difficoltà di scegliere. Per questo ci è apparsa subito la sua contemporaneità e la vicinanza alla vita di tutti noi, più di quanto possa far immaginare il titolo. In una idea di allestimento con solo due interpreti,  mi è sembrato opportuno iniziare da loro e dalle affinità che si potevano riscontrare tra la loro vita di coppia dei giorni nostri e quella di Antonio e Cleopatra. E’ iniziato così un lungo e approfondito lavoro di indagine sulle memorie personali, attraverso interviste e racconti individuali e di coppia, che è stato alla base di un lavoro drammaturgico molto innovativo. Abbiamo infine composto un testo a mosaico, le cui tessere sono fatte di situazioni personali, intime o sociali, di frammenti di testo originali di Shakespeare e di elementi di transizione. Un mosaico che viene scomposto e ricomposto dando vita a una drammaturgia fluttuante. Uso questo termine perché anche se la storia è sempre la stessa, tutte le sere viene raccontata in modo diverso, fluttuante appunto, poiché dipende da come queste tessere vengono disposte nel mosaico. Come accade nella memoria che abbiamo delle nostre relazioni, dove spesso capita di invertire l’ordine cronologico degli avvenimenti, così procediamo nello spettacolo, dando vita a un flusso di coscienza che si dipana davanti allo spettatore e lo coinvolge in un gioco di ricomposizione degli eventi e di ri-comprensione dell’originale Shakespeariano.







Rassegna Stampa

Il Messaggero
Antonio e Cleopatra, amore e passione conquistano il 2Mondi
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