Actor’s Weekend

Actor’s Weekend

Theater Workshop

Actor's Weekend Theater Workshop

Theater workshop with final show

'Contemporary theater-new languages'

Alongside the revival of the classics, especially Shakespearean, the new dramaturgy is increasingly making headway, with great curiosity for writers from all over the world, on topics that concern current affairs, and seeking to shape the tensions that are affirming themselves in today's society. Every weekend we will work on different authors and confessions. The work will be linked to human intimacy, thanks to which it will be possible to reach the maximum truth by developing relationships in close, direct contact with the viewer. A relationship so close as to make any theatrical structure fall. Reference text: 'The confessions' Authors: Ugo Chiti, Dacia Maraini, Roberto Cavosi, Alda Merini, Duccio Camerini, G. Manfridi Duration: 3 days a monthTarget Boys and time I round: 14-19 years from 17:00 to 19:00 Adults and timetable 2nd shift: from 20 years up from 19:00 to 22:00 Where: Teatro Cilea-IV level-RCDocenti Filippo Gessi, Teresa Timpano, Andrea Collavino ( February and April) __________________________________________

Dates

December 2019: 20,21,22

January 2020: 10,11,12

February 2020: 7,8,9

March 2020: 6,7,8

April 2020: 17,18

Costs:

20 € annual subscription

70 € single weekend

230 € full package ( 5 weekend)

For info and registration:

Scena Nuda - formazione@scenanuda.it - ​​329.7093091

The laboratory ends with a final essay in which students will have the opportunity to check the knowledge acquired in front of an audience. The content of the essay will be established during the year taking into account the number and attitudes of the individual participants.

The date of the final essay is scheduled for April 19, 2020.

MATERIAL REQUIRED FOR PARTICIPANTS

We recommend comfortable clothing that does not create respiratory or motor impediments , and non-slip socks or the like, since the work does not include the use of shoes in the room. CERTIFICATE At the end of the course, the Certificate of Attendance will be issued.

Laboratorio Teatrale Weekend dell’attore

Laboratorio Teatrale Weekend dell’attore

EC4A7358 copia Laboratorio teatrale con spettacolo finale ‘Teatro contemporaneo-nuovi linguaggi’ Accanto alla riproposizione dei classici, soprattutto shakespeariani, si fa sempre più strada la nuova drammaturgia, con una grande curiosità per scrittori di tutto il mondo, su argomenti che riguardano l'attualità, e che cercano di dare forma alle tensioni che si affermano nella società attuale. Ogni weekend si lavorerà su autori e confessioni diverse. Il lavoro sarà legato all’intimità umana, grazie alla quale si potrà raggiungere la massima verità sviluppando relazioni a stretto, diretto contatto con lo spettatore. Un rapporto talmente stretto da far cadere qualsiasi struttura teatrale. Testo di riferimento: ‘Le confessioni’ Autori: Ugo Chiti, Dacia Maraini, Roberto Cavosi, Alda Merini, Duccio Camerini, G. Manfridi Durata: 3 giorni al mese Target Ragazzi e orario I turno: 14-19 anni dalle 17:00 alle 19:00 Target Adulti e orario II turno: dai 20 anni in su dalle 19:00 alle 22:00 Dove: Teatro F. Cilea-IV livello-RC Docenti Filippo Gessi, Teresa Timpano, Andrea Collavino (febbraio e aprile) ______________________________________________________ Date Dicembre 2019: 20,21,22 Gennaio 2020: 10,11,12 Febbraio 2020: 7,8,9 Marzo 2020:6,7,8 Aprile 2020: 17,18 Costi: 20€ iscrizione annuale 70€ singolo weekend 230€ intero pacchetto (5 weekend) Per info e iscrizioni: Scena Nuda - formazione@scenanuda.it - 329.7093091 Il laboratorio termina con un saggio finale in cui gli allievi avranno l’opportunità di verificare davanti ad un pubblico le conoscenze acquisite. Il contenuto del saggio sarà stabilito durante l’anno tenendo conto del numero e delle attitudini dei singoli partecipanti. La data del saggio finale è prevista per il 19 aprile 2020. MATERIALE NECESSARIO AI PARTECIPANTI Si consiglia un abbigliamento comodo, che non crei impedimenti respiratori o motori, e calze antiscivolo o simili, poiché il lavoro non prevede l'uso di scarpe in sala. ATTESTATO Al termine del percorso sarà rilasciato l'Attestato di Frequenza.

Circe

Circe

  IMG_9715 Drammaturgia di/written by Matteo Tarasco Con/with Teresa Timpano E con/and with Federica D'Angelo Regia, scene e luci/direction, scenes and lights Matteo Tarasco Musiche originali/original music Claudio Bagnato Costumi Chiara Aversano Direttore di Scena/stage director Paolo Pannaccio Assistente scene e costumi/scenes and costumes assistant Antonino Serravite Assistente alla regia/assistant director Pasquale Pacilè Sartoria/tailoring Sartoria “Non solo moda” di Fortuanta Marra Foto di scena/scene foto Matteo Nardone Co-Produzione/co-production Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e Scena Nuda - Festival Miti Contemporanei   Note di Regia Chi è Circe? Una dea? Una maga? Un’ingannatrice? Un’avvelenatrice? Perché vive sola su un’isola sperduta in mezzo al mare? Perché trasforma gli uomini in maiali? Molti misteri avvolgono questa figura inquietante. Il nostro spettacolo è un’indagine, un viaggio alla scoperta di una donna la cui vera storia non è stata ancora raccontata. La nostra Circe vive in una casa-discarica, l’antro oscuro di un’accumulatrice seriale, un’isola di ciarpame, una distesa di sacchi della spazzatura e oggetti dimenticati, retaggio di una civiltà in rovina, la nostra. Fumi d’incendi oramai spenti s’innalzano stanchi verso il cielo. Il cielo è sempre plumbeo. Tuoni lontani che annunciano una tempesta sempre in agguato che non riesce mai a scatenarsi. Da una radio abbandonata fuoriesce una vecchia canzone. Sempre la stessa. In questa terra di nessuno assistiamo al finale di una partita che Circe ha giù perduto, come tutti noi.  Note sulla Scenografia La re-visone del mito, ovvero l’atto di voltarsi indietro e guardare con occhi nuovi, il tentativo di penetrare un testo antico da una nuova prospettiva. Abbiamo bisogno di conoscere il passato, i grandi classici, ma di svelarli in modo diverso da come li abbiamo conosciuti sino ad ora, compito del teatro oggi non è tramandare una tradizione ma spezzare la sua presa su di noi, re-visione, come ricreazione di un punto di vista, rigenerazione del mito attraverso la prospettiva nuova di un’accresciuta coscienza sociale culturale e umana, per comprendere meglio il nostro ruolo nella storia del mondo. Operare una re-visione del mito significa anche ricrearlo proiettando sulle sue figure millenarie immagini nuove. Un tempo la poesia serviva per ricordare all’essere umano di mantenere l’armonia con la natura, con le altre creature viventi. Oggi la poesia ci ricorda che l’essere umano ha ignorato questo avvertimento, ha messo a soqquadro il mondo creando il caos (per questo la nostra scena rappresenta una discarica) attirando rovina su di se per le generazioni future. Il potere dunque oggi non consiste in filtri magici o pozioni miracolose, ma in una nuova visione del mondo della natura dell’uomo. Circe può farsi tramite di questo nuovo potere la sua capacità di comunicare con la natura di comprenderne la sacralità è ora da celebrare come salvifica. Questo a lei oggi, possiamo chiedere, una rinnovata connessione con la natura, questo dobbiamo implorare alla dea della trasformazione noi, esseri umani contemporanei, naufraghi nel mare del consumismo, noi, ai quali la natura appare come risorsa da sfruttare, sostanza da ingerire, da inondare di rifiuti della nostra civiltà. Che Circe ci trasmuti, ci faccia tornare a un’originaria purezza animale, ci faccia riscoprire l’amore e il rispetto per la natura. Circe può rivelarsi oggi trasformatrice potente facendosi carico di indirizzare il futuro dell’umanità verso nuovi orizzonti, su un mare non più discarica ma restituito alla sua funzione originaria di risorsa vitale.

MATTEO TARASCO

  ENGLISH VERSION Direction Notes Who is Circe? A goddess? A sorceress? A deceiver? A poisoner? Why does she live alone on a remote island in the middle of the sea? Why does she turn men into pigs? Many mysteries surround this disturbing figure. Our show is an investigation, a journey to discover a woman whose true story has not been told yet. Our Circe lives in a landfill, the dark cavern of a serial accumulator, an island of junk, an expanse of garbage bags and forgotten objects, a legacy of a ruined civilization, ours. Fumes of fires now extinguished rise tired towards the sky. The sky is always leaden. Distant thunder announcing a storm that is always lurking and never fails to unleash. An old song comes out of an abandoned radio. Always the same. In this no-man's land we witness the end of a game that Circe has lost, like all of us.  Scenography Notes  The revision of the myth or the act of looking back and looking with new eyes, the attempt to penetrate an ancient text from a new perspective. We need to know the past, the great classics, but to reveal them differently than we have known them until now, the task of the theater today is not to pass down a tradition but to break its hold on us, re-vision, as recreation of a point of view, regeneration of the myth through the new perspective of an increased cultural and human social conscience, to better understand our role in the history of the world. Operating a re-vision of the myth also means recreating it by projecting new images onto its millenary figures. Once upon a time poetry was used to remind human beings of maintaining harmony with nature, with other living creatures. Today the poem reminds us that the human being has ignored this warning and has upset the world by creating chaos (this is why our scene represents a dump) attracting ruin on itself for future generations. Power, therefore, today does not consist in magic filters or miraculous potions, but in a new vision of the world of man's nature. Circe can use this new power to communicate with nature to understand its sacredness, it is now to be celebrated as salvific. This to her today, we can ask, a renewed connection with nature, this we must implore the goddess of transformation we, contemporary human beings, shipwrecked in the sea of consumerism, we, to whom nature appears as a resource to be exploited, substance to be ingested, to be flooded with waste of our civilization. Let Circe transmute us, make us return to an original animal purity, let us rediscover love and respect for nature. Circe can be a powerful transformer today, taking on the task of directing the future of humanity towards new horizons, on a sea that is no longer a landfill but returned to its original function as a vital resource.

 MATTEO TARASCO

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Catalogo Produzioni

Catalogo Produzioni

Catalogo_2019_A5_web

Progetto TeatrArte

Progetto TeatrArte

Locandina TeatrArte

Penelope

Penelope

DSC_6160_web                     drammaturgia e regia/written and directed by/ Δραματουργία και Σκηνοθεσία Matteo Tarasco con/with/Με την Teresa Timpano musiche originali/original music/Μουσική επένδυση Mario Incudine scene e costumi/scenes and costumes/Σκηνογραφία και ενδυματολογία Francesca Gambino e/and/και Laura Laganà direttore di scena/stage director/ σκηνοθέτης Paolo Pannaccio assistente di produzione/production assistant/ βοηθός παραγωγής Cristina Greco foto di scena/scene foto/Φωτογραφία σκηνής Pino Le Pera coproduzione/co-production/Συμπαραγωγή Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e/and/και Scena Nuda - Festival Miti Contemporanei  

Penelope è un poema erotico e disperato, che espone con lucida follia e altissimo linguaggio le pene di un amor ritrovato, ma invivibile. Uno struggente grido di estasi erotica, che si trasforma in agonia. Penelope illustra le più atroci conseguenze dell’amore ripercorrendo l’Odissea dal punto di vista di Penelope, la quale oramai defunta racconta il ritorno di Ulisse come mai è stato raccontato. E’ la storia di una ossessione amorosa, un’ossessione che si fa verbo, strappando ogni singola parola al marasma di gemiti inarticolati in cui questa donna innamorata affoga e si dibatte. Raccontare in scena il mito di Penelope oggi, significa esser consapevoli di tutto questo, significa sfidare, sulle assi del palcoscenico, l’essenza più profonda del proprio essere, significa lanciare una sfida agli spettatori: una sfida a valicare il confine dello specchio, una sfida a spogliarsi della maschera per offrirsi nudi al cospetto di Verità.

Matteo Tarasco

English Version Penelope is an erotic and desperate poem, which exposes with lucid madness and high language the pains of a rediscovered but unlivable love. A tormenting cry of erotic ecstasy, which turns into agony. Penelope illustrates the most atrocious consequences of love by retracing the Odyssey from the point of view of Penelope, who by now defunct tells of the return of Ulysses as never told. It is the story of a love obsession, an obsession that becomes a verb, tearing every single word to the chaos of inarticulate groans in which this woman in love drowns and struggles. Her eyes too dark with tears do not see the world and the dramas that upset it, but they are witnesses of a desolate final match, in a no man’s land, where Penelope is afraid, sad and lonely. To narrate the myth of Penelope on stage today means to be aware of all this, means to challenge, on the stage aces, the deepest essence of one’s being, it means throwing a challenge to the spectators: a challenge to cross the border of the mirror, a challenge to undress the mask to offer naked in the presence of Truth. Matteo Tarasco Greek Version Η Πηνελόπη είναι ένα ποίημα ερωτικό και απελπισμένο το οποίο εκθέτει με διαυγή τρέλα και υψηλή γλώσσα τους πόνους ενός επανακτημένου αλλά αβίωτου έρωτα. Μια βασανιστική κραυγή ερωτικής έκστασης που μετατρέπεται σε αγωνία. Η Πηνελόπη επεξηγεί τις πιο φριχτές συνέπειες της αγάπης διατρέχοντας την Οδύσσεια από την άποψη της Πηνελόπης, η οποία αφηγείται, μετά θάνατον, την επιστροφή του Οδυσσέα έτσι όπως δεν έχει ποτέ ειπωθεί. Είναι η ιστορία μιας εμμονικής αγάπης. Μια εμμονή που γίνεται λόγος που πνίγει κάθε λέξη στον μαρασμό των αχαλίνωτων στεναγμών μιας ερωτευμένης γυναίκας που σφαδάζει καθώς ναυαγεί στην άβυσσο του πόνου. Τα μάτια της, θολωμένα από τα δάκρυα δεν βλέπουν τον κόσμο και τα δράματα που τον διαταράσσουν, παρά γίνονται μάρτυρες ενός μοναχικού φινάλε σε μια χώρα που δεν ανήκει σε κανέναν, εκεί όπου η Πηνελόπη περιπλανιέται φοβισμένη, μόνη και δυστυχισμένη. Για να αφηγηθείς τον μύθο της Πηνελόπης στη σκηνή σήμερα σημαίνει ότι έχεις συνείδηση όλων αυτών, σημαίνει ότι αμφισβητείς πάνω στο σανίδι τη βαθύτερη ουσία της ανθρώπινης ύπαρξης, σημαίνει ότι προκαλείς τους θεατές να περάσουν πέρα από τα όρια του καθρέφτη, να αποδυθούν τη μάσκα να απογυμνωθούν μπροστά στην Αλήθεια.

Matteo Tarasco

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Trailer ufficiale

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HOTSPOT. STATO DI EMERGENZA

HOTSPOT. STATO DI EMERGENZA

PROGETTO RESIDENZA ARTISTI NEI TERRITORI "HOTSPOT. STATO DI EMERGENZA" Teatro F. Cilea - Reggio Calabria 16-31 dicembre 2018 L’idea progettuale della residenza teatrale si sviluppa attraverso un percorso artistico continuo e di confronto con il territorio calabrese e l’Europa. La possibilità di lavorare con continuità è l’unica forma per lo sviluppo di un processo creativo che porti alla nascita di una poetica e permetta ad un gruppo di giovani artisti di mettersi in gioco completamente, diventando soggetti autonomi rispetto al contesto culturale teatrale europeo. Il nostro nucleo Artistico-organizzativo-amministrativo, con un altissimo rischio d’impresa culturale, ed un’ottima capacità innovativa, ha fortemente voluto restare a lavorare nella propria città: Reggio Calabria. Dopo circa 12 anni di lavoro sul territorio, dopo lotte di ogni genere, ci siamo resi conto che esiste una fetta di popolazione che nonostante la depressione, la mancanza di lavoro, la Ndrangheta, continua a lottare, a scegliere di vivere con dignitosa eticità e a rappresentare, con aumento esponenziale, la Domanda alla quale rispondiamo con un’importante Offerta artistica. Credo che la Calabria sia una delle Regioni più svantaggiate d’Italia, ma il nostro impegno e rischio, nonostante tutto, continua a procedere in modo costante e propulsivo e soprattutto senza polemiche e lamenti. L’insieme del progetto si richiama esplicitamente alle finalità indicate da Regione Calabria e Ministero: la qualità artistica e il rinnovamento della scena, la sperimentazione di tecniche e stili, l’impiego di under 35, la creazione di nuove opere e la valorizzazione del repertorio contemporaneo italiano ed europeo, l’incentivazione di forme di creazione interdisciplinare. Tutti elementi fondamentali tenuti in considerazione per la redazione del progetto. Una Residenza si caratterizza per il forte e durevole legame tra gli artisti, le loro opere e il pubblico nazionale e del territorio di appartenenza; sono quindi obiettivi imprescindibili la valorizzazione delle professionalità e la più ampia diffusione del proprio lavoro, in particolare presso il nuovo pubblico e le nuove generazioni. Il progetto della Compagnia Scena Nuda si avvale di un nucleo artistico, di una direzione e di una struttura d’impresa che sin dalla costituzione, nel 2006, ha non solo mantenuto, ma consolidato il proprio tratto distintivo: il legame con la città Metropolitana di Reggio Calabria, la costruzione di rapporti nazionali, l’innovazione nelle sue opere, la messa in scena della nuova drammaturgia, la valorizzazione di nuovi e giovani interpreti e dal 2018 l’apertura all’internazionalizzazione.     

produzioni "noi non siamo barbari"

Barbari scritto da/written by Philipp Löhle diretto da/directed by Andrea Collavino con/with Filippo Gessi, Saverio Tavano, Teresa Timpano, Stefania Ugomari di Blas light designer Roberto Vinattieri assistente alla regia/assistant director Daniele Palmeri coproduzione/co-production La Contrada Teatro Stabile di Trieste/Scena Nuda in collaborazione con/in collaboration with Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” Udine   Philipp Löhle si lascia alle spalle il racconto delle sofferenze, dei soprusi, delle ingiustizie, per dedicarsi all’analisi di Noi, quelli che siamo qui, in Europa, e siamo europei. 

Noi, NOI mangiamo bio

NOI beviamo bio

NOI comperiamo nei negozi  del commercio equo e solidale

NOI andiamo al lavoro

in bicicletta

NOI facciamo la fila

mettendoci disciplinatamente in coda

NOI beviamo coffee to go

con il latte schiumato

Così Sì

col latte

Una coppia di tedeschi benestanti, Mario e Barbara. Li vediamo immersi nei loro problemi europei, nella loro vita privata. Una notte piovosa e fredda si festeggia il compleanno di Barbara. Ci sono dei nuovi vicini, Linda e Paul, e poi qualcuno bussa alla porta. Mai si sarebbero immaginate le conseguenze di questo evento. Noi siamo noi, e gli altri non lo sono. E questo è il punto di partenza, il dato di fatto da cui inizia l’ipotesi messa in campo. Se una notte si presentasse alla nostra porta uno, qualcuno, in cerca di aiuto… La paura si materializza nella possibile perdita di sicurezze costruite in secoli, millenni di storia, sicurezze fatte di oggetti, welfare, democrazia, giustizia, chi garantirà la sopravvivenza di tutto questo di fronte allo sconosciuto, al grande Mah!?   ENGLISH VERSION

Philipp Löhle leaves behind the story of suffering, of abuses, of injustice, to dedicate itself to the analysis of Us, those who are here in Europe, and we are Europeans.

We, WE, eat organic

WE drink organic

WE buy in fair trade shops

WE go to work

by bike

WE will line up

putting us in a queue in a disciplined way

WE drink coffee to go

with frothed milk

So Yes

with milk

A couple of wealthy Germans, Mario and Barbara. We see them immersed in their European problems, in their private life. A rainy and cold night they celebrate Barbara’s birthday. There are new neighbors, Linda and Paul, and then someone knocks on the door. The consequences of this event would never have been imagined.

We are us, and others are not. And this is the starting point, the fact from which the hypothesis put in place begins. If one night, one would come to our door, someone, looking for help ...

Fear materializes in the possible loss of securities built in centuries, millennia of history, security made of objects, welfare, democracy, justice, who will guarantee the survival of all this in front of the unknown, the great Mah!?

           

Trance

Trance

 

Trance_Emanuele Modafferi 

  drammaturgia e regia Filippo Gessi Produzione Scena Nuda con Alessio Bonaffini, Tino Calabrò, Jessica Granato, Margherita Smedile musiche originali Simone Squillace immagine di copertina Emanuele Modafferi Si va, si deve andare, bisogna arrivare a qualunque costo. Ma da soli è troppo dura. Allora ci accompagniamo con qualcuno o qualcuna con cui condividere il viaggio. Ma quanto si sta insieme? Quanto ci si ascolta? Quanto ci si allontana dal punto di partenza e dalle persone da cui siamo partiti. Grotteschi e surreali rapporti di potere e generazionali nei quali sembra inevitabile ricadere negli stessi errori e continuamente illudersi di poterli risolvere. Sembra di tornare sempre allo stesso posto, si assomigliano tutti. Ma chi? Sono i luoghi o i personaggi ad essere astratti dalla realtà, incoscienti, insensibili... in trance.

produzioni "penelope"

Noi non siamo barbari

Noi non siamo barbari

Noi non siamo Barbari_sito

 

                              scritto da/written by Philipp Löhle traduzione di/translation by Umberto Gandini diretto da/directed by Andrea Collavino con/with Filippo Gessi, Saverio Tavano, Teresa Timpano, Stefania Ugomari di Blas assistente alla regia/assistant director Daniele Palmeri foto di scena Thomas Gurtner e Marco Costantino coproduzione/co-production La Contrada Teatro Stabile di Trieste/Scena Nuda in collaborazione con/in collaboration with Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” Udine   Philipp Löhle si lascia alle spalle il racconto delle sofferenze, dei soprusi, delle ingiustizie, per dedicarsi all’analisi di Noi, quelli che siamo qui, in Europa, e siamo europei. 

Noi, NOI mangiamo bio

NOI beviamo bio

NOI comperiamo nei negozi  del commercio equo e solidale

NOI andiamo al lavoro

in bicicletta

NOI facciamo la fila

mettendoci disciplinatamente in coda

NOI beviamo coffee to go

con il latte schiumato

Così Sì

col latte

Una coppia di tedeschi benestanti, Mario e Barbara. Li vediamo immersi nei loro problemi europei, nella loro vita privata. Una notte piovosa e fredda si festeggia il compleanno di Barbara. Ci sono dei nuovi vicini, Linda e Paul, e poi qualcuno bussa alla porta. Mai si sarebbero immaginate le conseguenze di questo evento. Noi siamo noi, e gli altri non lo sono. E questo è il punto di partenza, il dato di fatto da cui inizia l’ipotesi messa in campo. Se una notte si presentasse alla nostra porta uno, qualcuno, in cerca di aiuto… La paura si materializza nella possibile perdita di sicurezze costruite in secoli, millenni di storia, sicurezze fatte di oggetti, welfare, democrazia, giustizia, chi garantirà la sopravvivenza di tutto questo di fronte allo sconosciuto, al grande Mah!?   ENGLISH VERSION

Philipp Löhle leaves behind the story of suffering, of abuses, of injustice, to dedicate itself to the analysis of Us, those who are here in Europe, and we are Europeans.

We, WE, eat organic

WE drink organic

WE buy in fair trade shops

WE go to work

by bike

WE will line up

putting us in a queue in a disciplined way

WE drink coffee to go

with frothed milk

So Yes

with milk

A couple of wealthy Germans, Mario and Barbara. We see them immersed in their European problems, in their private life. A rainy and cold night they celebrate Barbara’s birthday. There are new neighbors, Linda and Paul, and then someone knocks on the door. The consequences of this event would never have been imagined.

We are us, and others are not. And this is the starting point, the fact from which the hypothesis put in place begins. If one night, one would come to our door, someone, looking for help ...

Fear materializes in the possible loss of securities built in centuries, millennia of history, security made of objects, welfare, democracy, justice, who will guarantee the survival of all this in front of the unknown, the great Mah!?

 

Noi non siamo Barbari scheda artistica con rassegna stampa e CV

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Trailer ufficiale 

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“Noi non siamo barbari” al Festival Primavera dei Teatri

“Noi non siamo barbari” al Festival Primavera dei Teatri

#savethedate

Noi non siamo barbari

prima nazionale

alla XX^ edizione del Festival Primavera dei Teatri 28 maggio ore 22:00 Teatro Sybaris - Castrovillari (CS)

Info e biglietteria: http://www.primaveradeiteatri.it/biglietteria/ Noi non siamo barbari_Primavera dei Teatri_1 Noi non siamo barbari_Primavera dei Teatri_2
AltriLuoghi Festival

AltriLuoghi Festival

All’interno del Festival Miti Contemporanei - Teatro, danza e musica, il sottoprogetto AltriLuoghi Festival ha lo scopo di creare una rete culturale, un tessuto con altre realtà virtuose del territorio, attraverso cui veicolare le informazioni e i messaggi che Miti Contemporanei vuole trasmettere, e per fidelizzare i pubblico che potrà partecipare al Programma Principale del Festival. “AltriLuoghiFestival” metterà in scena le Performance dal titolo “ Ecuba N° 50: x” dove, al posto della x, verrà esplorata di volta in volta 1 figura mitologica diversa che rappresenta uno dei figli di Ecuba (Ettore, Paride, Deifobo, Eleno, Polidoro, Troilo, Polite, Cassandra, Polissena…ecc) messe in scena dai Performers di Scena Nuda.   Per il programma completo vai al sito: www.festivalmiticontemporanei.it

Bandi di selezione compagnie e singoli artisti Miti 2018

Bandi di selezione compagnie e singoli artisti Miti 2018

Logo_2018

2 Luglio 2018

Il vincitore del bando per Compagnie e singoli artisti Calabresi (con residenza in Calabria) Festival Miti Contemporanei 2018 è la Compagnia Create Danza.

 

25 Maggio 2018

  Il progetto culturale teatrale denominato festival teatrale itinerante “Miti Contemporanei”, ideato, gestito e realizzato dalla compagnia Scena Nuda, diretta da Teresa Timpano, nato nel 2012 grazie al contributo dell’ente Provincia di Reggio Calabria, sostenuto successivamente dal POR FESR 2007- 2013 e dal PAC 2007 - 2013, giunto alla sua settima edizione, si è sviluppato nel territorio della provincia di Reggio Calabria, in collaborazione con il MIBACT e le istituzioni locali, in diversi siti archeologici e borghi suggestivi che testimoniano la grande storia di una terra dalla millenaria civiltà. Il festival delinea “un cammino di scoperta sulle tracce del mito, un percorso semplice di ricerca e studio attraverso le rielaborazioni drammaturgiche contemporanee con un focus sulla natura dell’uomo nella sua complessità. Il mito rivela l’attività creatrice, svela la sacralità del mondo, diventa quindi la garanzia di continuità di quel tempo sacro fino ai nostri giorni, come un ritorno all’origine per compiere una rinascita.” Avviso di partecipazione alla selezione di: Compagnie e singoli artisti Calabresi (con residenza in Calabria) Festival Miti Contemporanei 2018 Scena Nuda rivolge a singoli artisti e alle compagnie professionali Calabresi emergenti e indipendenti che operano con finalità professionali nel teatro contemporaneo e nella danza, (formalmente costituite in forma associativa o societaria e che possano produrre le certificazioni di agibilità ex-Enpals) l’invito a proporre progetti di teatro contemporaneo, danza e arti performative, immaginandoli e progettandoli rispetto a luoghi teatrali e non ( musei, siti archeologici, borghi,ecc.), utilizzati da Scena Nuda nelle precedenti edizioni. Nel caso di singoli artisti, gli stessi dovranno essere presentati da una produzione. Sono esclusi i gruppi amatoriali e i saggi di laboratorio. Possono partecipare tutti i singoli e i gruppi che vogliano rappresentare un nuovo lavoro, o uno già prodotto ma mai presentato prima a Reggio Calabria. Tema: Persuasione...fratelli Scadenza: 20 giugno 2018   Avviso di partecipazione alla selezione di Compagnie Calabresi MCF 2018  

produzioni "circe"

Scena Nuda e AIPD (Associazione Italiana Persone Down)

Favole dal mondo. Tutti diversi tutti uguali

per l’infanzia

immmm

 Il progetto intende avvicinare alla lettura, attraverso favole scritte da autori di varie Nazionalità, i bambini da 3 a 6 anni. Si inviteranno i bambini a vivere con tutti i sensi un ambiente speciale: La Biblioteca. Un luogo silenzioso ma divertente dove potranno ascoltare diverse fiabe unite tra loro dal tema della diversità e da argomenti inerenti il target di riferimento: la natura, l’amicizia, la paura, la vergogna, la rabbia, la gioia. Obiettivo principale sarà quello di sostenere il processo di sviluppo del bambino stimolandolo all’ascolto ed al rispetto delle regole dettate dalla circostanza alternativa alle forme di distrazione di massa. Un progetto innovativo che punta alla scoperta di nuovi metodi educativi e di linguaggi per l’infanzia del tempo presente. Un progetto che desidera far esplorare il magico mondo della Biblioteca, imparando a conoscerla, apprezzarla e capirne le potenzialità.

Teresa Timpano

Direttore Artistico

Presso la Biblioteca P. De Nava Reggio Calabria

5, 6, 7, 8, 9 Giugno ore 9:30-11:30 per scuole pubbliche e private

7 Giugno ore 15:00 per il pubblico tutto

VIII Edizione 2019

VIII Edizione 2019

L'VIII Edizione del Festival Miti Contemporanei, che si è svolta tra il 28 novembre e il 4 dicembre, è in pausa. Si concluderà il 21 febbraio 2020 alle ore 21 presso il Cine Teatro Metropolitano, con lo spettacolo "La vera storia di Giacomo Puccini" prodotto da Scena Nuda in collaborazione con il Conservatorio di Musica "F. Cilea" di Reggio Calabria. Per il programma completo vai sul sito: www.festivalmiticontemporanei.it   Il festival Il progetto culturale teatrale denominato festival teatrale itinerante “Miti Contemporanei”, ideato, gestito e realizzato dalla compagnia Scena Nuda, diretta da Teresa Timpano, nato nel 2012 grazie al contributo dell’ente Provincia di Reggio Calabria, sostenuto successivamente dal POR FESR 2007- 2013 e dal PAC 2007 – 2013, giunto alla sua ottava edizione, si è sviluppato nel territorio della provincia di Reggio Calabria, in collaborazione con il MIBACT e le istituzioni locali, in diversi siti archeologici e borghi suggestivi che testimoniano la grande storia di una terra dalla millenaria civiltà. Il festival delinea “un cammino di scoperta sulle tracce del mito, un percorso semplice di ricerca e studio attraverso le rielaborazioni drammaturgiche contemporanee con un focus sulla natura dell’uomo nella sua complessità. Il mito rivela l’attività creatrice, svela la sacralità del mondo, diventa quindi la garanzia di continuità di quel tempo sacro fino ai nostri giorni, come un ritorno all’origine per compiere una rinascita.”   Teresa Timpano per lettera di presentazione«Lavorare sui Miti, scovare segreti e giocare con i labirinti delle sue storie è un eccitante punto di partenza per studiare la società di oggi.  Centinaia di esempi antichi si presentano ai nostri occhi e ci donano la possibilità di accostare loro le vite degli uomini contemporanei, i loro affanni, le loro perversioni, le gioie, le incertezze, i vizi e le virtù e coglierne anche l’aspetto grottesco. Il viaggio risulta sempre affascinante e scatena emozioni contrastanti».   Teresa Timpano Staff Direzione Artistica Teresa Timpano Organizzazione Roberta Smeriglio Responsabile di Produzione Filippo Gessi Amministrazione Angela Laganà Settore Scuole Rosalba D’Agostino Ideazione ed elaborazione grafica Catia Gattuso Ufficio stampa Paola Abenavoli

La compagnia Scena Nuda

La compagnia Scena Nuda

La compagnia teatrale Scena Nuda nasce a Reggio Calabria nel 2006 grazie a Teresa Timpano e Filippo Gessi, entrambi diplomati alla Civica Accademia D’arte drammatica Nico Pepe di Udine, crea eventi artistici. Si aggiunge nel 2010 Roberta Smeriglio nel ruolo di organizzatrice e progettista. La compagnia inizia a distinguersi così con un lavoro capillare sul territorio e con le scuole, riuscendo a creare nel 2010, presso il teatro Odeon di Reggio Calabria, una stagione di teatro per ragazzi TEATRO PER TE, con eventi dedicati anche al pubblico serale, coinvolgendo 17.000 spettatori. La compagnia si fa così conoscere sul territorio come nuova realtà e raggiunge i parametri tecnico amministrativi per cominciare un nuovo percorso: Da gennaio 2011 l’Associazione è riconosciuta dalla Regione Calabria quale Compagnia Professionale, secondo i requisiti stabiliti dalla L.R. 03/04. Da Gennaio 2012 l’Associazione gestisce a Reggio Calabria, presso L’Auditorium Comunale “Zanotti – Bianco” (ex Cipresseto), la Residenza teatrale multidisciplinare TEATRHEGION cofinanziata dalla Regione Calabria attraverso la linea di intervento 5.2.2.2 del POR Calabria FESR 2007-2013 - ASSE V Risorse naturali, culturali e turismo sostenibile, unica struttura all’interno del territorio della Provincia di Reggio Calabria tra le 11 beneficiarie del territorio regionale. Dal 2012 ha ideato gestisce e promuove il progetto culturale teatrale denominato Festival Teatrale Itinerante “Miti Contemporanei”, sviluppato nel territorio della provincia di Reggio Calabria, in diversi siti archeologici e borghi suggestivi che testimoniano la grande storia di una terra dalla millenaria civiltà, grazie al contributo dell’Ente Provincia di Reggio Calabria, e nel 2015 grazie al riconoscimento quale Evento Storicizzato della Regione Calabria della linea di cofinanziamento 5.2.3.1. del POR CALABRIA FESR 2007- 2013. Dal 2015 l’Associazione gestisce a Reggio Calabria, presso L’Auditorium Comunale “Zanotti – Bianco” (ex Cipresseto), la Residenza teatrale YARD. CANTIERE CREATIVO cofinanziata dalla Regione Calabria e dal MIBACT, unica struttura all’interno del territorio della Provincia di Reggio Calabria tra le 4 beneficiarie del territorio regionale. Percorso fondamentale del progetto è il corso teatrale Propedeutico per giovani da 18 a 30 anni organizzato col patrocinio della Civica Accademia D’Arte Drammatica di Udine con la direzione artistica di Teresa Timpano e Claudio de Maglio con docenti del gruppo stabile della compagnia ed insegnanti esterni, nazionali e internazionali, già docenti di scuole di teatro civiche quali Nico Pepe di Udine, Civica Accademia Paolo Grassi e Accademia Filodrammatici di Milano. Ad oggi la compagnia è formata oltre che dai suoi membri fondatori anche da uno staff che lavora all’ organizzazione, amministrazione e rendicontazione, ufficio stampa, web, social, tecnica e sezione Scuola. SCENA NUDA lavora in apertura, nella condivisione di spazi e idee artistiche, nuovi linguaggi e ricerca della scena contemporanea. Costruire una relazione di collaborazione tra forze creative giovani, nuove proposte, artisti di comprovata esperienza, Associazioni Culturali, sperimentando l’interazione tra linguaggi diversi.

Laboratorio teatrale bambini

Laboratorio teatrale bambini

enea Target: da 8 a 11 anni DESCRIZIONE Spazio privilegiato per liberare le potenzialità espressive dei ragazzi e indirizzare le loro energie in un percorso di crescita umana ed artistica. Il laboratorio favorisce una maggiore esposizione dell’allievo nei confronti di se stesso e degli altri. Il lavoro punta ad attivare un percorso di potenziamento espressivo, vocale, fisico ed emotivo. L’allievo viene introdotto in un processo creativo attraverso lo strumento teatro, che lo supporta e lo accompagna nel suo iter educativo, esperienziale e culturale. OBIETTIVI I laboratori teatrali annuali, deterrenti alle distrazioni di massa, sono strutturati al fine di indurre ad una maggiore riflessione sui mezzi corporei, espressivi e comunicativi sviluppando la conoscenza del sé e delle proprie capacità (compresi i limiti),presupposto e investimento del singolo capitale umano. La funzione pedagogica del laboratorio si prefigge di: - Sviluppare capacità espressivo – comunicative - Sviluppare le percezioni sensoriali - Stimolare la creatività - Coordinare i movimenti del corpo nella consapevolezza dello spazio - Sviluppare la socializzazione e l’accettazione della diversità.

Laboratorio Adulti

Laboratorio Adulti

14 laboratorio multidisciplinare small corpo voce azione emozione Se anche Tu, come noi, pensi che sia importante: "superare le frontiere… rinunciare alla paura ed alla vergogna… Non nasconderti più, essere quello che sei … incontrarsi … Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un'ora. Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile ..." ...allora non resta che conoscerci, vieni a trovarci... JERZY GROTOWSKI Discipline RECITAZIONE E PRINCIPI D’IMPROVVISAZIONE Il corpo e’ il luogo principale del lavoro dell’attore. Sarà allenato a tal punto da essere in grado di comunicare, di restituire l’energia espressiva. Sezioni del corso: - lavoro sul corpo - lavoro sulle emozioni - lavoro sul testo LA SCHERMA Un percorso di crescita e di scoperta. Il combattimento allena al controllo del corpo, alla gestione dello spazio, alla reattività, all’attenzione, all’ascolto reciproco e alla relazione con il partner, poiché non si tratta di una pratica agonistica bensì di un’attività basata sulla complicità fra i due “contendenti”, e può quindi rivelarsi una disciplina estremamente formativa per l’allievo. TECNICHE VOCALI/CANTO Un percorso che insegna ad utilizzare correttamente ogni voce, sfruttandone appieno le possibilità, ma mantenendola sempre all'interno delle proprie caratteristiche. Allena la mente ad esprimere tutto il potenziale vocale. TEMPO/RITMO Il percorso si concentra sulla scoperta, lo sviluppo ed il potenziamento del senso ritmico dell’allievo. E’ strettamente collegato alla danza ed al teatro. Il compito di scandire il ritmo sarà affidato soprattutto ad alcuni strumenti come le percussioni, il pianoforte e la chitarra. L’allievo sarà stimolato a lavorare praticamente con tali strumenti. STORIA DEL TEATRO Acquisizione da parte dello studente di nozioni di base per inquadrare la storia del teatro occidentale; il confronto con rilevanti tematiche e metodologie della scena contemporanea; la lettura di esempi di saggistica che possano favorire un approccio critico e più consapevole alla teatrologia e allo studio della drammaturgia. STAGE TRADIZIONI POPOLARI Sezione dedicata allo studio e approfondimento della musica, dei testi e delle maschere calabresi.

formazione

Corso Teatrale Propedeutico

Corso Teatrale Propedeutico

Banner Facebook_Anno III_7 Direzione artistica: Claudio de Maglio - Teresa Timpano

La Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine e l’Ass. Cult. Teatrale Scena Nuda, dopo aver sviluppato un  programma comune, svolgeranno nella Residenza Artistica di Reggio Calabria (realizzata con contributo della Legge Reg. n.3 del 2004 e art. 45 del decreto del MIBACT del 1 luglio 2014 con il partenariato del Comune di Reggio Calabria - Assessorato alla Cultura) il Corso Propedeutico di formazione attoriale: l'esplorazione della didattica teatrale professionale.  Il Corso Propedeutico è ideato per accompagnare i ‘primi passi’ nell'incontro con le tecniche di formazione  attoriali in modo graduale ed organico per offrire nel contempo un servizio di conoscenza e orientamento al mestiere  dell'attore, la consapevolezza dei propri mezzi espressivi, delle proprie attitudini, e di quanto fa parte della didattica  del teatro. Un percorso strutturato di discipline dedicate alla formazione dell’attore. Il Corso permetterà agli allievi di conoscere e confrontarsi con maestri di fama internazionale e di conseguire  una base di formazione per tentare, successivamente, i provini per frequentare i corsi triennali delle Accademie  nazionali teatrali riconosciute in Italia. Il progetto, riflette gli standard di qualità e le scelte di indirizzo pedagogico della Civica Accademia d'Arte  Drammatica Nico Pepe.

Discipline  Improvvisazione teatrale Training dell'attore Danza contemporanea Yoga/IndieMotion Musica attiva Storia del Teatro Dizione/Impostazione voce. DOCENTI: Claudio de Maglio(Direttore Civica Accademia D'Arte Drammatica Nico Pepe di Udine)

Andrea Collavino, Maril Van Den Broek, Teresa Timpano, Filippo Gessi (Docenti Civica Accademia D'Arte Drammatica Nico Pepe)

Luca Fiorino Caterina Riotto Maria Grazia Pensabene

Inoltre verranno inclusi cicli di lezioni di approfondimento con docenti ospiti esterni e incontri/conferenze con operatori teatrali.

Dal 7 Luglio al 10 Agosto 2017 orari: dal lunedì al sabato dalle 14.15 alle 19.15 target: da 17 a 30 anni numero di ore complessive previste: 150 costo: € 300,00 LUOGO: Teatro U. Zanotti Bianco -Via G. Melacrino 34- Reggio Calabria --------------------------------------------------------- INFORMAZIONI formazione@scenanuda.it CELL. 329 709 30 91 www.scenanuda.it www.nicopepe.it Seguici su Facebook ScenaNuda Compagnia Teatrale Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" Nico Pepe On Stage

PROGETTO "YARD CANTIERE CREATIVO" RESIDENZA ARTISTICA REALIZZATA CON CONTRIBUTO DELLA LEGGE N°3 DEL 2004 E ART 45 DEL DECRETO MIBACT DEL 1 LUGLIO 2014 E CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI REGGIO CALABRIA

 

Corso Teatrale pre-propedeutico

Corso Teatrale pre-propedeutico

AZIONE ANTIGONE Laboratorio Teatrale Agire significa realizzare un nuovo inizio, far ricominciare un mondo nuovo. Rispetto ai processi automatici ai quali è sottoposto il mondo oggi, l'agire assomiglierebbe a un miracolo. E' ancora possibile oggi agire?   Agire per i nostri ideali? Come Antigone agire contro la legge di Creonte? O il nostro fare è consegnato a quei processi automatici, che non è più possibile interrompere neppure attraverso il miracolo del radicale nuovo inizio e nei quali non siamo più soggetti nelle nostre decisioni? In questo momento occorre immediatamente rialzare lo sguardo al mondo, ritrovare il nostro personale senso d'agire. Lo si percepisce nel silenzio dei tram, nei lunghi corridoi dei centri commerciali, negli sguardi alienati della gente davanti ai loro telefoni cellulari. In quegli sguardi persi nel vuoto è come se ognuno, senza saperlo, si chiedesse: “cosa stiamo facendo?” Occorre riscoprire l'altro. Il metodo Un attore è un autore. Un attore che si prepara al lavoro analizza il testo, ne sviluppa le azioni, lo status emotivo, i confitti, fino ad arrivare gradualmente alla costruzione di un'entità, il personaggio. Nel processo inverso l'attore-autore utilizza il suo personale potenziale emotivo come nucleo portante, che funge da vettore nel processo di scrittura. Una scrittura che non ha lo scopo psicologico di svelare ci che è legato al vissuto personale, ma che parta da un'intima urgenza e induca gradualmente nella compilazione delle parole, direzionate dall'obbiettivo di raccontare una specifica situazione teatrale, in questo caso specifico prendiamo come riferimento la storia di Antigone e come essa risuona nel nostro personale vissuto. Dove: Teatro Auditorium Umberto Zanotti Bianco -Via G. Melacrino 34–RC Periodo: dal 7 Marzo al 20 Giugno con saggio spettacolo finale orari: martedì dalle 16 alle 19:30 Target: da 15 a 19 anni Costo: 50,00€ mensili Gruppo: max 12 allievi Docenti: Saverio Tavano, Teresa Timpano Teatro U. Zanotti Bianco -Via G. Melacrino 34- Reggio Calabria Per iscriversi inviare richiesta a  formazione@compagniascenanuda.it Per info: 0965.44074 - 329.7093091 PROGETTO YARD CANTIERE CREATIVO RESIDENZA TEATRALE REALIZZATA CON CONTRIBUTO DELLA LEGGE N°3 DEL 2004 E ART 45 DEL DECRETO MIBACT DEL 1 LUGLIO 2014

Icaro-620x350 di Salvatore Arena Produzione Scena Nuda | Regia Filippo Gessi con Luca Fiorino scene e costumi Giulia Drogo luci Antonio Rinaldi musiche Giovanni Puliafito assistente alla regia Gabriele Furnari Falanga “Icaro” è un invito all’ascolto di tutti gli ultimi che ci circondano. Di quelli che vivono ai margini della città, alla periferia dell’indifferenza. Scelto il tema, il mito di Icaro, la parola si modella sul corpo dell’attore e il mito viene stravolto, deviato verso un dramma che affiora piano piano e del mito restano soltanto le piume. Ecco comparire Icaro-Vanni. Un qualunque uomo, di un qualunque sobborgo di Calcutta, Milano, o New York. Lacerato dalla perdita, dall’abbandono, cerca una salvezza dentro se stesso, ali come un’ancora per volare sopra l’abisso del suo dolore, almeno una volta. La variazione cromatica della scrittura, siciliano nella prima parte, italiano nella seconda, è una scelta necessaria che crea un solco, dilata il tempo, lo storpia, lo rallenta, perché il protagonista possa capire dov’è il nodo, dove lo sbaglio e come espiare la sua colpa e affrontare la trincea di questo suo squarcio. Perché il raccontare possa essere per lui rifugio, caverna primordiale dove sedersi a guardare nel fuoco dell’ inverno i suoi demoni e vederli bruciare. Affidarsi a tutte le Madonne per far scorrere indietro il tempo e impedire al quel cuore di bambino di sanguinare ancora. Per definire i contorni estremi del dramma servono affermazioni e negazioni, che rendano il corto circuito mentale in Vanni, un immaginario fatto di suoni, di ripetizioni a ricreare la logica del caos-pensiero del protagonista. La scrittura è un continuo salto temporale tra presente e passato, tra desiderio di salvezza e necessità di consumarsi, di bruciare le ali in volo. Cadere infine nel profondo blu, là dove il mare è madre e padre, là dove il mare è mare. Salvatore Arena Chi è Icaro per Vanni? Che cos'è il volo per questo Icaro moderno? Perché continuamente anela il cielo? Vanni era un uomo. Un uomo che aveva lavoro e pane. Una moglie. Aveva un figlio. Adesso vive nella piazza di un paesino. Vive in un suo labirinto. Il labirinto della sua mente. Il labirinto del suo corpo che non sa dove si trova e dove andare ed è portato continuamente dalle infinite vie senza uscita. Solo guardando in alto può vedere il cielo e sperare di trovarne una. Non ha il tempo per pensare, per riflettere, per ricordare... Chi vorrebbe ricordare il dolore? Così Vanni sopravvive, male, ma sopravvive in un turbinio di immagini, di visioni, di voci che si susseguono senza soluzione di continuità, senza residui tra l'una e l'altra. Il suo corpo agisce in questo labirinto portato senza volontà come una piuma portata dal vento. Il vento, il cielo. Questo vuole diventare, per non essere più uomo, per cambiare questa carne e farla più leggera dell'aria. Non c'è volontà nel voler ricordare eppure il suo è un viaggio involontario in quella direzione. Un' autoterapia dopo uno shock post-traumatico che lo porterà a ricordare quello che era un tempo. Il ricordo si fa consapevole, il labirinto si apre, il cielo lo aspetta... Perché vuole volare, vuole essere altro, essere Icaro e come Icaro cadere giù in picchiata nel suo ultimo volo. Filippo Gessi   [wds id="3"]

Biglietti e info

Biglietti e info

biglietti e abbonamenti € 16,00 singola giornata € 28,00 due giornate Botteghino presso Teatro Auditorium U. Zanotti Bianco Sabato a partire dall'1 aprile dalle ore 17 alle ore 20 venerdì   domenica 7 maggio dalle ore 17 vendita online liveticket/scenanuda info spettacoli 096544074/3297093091 info@scenanuda.it web www.scenanuda.it facebook facebook.com/scenanudacompagniateatrale press uff.stampa@scenanuda.it La direzione si riserva il diritto di apportare in qualsiasi momento variazioni al presente programma comunicando le stesse attraverso social e sito internet

Programma Rassegna Yard 2017

Programma Rassegna Yard 2017

Venerdì 5 maggio 2017 Reggio Calabria Teatro U. Zanotti Bianco      ore 20:30 Poesie di C. Baudelaire lettura scenica a cura di Scena Nuda con Teresa Timpano ore 20:35 Spettacolo teatrale FORMICHE di Saverio Tavano (già vincitore del Festival Inventaria 2014 Roma, secondo premio Festival di Resistenza Cervi; Menzione Speciale Premio SCINTILLE 2015 (Asti-Milano, finalista premio ECEPLAST 2016) Con Saverio Tavano e Alessio Bonaffini Produzione Nastro di Mobius durata: 50’ ore 21:30 Aperiarte ore 22:15 Spettacolo teatrale - Prima Regionale D5 PANTANI. STORIA DI UN CAPRO ESPIATORIO testo e regia di Chiara Spoletini con Sebastiano Gavasso e Stefano Moretti consulenza tecnica di Francesco Ceniti e Tonina Pantani durata: 50’ Domenica 7 maggio         Reggio Calabria -  Teatro U. Zanotti Bianco     ore 17:30 Presentazione in anteprima del testo ECO E ISO a cura di Filippo Gessi (Menzione d’onore Premio nazionale di letteratura e Teatro Nicola Martucci-Valenzano). cast in via di definizione Produzione Scena Nuda Suoni e musiche di Simone Squillace durata: 50’ (Saletta con 25 spettatori e stampa Prenotazione Obbligatoria) ore 20:30 Spettacolo teatrale AMORE PREMIO UBU 2016. Miglior novità o progetto drammaturgico, miglior allestimento scenico, Nomination miglior spettacolo Con Spiro Scimone, Francesco Sframeli, Gianluca Cesale, Giulia Weber Produzione Compagnia Scimone - Sframeli durata: 55’ ore 21:30 Poesie di C. Baudelaire con Teresa Timpano lettura scenica a cura di Scena Nuda con Teresa Timpano ore 21:35 Spettacolo di danza L'ÂME produzione Balletto di Calabria Dance Company   coreografie Massimiliano De Luca danzatrici Giorgia Conte, Laura Colombo, Valentina Militano durata: 15’ Partner: Comune di Reggio Calabria Regione Calabria Mibact Associazione Calarco Visualizza e scarica la brochure Logo YARD loghi rassegna

Mary poppins… ritorna

Mary poppins… ritorna

15129041_817515718389480_8872995246105391965_o Da "Mary Poppins ritorna" di P. Travers - Adattamento di Filippo Gessi e Teresa Timpano Produzione Scena Nuda Con Teresa Timpano, Luca Fiorino e Filippo Gessi Regia teatrale di Filippo Gessi Regia d’ombre, scene e sagome di Anusc Castiglioni Musiche e suoni di Simone Squillace Costruzione Scene di Gabriele Lazzaro Taglio Laser SHAPE di Creative Lab Assistenti alla costruzione sagome di Fabio Vallelonga, Noemi Maesano In questa messa in scena siamo alla ricerca profonda del rapporto tra genitori e fanciullo, della forza e il carisma di chi desidera educare con amore e fantasia, della valorizzazione delle peculiarità e dell’autonomia del bambino. Viviamo in una società in cui i genitori con amore e istinto accompagnano i loro figli lungo il cammino, ma crediamo che potremmo fare di più, osservarci da dentro e scoprire quali sono i nostri blocchi, le nostre paure che si riversano naturalmente sul bambino e provare a volare più in alto, sviluppando radici sempre più solide. Mary può sostenere la famiglia nella ricerca di un’impronta personale educativa, libera dalle pressioni esterne ma guidata e consapevole. [wds id="5"]  

Formiche

Formiche

FormicheVenerdì 5 maggio 2017 ore 20.35 Reggio Calabria Teatro U. Zanotti Bianco di Saverio Tavano già vincitore del Festival Inventaria 2014 Roma, secondo premio Festival di Resistenza Cervi • Menzione Speciale Premio SCINTILLE 2015 (Asti-Milano, finalista premio ECEPLAST 2016) con Alessio Bonaffini e Saverio Tavano regia SaverioTavano assistente alla regia Gianluca  Vetromilo con la collaborazione artistica Armando Canzoniere, Nicola Buonomo foto di scena Angelo Maggio produzione Nastro di Mobius Due uomini decidono di isolarsi per sempre dal mondo, come Hikkikomori condividono un unico luogo. Nonostante la precarietà, nonostante la solitudine rimangono uniti, mentre le formiche invadono quello spazio coprendolo fino all'orlo, come un cesso per il quale acqua piu non ce n'è. Una wunderkammer dell'anima, vuota dove la consapevolezza sembra aver preso una deriva, la solitudine ha innescato un conflitto tra il singolo e l'altro, se stesso, il niente

l’ âme…

l’ âme…

L'ameDomenica 7 maggio 2017 ore 21.35 Reggio Calabria Teatro U. Zanotti Bianco Produzione Balletto di Calabria Dance Company   Coreografie Massimiliano De Luca Danzatrici Giorgia Conte, Laura Colombo, Valentina Militano "É ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare". Tre figure si incontrano. Ognuna vive la propria realtà. Qualcuna si sceglie, si abbandona nell” ebbrezza creatrice  del vino. Si incrociano nel gioco dell’amore. I corpi si allungano, si perdono, si spogliano. Sono nudi davanti agli altri. É la metamorfosi dei corpi…e della mente.

Amore

Amore

AmoreDomenica 7 maggio 2017 ore 20.30 Reggio Calabria Teatro U. Zanotti Bianco di  Spiro Scimone produzione Compagnia Scimone Sframeli con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber regia Francesco Sframeli scena Lino Fiorito disegno luci Beatrice Ficalbi regista assistente Roberto Bonaventura foto di scena  Paolo Galletta realizzazione scena Nino Zuccaro in collaborazione Théâtre garonne toulouse     Premio Ubu 2016 Miglior novità o progetto drammaturgico Miglior allestimento scenico Nomination Miglior spettacolo Dai, amore, dammi un bacio sulle labbra!  Dammi un bel bacio sulle labbra!...(pausa)  Come da giovani, amore... Come quando eravamo giovani, amore! Con Amore la Compagnia Scimone Sframeli prosegue il proprio percorso drammaturgico ai bordi dell'umanità, all'interno di non luoghi, dove i personaggi non hanno nome e sono “tutti vecchietti”. In scena due coppie: il vecchietto e la vecchietta, il comandante e il pompiere. Quattro figure che si muovono tra le tombe. La scena è, infatti, un cimitero.  Il tempo è sospeso, forse, stanno vivendo l'ultimo giorno della loro vita.  Dialoghi quotidiani e surreali, ritmi serrati che intercettano relazioni, attenzioni e richieste fisiche che celano necessità sul limite tra la verità e la tragedia del quotidiano.  L'Amore è una condizione estrema e, forse, eterna.  

D5, Pantani. Storia di un capro espiatorio

D5, Pantani. Storia di un capro espiatorio

D5 PantaniVenerdì 5 maggio 2017 ore 22.15 Reggio Calabria Teatro U. Zanotti Bianco regia Chiara Spoletini drammaturgia  Chiara Spoletini attori  Sebastiano Gavasso, Stefano Moretti con la partecipazione video di Stefano Moretti e Giuseppe Spoletini con la consulenza artistica di Francesco Ceniti (Gazzetta dello Sport) e la voce di Davide De Zan Spettacolo promosso dalla Fondazione Pantani Lo spettacolo racconta la vicenda umana e sportiva di Marco Pantani, partendo dalla squalifica del ciclista alla penultima tappa del Giro d’Italia 1999 a Madonna di Campiglio. Sul fatto i media non hanno dubbi: accostano subito a Marco l’ombra del doping, un’ombra che lo perseguita e che lo trascina nel buio. Questo il “la” per ripercorrere la storia dell’uomo Marco e del campione Pantani, fino all’ultimo capitolo: l’arrivo nella stanza D5 dell’hotel Le Rose di Rimini, dove il ciclista si chiude in una solitudine silenziosa fino alla morte. Un vero e proprio giallo, una messinscena costruita maniacalmente a cui ancora oggi non viene attribuito un regista. Attraverso proiezioni appannate e distorte vanno e vengono i ricordi di un Pantani che fa spesso riferimento alle sue origini. Sul palcoscenico due biciclette, immancabili: la più grande, quella delle gare e delle vittorie, e la più piccola, rossa, quella degli inizi, di un Marco bambino che muoveva i primi passi sui pedali. Il testo e la messinscena raccontano la vicenda con attenzione puntuale, con un obiettivo prima di tutto: il passaggio limpido dell’informazione e dell’emozione sincera che solo da tale informazione onesta può provenire.

Eco e Iso

Eco e Iso

Filippo GessiDomenica 7 maggio 2017 ore 17.30 Reggio Calabria Teatro U. Zanotti Bianco a cura di Filippo Gessi (Menzione d’onore Premio nazionale di letteratura e Teatro Nicola Martucci-Valenzano) Eco e Iso, liberamente tratto dal mito di Narciso, racconta il cammino verso una fantomatica città: Farso (da farsa). Forse la città della felicità o forse la città dove ognuno ha una risposta, sa chi è, da dove viene e dove andrà. Eco è totalmente succube di Iso che le dimostra amore con la stessa passione che un bambino ha con un giocattolo. Sul loro cammino, un’altra coppia più grande con un rapporto di relazione e potere differente. I due sono sullo stesso piano. Strascicano una relazione nella quale si sopportano a stento. Un assurdo affresco di rapporti di potere e generazionali nei quali sembra inevitabile cadere negli stessi errori. Anche i personaggi, di fatto, nell’andare verso Farso, tornano sempre allo stesso punto di prima.  

Lavora con noi

Lavora con noi

Scena Nuda cerca giovani compresi tra i 18 e i 35 anni, i quali sono invitati a inviare la propria candidatura per l’inserimento nel ruolo di stagisti volontari nei settori organizzativo e promozionale all’interno dei propri progetti per le annualità 2016 e 2017... Scarica il bando qui

Rassegna Stampa

Rassegna Stampa

Corriere della Sera Teresa, la regista che parte da Shakespeare per dare una nuova identità alla Calabria

«To be? Or may-be?», il teatro che s’interroga sull’identità, da Shakespeare a Pirandello di Claudia Provvedini Non ci sono solo i meravigliosi bronzi di Riace al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, ma nel monumentale ingresso disegnato da Piacentini si può anche assistere ad uno spettacolo teatrale. Ha realizzato l’idea lo scorso settembre Teresa Timpano: l’attrice e autrice...  Leggi tutto

Puntata di Retroscena su TV2000 dedicata alla IV edizione del Festival Miti Contemporanei

I miti all’origine della civiltà moderna costituiscono oggi un’eredità per noi? Esiste ancora un vincolo che collega la nostra cultura con i nostri avi, o quel vincolo è ormai del tutto spezzato? E ancora, qual è il confine tra passione e ossessione? Quand’è che l’amore si trasforma nel suo contrario? Queste sono solo alcune domande al centro della 14ma puntata di Retroscena, che vede protagonisti la prima edizione del Festival “Miti Contemporanei” di Reggio Calabria [...] Il nostro cammino di scoperta parte dalla provincia di Reggio Calabria e dal suo festival itinerante “Miti Contemporanei”: un percorso sulle tracce del Mito attraverso rielaborazioni drammaturgiche contemporanee con un focus sulla natura dell’uomo nella sua complessità. Un tragitto che tocca sei centri emblematici, per cultura e tradizione, della Provincia di Reggio Calabria, valorizzandone i siti attraverso anche la vetrina del teatro e della danza con spettacoli come “Odissea. Nessuno ritorna” di Matteo Tarasco, “Icaro. L’ultimo volo” di Salvatore Arena e “Blacklights”, prodotto dalla compagnia di danza Abbondanza Bertoni.  

Puntata di Retroscena su TV2000 dedicata alla rassegna "To be? Or may-be?"

La 31ma puntata di “Retroscena- i segreti del teatro” vi porta nel profondo Sud per indagare le profondità dell’io! Nella parte estrema dello “stivale”, a Reggio Calabria, infatti, si è svolta una ricerca teatrale sull’identità della psiche e dell’anima. Si tratta del festival “To Be or maybe?”, un avvenimento che ha celebrato i 400 anni della morte di Shakespeare ispirandosi alla figura di Amleto simbolo della crisi di identità. Ma non ci sarà nulla di astratto, sarà tutto molto concreto e riguarderà tutti noi, i nostri comportamenti, le nostre scelte quotidiane.

Acts: a tale of passion

Acts: a tale of passion

07 acts 23 maggio 2014 da Giselle di T. Gautier Balletto rivisitato in chiave contemporanea dall’opera “Giselle” di T. Gautier Coreografie Paolo Mangiola. Cast 3 danzatori. Residenza Coreografica Produzione Scena Nuda Lo spettacolo si propone di destrutturare gli elementi drammaturgici che saldano insieme la storia di Giselle per poi trasporre tali elementi in un contesto contemporaneo. Creando sketches coreografici, utilizzando un linguaggio che miscela danza e teatro, il lavoro investiga i temi fondamentali del balletto: amore, passione e morte. Il tutto inquadrato in una cornice multimediale performata da un cast di quattro danzatori. Acts prende forma grazie all’esplorazione di musica dal vivo, video installazioni e testo. Giselle- Soggetto da cui è tratto il balletto: In un villaggio i contadini sono in festa, al tempo della vendemmia, un giovane nobile, il principe Albrecht, che si cela sotto il nome di Loys, corteggia una ragazza, Giselle, che lo ricambia. Ma il guardiacaccia Hilarion, che sospetta la vera identità di Loys e che ne è geloso, attende il momento giusto per vendicarsi.  Giselle è felice, e non ascolta i consigli e gli ammonimenti della madre che la mette in guardia raccontando la storia delle Willi, fanciulle morte prima delle nozze che, trasformate in spiriti, attirano di notte gli uomini che incontrano e li obbligano a danzare fino a morirne. Giunge frattanto al villaggio un corteo di nobili reduci dalla caccia. Giselle confida alla giovane di essere innamorata e riceve un dono di nozze, ma in quel punto sopravviene Hilarion che rivela che Albrecht e Loys sono la stessa persona. Il principe non può negarlo. Giselle, che si sente tradita nel suo sentimento più bello e puro, perde la ragione. In una danza folle tenta di darsi la morte con la spada di Albrecht, infine impazzisce dal dolore e muore. E’ passato del tempo e Albrecht, in preda ai rimorsi, torna al villaggio. Si realizza qui l’incantesimo delle Willi, che, guidate dalla imperiosa regina Myrtha, escono a notte dalle loro tombe. Albrecht ritrova Giselle, ma è condannato a danzare fino a morire, cosi come il guardiacaccia Hilarion.  Invano egli chiede a Myrtha perdono, la legge delle Willi è inflessibile; sarà tuttavia Giselle a salvarlo, aiutandolo a resistere e danzando con lui fino all’apparire del sole. Svanito l’incantesimo, il principe si ritrova solo, nel villaggio, con il suo rimorso.

Mi chiamo Roberta

Mi chiamo Roberta

06 mi chiamo roberta big small 13 aprile 2014 MI CHIAMO ROBERTA, HO 40 ANNI, GUADAGNO 250 € AL MESE dal libro di Aldo Nove drammaturgia Federica Fracassi, Renzo Martinelli, Aldo Nove
 Progetto e regia Renzo Martinelli Con Federica Fracassi Musica dal vivo Guido Baldoni Aiuto regia Francesca Garolla
 Scene Renzo Martinelli Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese è un testo d’inchiesta, edito nel 2006, il primo di quella che è diventata una lunga serie che indaga il “caso precariato”. Aldo Nove mischia nel suo lavoro l’indagine giornalistica, realizzata attraverso interviste in giro per l’Italia, con introduzioni saggistiche e narrative che approfondiscono alcuni temi evocati e prende di petto con prepotenza un nodo centrale del presente. L’autore usa la scrittura per mettere a nudo la realtà, affiancando ogni volta alle «cose viste» il suo racconto-commento sommesso e radicale sul sogno perduto di una generazione di adulti costretti a forza a rimanere bambini. La regia sceglie come nodo centrale d’indagine il fatto che il precariato sia tutt’uno con le nostre esistenze e che si allarghi a macchia d’olio in territori considerati fino a poco fa zone franche, attraversando età e paesi e costringendo un’intera generazione all’impossibilità di progettare, di comprare una casa, di pensare a un figlio, a una famiglia. L’universalità delle storie dunque è il centro di questa ricerca letteraria e musicale che ha come protagonisti l’attrice, il musicista, il pubblico, persone vere che attraverseranno questo evento. Federica Fracassi entrerà nei materiali narrandoli come osservatrice, giornalista, investigatrice. Scaverà fra i fogli e le testimonianze assumendo di volta in volta varie identità. Insieme al musicista guiderà gli spettatori in un viaggio che li riguarda, attraverso le tante storie tragiche e a volte paradossalmente comiche raccolte in giro per l’Italia da Aldo Nove. Le nostre storie.

Gerace (RC)

Gerace (RC)

Gerace, suggestivo borgo medievale geraceGerace fa parte della Provincia di Reggio Calabria e si trova a 492 metri s.l.m. tra le fiumare Novìto e S. Paolo. La Rupe domina 50 Km. di costa e nel passato ha avuto un ruolo di primo piano nel controllo del territorio. Il significato del nome Gerace ruoto almeno intorno a tre ipotesi. La prima si collega alla storia della Locri magnogreca alla quale sembrerebbe collegata come acropoli (Hieros-akis= vetta sacra). La seconda supposizione è legata ai profughi Locresi che verso la fine del X secolo seguendo il volo propiziatorio di uno sparviero (in greco Hierax) posatosi sopra il massiccio roccioso, fondavano una nuova Città sul massiccio roccioso. Secondo altri storici il nome sarebbe, invece, una corruzione di S. Ciriaca, o Ajìa Kiriakì, di origine bizantina, com’era anticamente chiamata Gerace. La storia di Gerace affonda le sue radici nella presenza di antichi stanziamenti preistorici e protostorici dei quali rimangono diverse testimonianze. Presso Contrada Stefanelli è stata ritrovata una Necropoli di età preellenica. Finora sono state esplorate 27 tombe di rito inumatorio, a camera regolare con banchine poste ai lati, risalenti alla prima Età del Ferro. Gioielli, armille, scarabei, spirali, punte di lance, oggetti in avorio in vetro e in ambra, vasellame, si trovano depositati presso i musei di Locri e Reggio. I reperti ritrovati testimoniano una civiltà agropastorale ben armata e progredita che intrattiene scambi commerciali con l’Oriente ed il Centro-Nord Europa.

Gioiosa Jonica (RC)

Gioiosa Jonica (RC)

Parco Archeologico del Naniglio (Gioiosa Jonica) gioiosa jGioiosa Jonica Gioiosa Ionica o Gioiosa Jonica è un comune italiano di 7.272 abitanti in provincia di Reggio Calabria, in Calabria. Cittadina situata nel cuore della Locride, a metà strada tra Reggio Calabria e Catanzaro, è situata a 120 m sul livello del mare. Dal mar Jonio, giungendo da oriente, vennero i Greci, verso il VI secolo a.C., e fondarono numerose colonie sulle coste della Sicilia e della Calabria, unendosi alle antiche popolazioni locali dei Siculi, dei Bruzi e degli Italioti: era la Magna Grecia, che ad un tratto si trovò più florida e potente della patria d'origine. Da quel che precede resta da localizzare la sede dell'antico centro urbano e ricercare il nome di battesimo e la sua durata di questo centro molto sviluppato per giungere all'attuale realtà urbanistica col nome di Gioiosa Ionica e capoluogo della Vallata del Torbido, sempre legata nella storia con Marina di Gioiosa Ionica. 320px-Gioiosa_Jonica_Naniglio_interno_illuminatoIl Naniglio Il Naniglio è un imponente e suggestivo edificio ipogeo di età romana imperiale (II-III secolo D.C.). L’accesso è assicurato mediante una scaletta elicoidale a spirale; l’edificio è costituito da tre ambienti contigui di diversa grandezza. Il maggiore di questi è situato proprio sotto il manto stradale della SS. 281, è coperto da volte a crociera, e presenta un lucernario centrale; le volte sono sorrette da otto poderosi pilastri quadrangolari, disposti su doppia fila e su di esse, era impostato il pavimento (sulla quale sorgevano i vani nobili della villa). Due vani minori, il primo è sormontato da una volta a botte, munita di lucernario circolare centrale; il secondo con due lucernari circolari di grandezza diversa, in questa stanza è situata un’edicola in cotto che presenta i residui di un elegante frontone, si trattava di un Ninfeo, cioè di un luogo dove si andava a godere del fresco e della penombra, e dove scorreva naturalmente dell’acqua. Questo monumento ha attirato l’attenzione di molti storici e archeologi che si sono interessati e si interessano della storia dell’architettura in Calabria i quali hanno accesso attorno ad esso numerose supposizioni contrastanti fra loro.

Rassegna “To be? Or may-be?”

Rassegna “To be? Or may-be?”

TobeOrmaybe

Paradise

Paradise

troiaparadise Rendimi agnello per tornare leone Tratto da Le Troiane di Euripide e L’ultimo Diario di Corrado Alvaro Produzione Balletto Civile (La Spezia), Scena Nuda (Reggio Calabria), Fondazione Teatro Due (Parma) Regia Michela Lucenti Con Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Andrea Coppone, Massimiliano Frascà, Francesco Gabrielli, Raffaele Gangale, Filippo Gessi, Michela Lucenti, Francesca Lombardo, Gianluca Pezzino, Livia Porzio, Emanuela Serra, Chiara Taviani, Teresa Timpano La guerra è finita. Tutto è già avvenuto. Resta un popolo che ha una sola possibilità di ricominciare: stare lì, rimanere dove nessuno vorrebbe essere, in uno spazio tra la guerra e un nuovo equilibrio. Potrà esserci bellezza in una terra distrutta? Che luogo è quello che è stato un grande regno e che ora non e' più un campo di battaglia? Da dove comincia la ricostruzione? Da noi. I corpi che rimangono sono il futuro. L' archetipo maschile e femminile si confrontano in quest'opera come non mai, l'uomo si afferma conquistando la terra-donna, su questo concetto si fonda la ricerca antropologica. Noi vogliamo cogliere il mistero simbolico che si cela dietro questo lamento, e vogliamo trovarlo nella bellezza. Il paradiso non è nell'accettazione ma nella bellezza di ricominciare. Una spiaggia di terra rossa l'ultimo accampamento, dove i pensieri le convinzioni si confondono. Raccontiamo il tempo dopo che abbiamo urlato e le nostre parole si perdono ai lati della bocca come delle farfalle. Un semplice fazzoletto di terra, antico come la storia del mondo, che ritorna primitivo dopo le macerie. Donne forti di una bellezza amara danzano come falene, ostaggio di un esercito di uomini -orso più piccoli dei loro cappotti. Dov'è la verità? Le donne partono per il viaggio verso loro stesse ,detentrici di forza, il loro midollo tenuto prigioniero esige liberazione. Le leonesse e le loro corse sfrenate, il tempo nella dolcezza del gesto. Raccontiamo il tempo dove occorre tentare di fare la terra come il cielo, per ritrovare l'equilibrio dobbiamo metterci in ascolto della tradizione, piangeremo le parole che arriveranno come un sussurro e cercheremo di capire quello che ci lasciano intendere, solo dopo cominceremo a fremere come a nuova nascita. Il dolore come conoscenza sia per chi lo subisce sia per chi lo provoca, in questa conoscenza ci sarà la chiave per costituire oggi la nostra identità di uomini e di donne. Una poesia che tende al lamento, la transizione dalla parola al canto, al fiato, che si scioglie in azione nel corpo degli attori. Michela Lucenti

Contatti

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  Staff e contatti Sede Via Sbarre Sup., dir. Marconi, 37 89133 Reggio Calabria tel 0965/44074 - 329 7093071 Direzione artistica e Produzioni Teresa Timpano e Filippo Gessi    e-mail direzione@scenanuda.it   Organizzazione Roberta Smeriglio Amministrazione Angela Laganà, Roberta Smeriglio e-mail  amministrazione@compagniascenanuda.it Responsabile settore Scuola Rosalba D'Agostino e-mail scuole@scenanuda.it Distribuzione e-mail: distribuzione@scenanuda.it Progettazione grafica, web, biglietteria Catia Gattuso e-mail info@scenanuda.it Ufficio Stampa e-mail: uff.stampa@scenanuda.it Segreteria organizzativa Potete contattarci ai seguenti recapiti: Telefono e Fax: 0965.44074 Cellulare: 329.7093091 e-mail: info@scenanuda.it   Contattaci anche dal Form [contact-form-7 id="522" title="Contact form 1"]

Amministrazione trasparente

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La pubblicazione dei dati in questa sezione adempie agli obblighi disposti dall’articolo 9 della Legge 112 del 7 ottobre 2013. TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 8 agosto 2013, n. 91 Testo del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 186 del 9 agosto 2013), coordinato con la legge di conversione 7 ottobre 2013, n. 112 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attivita' culturali e del turismo.». (13A08109) (GU n.236 del 8-10-2013) Vigente al: 8-10-2013 Art. 9 Disposizioni urgenti per assicurare la trasparenza, la semplificazione e l'efficacia del sistema di contribuzione pubblica allo spettacolo dal vivo e al cinema. 2. Gli enti e gli organismi dello spettacolo, finanziati a valere sul Fondo unico dello spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, o ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, pubblicano e aggiornano le seguenti informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi ed artistici di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonche' di collaborazione o consulenza: a) gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico; b) il curriculum vitae; c) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione. 3. Le informazioni di cui al comma 2 sono pubblicate dagli enti ed organismi entro il 31 gennaio di ogni anno e comunque aggiornate anche successivamente. Ai predetti soggetti non possono essere erogate a qualsiasi titolo somme sino alla comunicazione dell'avvenuto adempimento o aggiornamento.   DIRETTORE ARTISTICO Teresa Timpano Estremi atto di conferimento-Atto costitutivo Data atto nomina – 22/05/2006 CV-ALLEGATO Compenso - Carica onorifica CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente-Legale rappresentante Teresa Timpano Estremi atto di conferimento – Atto costitutivo Data dell’atto di nomina-22/05/2006 CV-ALLEGATO Compenso - Carica onorifica Consigliere Filippo Gessi Estremi atto conferimento – Atto costitutivo Data dell’atto di nomina-22/05/2006 CV-ALLEGATO Compenso -Carica gratuita Consigliere Giuseppina Roberta Smeriglio Estremi atto conferimento - Verbale Assemblea Ordinaria Data dell’atto di nomina 28/08/2012 CV-ALLEGATO Compenso - Carica gratuita      

Comunicazione ai sensi art. 1 comma 125/129 legge n. 124 del 2017
ANNO 2017 - Contributo deliberato non erogato dalla Regione Calabria “EVENTI STORICIZZATI 2017”     €. 82.000,00 - Contributo deliberato parzialmente erogato dalla Regione Calabria  LR n.3/04 e art.45 decreto MIBACT 01/07/2014 - Programma Attività anno 2017    €. 43.710,00 Contributo deliberato non erogato dalla Regione Calabria Avviso pubblico per la concessione ed erogazione di contributi per lo sviluppo e il sostegno dell’ attività teatrale professionale in ambito regionale - 2017                 €. 18.590,94
Laboratorio di pedagogia teatrale

Laboratorio di pedagogia teatrale

Laboratorio pedagogia teatrale

Workshop di organizzazione teatrale

Workshop di organizzazione teatrale

Settimio PisanoWEB WORKSHOP DI ORGANIZZAZIONE TEATRALE CONDOTTO DA SETTIMIO PISANO Luogo: Teatro Zanotti Bianco (Ex Cipresseto) Via Melacrino 34 Reggio Calabria Durata: 19 Aprile: 10:00-13:00 / 15:00-18:30 20 Aprile: 10:00 - 13:00/ 14:00-16:00 Costo: 35 euro Destinatari: organizzatori teatrali, direttori di compagnie teatrali nascenti, addetti ai lavori e chiunque sia interessato. Il workshop intende affrontare alcuni degli aspetti principali dell’organizzazione teatrale nel sistema italiano, approcciando i temi trattati sia dal punto di vista di chi produce e distribuisce uno spettacolo, sia da quello di chi programma una stagione teatrale o un festival. Il percorso didattico inizierà con la presentazione sintetica del sistema teatrale in Italia (politiche del teatro, quadro istituzionale e normativo). Verrà poi affrontato il ciclo di produzione e di diffusione di uno spettacolo, analizzando le diverse tappe necessarie e le diverse professionalità coinvolte, indagando l’articolazione tra le attività artistiche e quelle organizzative. Si passerà successivamente sul versante della programmazione, affrontando gli aspetti relativi alla creazione e gestione di una stagione teatrale e all’organizzazione di un festival, evidenziando analogie e differenze. Per meglio illustrare gli argomenti trattati, saranno utilizzati diversi documenti professionali ed effettuate esercitazioni pratiche. 1. L’analisi del sistema teatrale italiano Il percorso inizierà con la presentazione sintetica del sistema teatrale in Italia, fondamentale per conoscere il contesto e la realtà generale in cui si opera, saperla analizzare, intuirne i cambiamenti e le evoluzioni e infine interpretare la propria realtà e la propria missione. 2. La distribuzione di uno spettacolo Considerazioni generali sulla figura del distributore teatrale Individuazione delle mansioni: il distributore tout court; il distributore-organizzatore della compagnia; il lavoro d’ufficio e la mobilità. Obiettivi e pianificazione: individuazione del proprio bacino di appartenenza; verifiche preliminari e piano di lavoro. La promozione finalizzata alla distribuzione, l'ufficio stampa, l’invito, il coinvolgimento degli operatori I modi di relazionarsi al mercato Con quali mezzi informativi I “tempi” della distribuzione A quali condizioni (contratti e trattative) La gestione del calendario La gestione dei rapporti e la ricerca di nuovi contatti La dimensione internazionale La gestione della compagnia in tournée Conduzione Il laboratorio verrà condotto da Settimio Pisano, formatosi attraverso il “Corso di Formazione Gestionale per Operatori di Attività Teatrali e di Spettacolo”, diretto da Lucio Argano e organizzato dall’ETI - Ente Teatrale Italiano. Dal 2000 cura l’organizzazione della compagnia Scena Verticale (Premio UBU 2007 e 2010 – Premio della Critica Teatrale 2003). Dallo stesso anno è direttore organizzativo del festival Primavera dei Teatri di Castrovillari (Premio Speciale UBU 2009 – Premio Bartolucci 2001). Nel 2007/2008 è stato coordinatore organizzativo per la Regione Calabria del Patto Stato/Regioni per lo Spettacolo, curando la pianificazione e l’organizzazione di alcuni degli eventi realizzati sul territorio regionale (Magna Graecia Teatro, Calabria Palcoscenico).
 Leggi l'intervista a Settimio Pisano su Calabria Ora

Masterclass di danza

Masterclass di danza

Masterclass_Mangiola

Laboratorio teatrale a cura di Danio Manfredini

Laboratorio teatrale a cura di Danio Manfredini

[caption id="attachment_368" align="alignleft" width="460"]epa01216339 Minnesota Wild goalie Niklas Backstrom (R) blocks the puck against the Dallas Stars in the second period of their NHL ice hockey game at the American Airlines Center in Dallas, Texas USA, 7 January 2008.  EPA/LARRY W. SMITH epa01216339 Minnesota Wild goalie Niklas Backstrom (R) blocks the puck against the Dallas Stars in the second period of their NHL ice hockey game at the American Airlines Center in Dallas, Texas USA, 7 January 2008. EPA/LARRY W. SMITH[/caption] Luogo: Teatro Zanotti Bianco (Ex Cipresseto) - Via Melacrino 34 Reggio Calabria Durata: Da 18 al 22 marzo 2013, dalle 10 alle 19 (con una pausa di un’ora per il pranzo),  per un numero complessivo di 40 ore (8 ore giornaliere). L’orario di lavoro è indicativamente dalle 11 alle 19 di ogni giornata di laboratorio. Destinatari: laboratorio per attori, rivolto ad un numero massimo di 20 partecipanti. Costo: il costo del laboratorio è di € 200,00 Per partecipare occorre inviare il proprio curriculum corredato da foto formazione@compagniascenanuda.it entro il 5 Marzo 2013. Contenuti e obiettivi del laboratorio: Un laboratorio a partire da Danio Manfredini e dalla sua personale esperienza artistica che si basa sulla ricerca delle possibilità espressive dell’attore, figura che egli concepisce come creatore, come materia viva il cui estro nasce da un profondo lavoro su di sé, dalla sua intimità e consapevolezza. Il corpo come luogo fondamentale di ascolto ed espressione, esplorazione della vocalità, esplorazione della memoria emotiva come aspetti del training preparatorio dell’attore. Considerazione delle fondamentali convenzioni appartenenti all’arte del teatro e consapevolezza del disegno complessivo che conduce alla recitazione di un’opera teatrale. Ogni partecipante dovrà portare un pezzo di recitazione preparato su repertorio classico (escluso Amleto di Shakespeare) o contemporaneo a scelta. Info: info@compagniascenanuda.it 329 7093091 Laboratorio Teatrale Danio Manfredini di Carla Logiudice

Laboratorio per l’infanzia

Laboratorio per l’infanzia

foto-lab-inf Il gioco è la prima esperienza culturale Durata: Dal 15/10/2012 al 31/05/2013 Un incontro settimanale della durata di 1 ora e 30 min. Target: dai 3 ai 7 anni DESCRIZIONE Il mondo del teatro è particolarmente indicato a stimolare l’evoluzione della personalità, ad attivare potenzialità dal punto di vista cognitivo, emotivo, sociale e comunicativo, sviluppando particolari capacità come immedesimazione, immaginazione, creatività, competenza emotiva, osservazione, imitazione, competenza comunicativa. Il percorso per l’infanzia si struttura secondo una progressione di attività ludico-creative che mettono in gioco le emozioni e la fantasia dei partecipanti, stimolati alla libera espressione, attraverso l’esplorazione della complessa “macchina umana” e le sue connessioni con l’esterno. Il gioco, condotto secondo le regole di drammatizzazione teatrale, diviene uno strumento fondamentale a disposizione del bambino per scoprire “le regole” di funzionamento del meccanismo sociale, relazionale, affettivo e culturale del mondo in cui si trova calato. OBIETTIVI I laboratori teatrali annuali, deterrenti alle distrazioni di massa, sono strutturati al fine di indurre ad una maggiore riflessione sui mezzi corporei, espressivi e comunicativi sviluppando la conoscenza del sé e delle proprie capacità (compresi i limiti),presupposto e investimento del singolo capitale umano. La funzione pedagogica del laboratorio per l’infanzia si prefigge di: - Sviluppare capacità espressivo – comunicative - Sviluppare le percezioni sensoriali - Stimolare la creatività - Coordinare i movimenti del corpo nella consapevolezza dello spazio - Sviluppare la socializzazione e l’accettazione della diversità. ATTIVITÀ Il “gioco teatrale” non è solo performance. Prima di tutto è, appunto, gioco. Per permettere ai bambini di scoprire e affermare il piacere del gioco improvvisato e collettivo, conducendoli alla consapevolezza dei meccanismi dell’espressione, si approfondiranno: - Attività motoria (coordinamento, equilibrio, fluidità) -  Training vocale (respirazione, intensità, espressione) - Attività percettive – sensoriali - Ritmo - Improvvisazione - Giochi di ruolo -  Fiabe interattive

Laboratorio teatrale multidisciplinare

Laboratorio teatrale multidisciplinare

corpo voce azione emozione Se anche Tu, come noi, pensi che sia importante : " superare le frontiere… rinunciare alla paura ed alla vergogna … Non nasconderti più, essere quello che sei … incontrarsi … Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un'ora. Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile ..." ...allora non resta che conoscerci, vieni a trovarci... JERZY GROTOWSKI Periodo: dal 16 ottobre 2012 al 30 maggio 2013 Frequenza: due volte a settimana. Martedì e giovedì dalle ore 18:00 alle ore 20:00 Discipline RECITAZIONE E PRINCIPI D’IMPROVVISAZIONE Il corpo e’ il luogo principale del lavoro dell’attore. Sarà allenato a tal punto da essere in grado di comunicare, di restituire l’energia espressiva. Sezioni del corso: - lavoro sul corpo - lavoro sulle emozioni - lavoro sul testo METODO PILATES E’ un sistema di allenamento per acquisire consapevolezza del respiro e dell'allineamento della colonna vertebrale rinforzando i muscoli e favorendo la tonificazione. I principi basilari del Pilates sono sei: Respirazione Baricentro ( centro di forza e di controllo di tutto il corpo) Precisione Concentrazione Controllo Fluidità LA SCHERMA Un percorso di crescita e di scoperta. Il combattimento allena al controllo del corpo, alla gestione dello spazio, alla reattività, all’attenzione, all’ascolto reciproco e alla relazione con il partner, poiché non si tratta di una pratica agonistica bensì di un’attività basata sulla complicità fra i due “contendenti”, e può quindi rivelarsi una disciplina estremamente formativa per l’allievo. TECNICHE VOCALI/CANTO Un percorso che insegna ad utilizzare correttamente ogni voce, sfruttandone appieno le possibilità, ma mantenendola sempre all'interno delle proprie caratteristiche. Allena la mente ad esprimere tutto il potenziale vocale. TEMPO/RITMO Il percorso si concentra sulla scoperta, lo sviluppo ed il potenziamento del senso ritmico dell’allievo. E’ strettamente collegato alla danza ed al teatro. Il compito di scandire il ritmo sarà affidato soprattutto ad alcuni strumenti come le percussioni, il pianoforte e la chitarra. L’allievo sarà stimolato a lavorare praticamente con tali strumenti. STORIA DEL TEATRO Acquisizione da parte dello studente di nozioni di base per inquadrare la storia del teatro occidentale; il confronto con rilevanti tematiche e metodologie della scena contemporanea; la lettura di esempi di saggistica che possano favorire un approccio critico e più consapevole alla teatrologia e allo studio della drammaturgia. STAGE TRADIZIONI POPOLARI Sezione dedicata allo studio e approfondimento della musica, dei testi e delle maschere calabresi.

Corso di fotografia di scena

Corso di fotografia di scena

danielaaquila Docente Giuseppe Condemi Destinatari il corso è destinato a chi è appassionato o voglia avviarsi alla carriere di fotografo di scena e spettacolo Durata dal 21 ottobre al 21 marzo frequenza 2 giorni a settimana più pratica simulata e in coincidenza con spettacoli e laboratori La fotografia di scena: Raccontare i movimenti, le storie, i caratteri con una piccola sequenza di immobili scatti fatti quasi sempre in condizioni di scarsa luce e nel brevissimo tempo in cui un azione si compie. Descrivere le emozioni di uno spettacolo. Il difficile compito del fotografo di scena. I corsi partiranno dalla fotografia di base e si articoleranno tra lezioni teoriche e intensa pratica che ruoterà intorno alla stagione multidisciplinare di teatro danza e musica ed alle attività culturali in corso della residenza teatrale TeatRhegion Argomenti teorici: -Introduzione alla fotografia -La luce 1, illuminotecnica di base -La macchina fotografica -La fotografia analogica e digitale -Teoria del colore -Gli obbiettivi -La lunghezza focale -Apertura del diaframma e tempo di scatto -La composizione fotografica -Fotografia di scena cenni storici -etica professionale,approccio con il palcoscenico e con gli artisti - La composizione fotografica di scena -Gli scatti finalizzati ai loro vari utillizzi: esposizioni, -La luce 2, illuminotecnica di scena -documentazione, locandine, giornali -La taratura del bianco -Post produzione -il Racconto fotografico di scena: gli spettacoli e i backstage -Il mercato Pratica: -Esercitazioni pratiche su simulazioni di luce a teatro vuoto e simulazioni di spettacolo -Esercitazioni pratiche durante gli spettacoli dal vivo della stagione teatrale “Teatrhegion -Simulazioni di lavoro commissionato e autonomo Il prezzo del corso e di € 50,00 al mese più € 20,00 di iscrizione iniziale La scadenza per presentare l'iscrizione è fissata per ill 30 settembre 2012 Per info: Simone Squillace 349.7816151 – distribuzione@compagniascenanuda.it

Corso di Dizione

Corso di Dizione

Corso di dizione I° livello – 30 h Dieci lezioni da 3h dal 14 settembre al 15 ottobre Classe max 20 persone Docente Teresa Timpano Riuscire ad esprimersi in modo corretto, dominare i propri mezzi vocali, diventa determinante per ogni professione. Lo studio della dizione, infatti, migliora l’articolazione permettendo all’individuo, che si applica con costanza, di rendere più omogeneo e morbido il proprio linguaggio. Programma Respirazione. Cenni di fisiologia dell’apparato respiratorio. Respirazione apicale e respirazione profonda. Diaframma addominale. Sviluppo delle capacità respiratorie attraverso gli esercizi base della respirazione. Articolazione (ortofonia). Caratteristiche dei suoni articolati. Il “quadrilatero” delle vocali italiane. Le consonanti della lingua italiana. Fonemi semplici e complessi. I difetti dell’articolazione. Esercizi di rafforzamento. Dizione (ortoepia). Introduzione generale alla pronuncia italiana standard. Sillabe accentate. Accenti tonici e accenti fonici: a) Studio della é (chiusa) con relative eccezioni b) Studio della Ó ( chiusa) con relative eccezioni c) Studio della è (aperta ) con relave eccezioni e) Studio della S dolce o sonora; aspra o sorda f) Studio della Z dolce o sonora; aspra o sorda g) Letture individuali su testi scelti h) Letture in coppia su testi scelti Materiali del corso: fanno parte integrante del corso i seguenti materiali didattici : dispense, CD con esempi, schede pratiche con materiali di esercitazione.

Laboratorio gioco-teatro per l’infanzia

Laboratorio gioco-teatro per l’infanzia

12 laboratorio 3-7 anni small Durata: Dal 07/10/2012 al 26/05/2014 Un incontro settimanale della durata di 1 ora e 30 min. Target: dai 3 ai 7 anni DESCRIZIONE Il mondo del teatro è particolarmente indicato a stimolare l’evoluzione della personalità, ad attivare potenzialità dal punto di vista cognitivo, emotivo, sociale e comunicativo, sviluppando particolari capacità come immedesimazione, immaginazione, creatività, competenza emotiva, osservazione, imitazione, competenza comunicativa. Il percorso per l’infanzia si struttura secondo una progressione di attività ludico-creative che mettono in gioco le emozioni e la fantasia dei partecipanti, stimolati alla libera espressione, attraverso l’esplorazione della complessa “macchina umana” e le sue connessioni con l’esterno. Il gioco, condotto secondo le regole di drammatizzazione teatrale, diviene uno strumento fondamentale a disposizione del bambino per scoprire “le regole” di funzionamento del meccanismo sociale, relazionale, affettivo e culturale del mondo in cui si trova calato. OBIETTIVI I laboratori teatrali annuali, deterrenti alle distrazioni di massa, sono strutturati al fine di indurre ad una maggiore riflessione sui mezzi corporei, espressivi e comunicativi sviluppando la conoscenza del sé e delle proprie capacità (compresi i limiti),presupposto e investimento del singolo capitale umano. La funzione pedagogica del laboratorio per l’infanzia si prefigge di: - Sviluppare capacità espressivo – comunicative - Sviluppare le percezioni sensoriali - Stimolare la creatività - Coordinare i movimenti del corpo nella consapevolezza dello spazio - Sviluppare la socializzazione e l’accettazione della diversità. ATTIVITÀ Il “gioco teatrale” non è solo performance. Prima di tutto è, appunto, gioco. Per permettere ai bambini di scoprire e affermare il piacere del gioco improvvisato e collettivo, conducendoli alla consapevolezza dei meccanismi dell’espressione, si approfondiranno: - Attività motoria (coordinamento, equilibrio, fluidità) - Training vocale (respirazione, intensità, espressione) - Attività percettive – sensoriali - Ritmo - Improvvisazione - Giochi di ruolo - Fiabe interattive

Laboratorio teatrale multidisciplinare adulti

Laboratorio teatrale multidisciplinare adulti

14 laboratorio multidisciplinare small corpo voce azione emozione Se anche Tu, come noi, pensi che sia importante: "superare le frontiere… rinunciare alla paura ed alla vergogna… Non nasconderti più, essere quello che sei … incontrarsi … Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un'ora. Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile ..." ...allora non resta che conoscerci, vieni a trovarci... JERZY GROTOWSKI Durata: dal 8/10/2013 al 27/05/2014 Martedì e Giovedì dalle ore 19.30 alle ore 21.30 Due incontri settimanali della durata di 2 ore. Target: Over 20 anni Discipline RECITAZIONE E PRINCIPI D’IMPROVVISAZIONE Il corpo e’ il luogo principale del lavoro dell’attore. Sarà allenato a tal punto da essere in grado di comunicare, di restituire l’energia espressiva. Sezioni del corso: - lavoro sul corpo - lavoro sulle emozioni - lavoro sul testo LA SCHERMA Un percorso di crescita e di scoperta. Il combattimento allena al controllo del corpo, alla gestione dello spazio, alla reattività, all’attenzione, all’ascolto reciproco e alla relazione con il partner, poiché non si tratta di una pratica agonistica bensì di un’attività basata sulla complicità fra i due “contendenti”, e può quindi rivelarsi una disciplina estremamente formativa per l’allievo. TECNICHE VOCALI/CANTO Un percorso che insegna ad utilizzare correttamente ogni voce, sfruttandone appieno le possibilità, ma mantenendola sempre all'interno delle proprie caratteristiche. Allena la mente ad esprimere tutto il potenziale vocale. TEMPO/RITMO Il percorso si concentra sulla scoperta, lo sviluppo ed il potenziamento del senso ritmico dell’allievo. E’ strettamente collegato alla danza ed al teatro. Il compito di scandire il ritmo sarà affidato soprattutto ad alcuni strumenti come le percussioni, il pianoforte e la chitarra. L’allievo sarà stimolato a lavorare praticamente con tali strumenti. STORIA DEL TEATRO Acquisizione da parte dello studente di nozioni di base per inquadrare la storia del teatro occidentale; il confronto con rilevanti tematiche e metodologie della scena contemporanea; la lettura di esempi di saggistica che possano favorire un approccio critico e più consapevole alla teatrologia e allo studio della drammaturgia. STAGE TRADIZIONI POPOLARI Sezione dedicata allo studio e approfondimento della musica, dei testi e delle maschere calabresi.

Laboratorio teatrale multidisciplinare 15-20 anni

Laboratorio teatrale multidisciplinare 15-20 anni

14 laboratorio multidisciplinare small LABORATORIO TEATRALE MULTIDISCIPLINARE 15-20 anni corpo voce azione emozione Se anche Tu, come noi, pensi che sia importante: "superare le frontiere… rinunciare alla paura ed alla vergogna… Non nasconderti più, essere quello che sei … incontrarsi … Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un'ora. Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile ..." ...allora non resta che conoscerci, vieni a trovarci... JERZY GROTOWSKI Durata: dal 8/10/2013 al 27/05/2014 Martedì e Giovedì dalle ore 18.00 alle ore 19.30 Due incontri settimanali della durata di 1 ora e 30 min. Target: da 15 a 20 anni Discipline RECITAZIONE E PRINCIPI D’IMPROVVISAZIONE Il corpo e’ il luogo principale del lavoro dell’attore. Sarà allenato a tal punto da essere in grado di comunicare, di restituire l’energia espressiva. Sezioni del corso: - lavoro sul corpo - lavoro sulle emozioni - lavoro sul testo LA SCHERMA Un percorso di crescita e di scoperta. Il combattimento allena al controllo del corpo, alla gestione dello spazio, alla reattività, all’attenzione, all’ascolto reciproco e alla relazione con il partner, poiché non si tratta di una pratica agonistica bensì di un’attività basata sulla complicità fra i due “contendenti”, e può quindi rivelarsi una disciplina estremamente formativa per l’allievo. TECNICHE VOCALI/CANTO Un percorso che insegna ad utilizzare correttamente ogni voce, sfruttandone appieno le possibilità, ma mantenendola sempre all'interno delle proprie caratteristiche. Allena la mente ad esprimere tutto il potenziale vocale. TEMPO/RITMO Il percorso si concentra sulla scoperta, lo sviluppo ed il potenziamento del senso ritmico dell’allievo. E’ strettamente collegato alla danza ed al teatro. Il compito di scandire il ritmo sarà affidato soprattutto ad alcuni strumenti come le percussioni, il pianoforte e la chitarra. L’allievo sarà stimolato a lavorare praticamente con tali strumenti. STORIA DEL TEATRO Acquisizione da parte dello studente di nozioni di base per inquadrare la storia del teatro occidentale; il confronto con rilevanti tematiche e metodologie della scena contemporanea; la lettura di esempi di saggistica che possano favorire un approccio critico e più consapevole alla teatrologia e allo studio della drammaturgia. STAGE TRADIZIONI POPOLARI Sezione dedicata allo studio e approfondimento della musica, dei testi e delle maschere calabresi.

Laboratorio teatrale 12-14 anni

Laboratorio teatrale 12-14 anni

13 laboratorio 12-14 anni small Durata: Da gennaio a maggio 2014 Giovedì dalle ore 16.30 alle ore 18.00 Un incontro settimanale della durata di 1 ora e 30 min. Target: da 12 a 14 anni DESCRIZIONE Come nel teatro per raggiungere un obiettivo creativo, occorre attraversare e lasciarsi permeare da numerose crisi, così per l’essere umano accade nell’adolescenza. Le disillusioni, le nuove scoperte, la cura di sé, i nuovi incontri e le nuove relazioni emotive creano uno stato di disagio che il teatro può aiutare ad oltrepassare con un atteggiamento positivo e propositivo. Gli allievi lavorano in gruppo partendo dall’abbattimento del giudizio e delle barriere culturali. Sono stimolati a lavorare insieme condividendo obiettivi comuni, senza mai dimenticare l’individuo. Lavorano per scoprire la propria natura, quella profonda, primordiale e libera da false sovrastrutture sociali. OBIETTIVI I laboratori teatrali annuali, deterrenti alle distrazioni di massa, sono strutturati al fine di indurre ad una maggiore riflessione sui mezzi corporei, espressivi e comunicativi sviluppando la conoscenza del sé e delle proprie capacità (compresi i limiti),presupposto e investimento del singolo capitale umano. La funzione pedagogica del laboratorio si prefigge di: - Sviluppare capacità espressivo – comunicative - Sviluppare le percezioni sensoriali - Stimolare la creatività - Sviluppare la coordinazione lavorando in dissociazione nella consapevolezza dello spazio - Sviluppare la socializzazione e l’accettazione della diversità.

Laboratorio teatrale per bambini

Laboratorio teatrale per bambini

enea Durata: Dal 07/10/2012 al 26/05/2014 Lunedì dalle ore 18.00 alle ore 19.30. Un incontro settimanale della durata di 1 ora e 30 min. Target: da 8 a 11 anni DESCRIZIONE Spazio privilegiato per liberare le potenzialità espressive dei ragazzi e indirizzare le loro energie in un percorso di crescita umana ed artistica. Il laboratorio favorisce una maggiore esposizione dell’allievo nei confronti di se stesso e degli altri. Il lavoro punta ad attivare un percorso di potenziamento espressivo, vocale, fisico ed emotivo. L’allievo viene introdotto in un processo creativo attraverso lo strumento teatro, che lo supporta e lo accompagna nel suo iter educativo, esperienziale e culturale. OBIETTIVI I laboratori teatrali annuali, deterrenti alle distrazioni di massa, sono strutturati al fine di indurre ad una maggiore riflessione sui mezzi corporei, espressivi e comunicativi sviluppando la conoscenza del sé e delle proprie capacità (compresi i limiti),presupposto e investimento del singolo capitale umano. La funzione pedagogica del laboratorio si prefigge di: - Sviluppare capacità espressivo – comunicative - Sviluppare le percezioni sensoriali - Stimolare la creatività - Coordinare i movimenti del corpo nella consapevolezza dello spazio - Sviluppare la socializzazione e l’accettazione della diversità.

Laboratorio gioco-teatro per l’infanzia

Laboratorio gioco-teatro per l’infanzia

12 laboratorio 3-7 anni small Durata: Dal 07/10/2012 al 26/05/2014 Un incontro settimanale della durata di 1 ora e 30 min. Target: dai 3 ai 7 anni DESCRIZIONE Il mondo del teatro è particolarmente indicato a stimolare l’evoluzione della personalità, ad attivare potenzialità dal punto di vista cognitivo, emotivo, sociale e comunicativo, sviluppando particolari capacità come immedesimazione, immaginazione, creatività, competenza emotiva, osservazione, imitazione, competenza comunicativa. Il percorso per l’infanzia si struttura secondo una progressione di attività ludico-creative che mettono in gioco le emozioni e la fantasia dei partecipanti, stimolati alla libera espressione, attraverso l’esplorazione della complessa “macchina umana” e le sue connessioni con l’esterno. Il gioco, condotto secondo le regole di drammatizzazione teatrale, diviene uno strumento fondamentale a disposizione del bambino per scoprire “le regole” di funzionamento del meccanismo sociale, relazionale, affettivo e culturale del mondo in cui si trova calato. OBIETTIVI I laboratori teatrali annuali, deterrenti alle distrazioni di massa, sono strutturati al fine di indurre ad una maggiore riflessione sui mezzi corporei, espressivi e comunicativi sviluppando la conoscenza del sé e delle proprie capacità (compresi i limiti),presupposto e investimento del singolo capitale umano. La funzione pedagogica del laboratorio per l’infanzia si prefigge di: - Sviluppare capacità espressivo – comunicative - Sviluppare le percezioni sensoriali - Stimolare la creatività - Coordinare i movimenti del corpo nella consapevolezza dello spazio - Sviluppare la socializzazione e l’accettazione della diversità. ATTIVITÀ Il “gioco teatrale” non è solo performance. Prima di tutto è, appunto, gioco. Per permettere ai bambini di scoprire e affermare il piacere del gioco improvvisato e collettivo, conducendoli alla consapevolezza dei meccanismi dell’espressione, si approfondiranno: - Attività motoria (coordinamento, equilibrio, fluidità) - Training vocale (respirazione, intensità, espressione) - Attività percettive – sensoriali - Ritmo - Improvvisazione - Giochi di ruolo - Fiabe interattive

Namur

Namur

namur cartello 22 maggio 2015 di Antonio Tarantino Produzione Teatro Kismet OperA | Regia Teresa Ludovico con Teresa Ludovico e Roberto Corradino spazio scenico e luci Vincent Lounguemar suono e luci Gianvito Marasciulo | costumi Luigi Spezzacatene realizzazione Artelier | ass. alla drammaturgia Loreta Guario collaborazione al movimento Elisabetta Di Terlizzi distribuzione Annamaria Giannone 19 giugno 1815.  L'armata francese è in rotta.Napoleone fugge verso Parigi. Namur ,  ormai un paese di retrovia, è percorso dalla soldataglia inglese e prussiana che, casa per casa, cerca i nemici. E' notte , nei campi di grano cavalli sventrati, soldati sgozzati , sciabolati, ammassati si confondono  nell'oscurità , fra gli arbusti e le fronde . In una capanna fuori Namur , Marta, una vivandiera imperiale, non più giovane ,sta facendo l'amore con  Lucien , un imberbe fantaccino che alle pressanti richieste di conferma d'amore  da parte della donna , cercherà , fino all'alba, di sfuggire con imbarazzo e finzione.  I loro dialoghi crudeli sveleranno universali meccanismi di coppia e la feroce assurdità della guerra. Paura, coraggio ,ribellione, sottomissione, verità, finzione, violenza,tenerezza, odio ,amore ,e la guerra con il suo odore, i suoi colori, i suoi suoni, i suoi nomi, le sue battaglie, la sua geografia,  che demolisce ogni costruzione, ogni ordine, ogni grado, ogni certezza  e ...magma e caos.

Un vecchio gioco

Un vecchio gioco

Bloodbath_def web24 aprile 2015 di Tommaso Urselli Produzione Scena Nuda | Regia Filippo Gessi con Luca Fiorino, Filippo Gessi, Teresa Timpano scene e costumi Giulia Drogo luci Antonio Rinaldi fonica Simone Squillace In un luogo imprecisato, probabilmente un seminterrato che potrebbe trovarsi proprio sotto i nostri piedi, una strana coppia: “il bimbo” e “la bimba”, come loro stessi amano chiamarsi a vicenda. La solidità del legame è garantita dalle premesse non proprio convenzionali con cui avviene il loro incontro nel retro di un supermercato, e che solo a un certo punto ci è dato conoscere. I due scoprono di essere accomunati da un passato molto simile, vissuto – anche se in tempi diversi, quando erano ragazzini – in un villaggio residenziale dall’apparenza rassicurante; e toccato a un certo punto da qualcosa di oscuro. Qualcosa su cui entrambi fondano la propria esistenza; e che, come non ci fosse altro modo per loro di vivere, hanno bisogno di perpetuare con l’involontaria collaborazione di un malcapitato di turno. L’azione si sviluppa e procede attraversando la “storia” in maniera non lineare con spostamenti di luogo, flashback sul passato, cambi di personaggi e l’alternarsi di un mondo quotidiano a uno più visionario e da incubo. Una sorta di puzzle di cui il pubblico è chiamato a rimettere insieme i pezzi. Un gioco delirante in cui sembra non poterci essere altro ruolo, per i differenti personaggi, se non quello di vittima, complice o carnefice; e come per loro, così per lo spettatore.

Patres

Patres

patres 12 aprile 2015 di Saverio Tavano Produzione Scenari Visibili Regia Saverio Tavano con Dario Natale e Gianluca Vetromilo drammaturgia Saverio Tavano tecnica Pasquale Truzzolillo foto di scena Angelo Maggio/Pasquale Cimino Un giovane Telemaco di Calabria attende da anni il ritorno di suo padre, paralizzato dall’attesa, davanti all’orizzonte che può solo immaginare dal buio della sua cecità, attende su una spiaggia bagnata dal Mar Tirreno, mette le mani avanti per vedere l’orizzonte, si rivolge verso il mare e aspetta che questo padre ritorni. È il mare che scandisce e accompagna la vita di questo figlio incapace di vedere come di andare, in attesa di un padre che invece non è in grado di restare/tornare a casa, in una terra a volte ostile. Un “Patres” che lega il figlio ad una corda perché altrimenti potrebbe perdersi, incapace di stargli accanto, non ritrova il coraggio della testimonianza e la forza della trasmissione. Telemaco dalla lunga attesa, non aspetta un Godot,  aspetta realmente qualcuno e l’attesa  è dinamica, come un’erranza, un rischio. Patres parla dei padri e della loro collocazione in questo momento storico: orfani di padri maestri, padri politici, padri spirituali. Goethe dice che l’eredità sta in un movimento di riconquista, vero erede è un orfano a cui nessuno garantirà nulla. E dunque ereditiamo il niente, ma non proveniamo dal niente, occorre quindi recuperare il nostro scarto col passato.

Icaro. L’ultimo volo

Icaro. L’ultimo volo

Icaro-620x350 27 marzo 2015 di Salvatore Arena Produzione Scena Nuda | Regia Filippo Gessi con Luca Fiorino costumi Giulia Drogo luci Antonio Rinaldi musiche Giovanni Puliafito assistente Gabriele Furnari Falanga “Icaro” è un invito all’ascolto di tutti gli ultimi che ci circondano. Di quelli che vivono ai margini della città, alla periferia dell’indifferenza. Scelto il tema, il mito di Icaro, la parola si modella sul corpo dell’attore e il mito viene stravolto, deviato verso un dramma che affiora piano piano e del mito restano soltanto le piume. Ecco comparire Icaro-Vanni. Un qualunque uomo, di un qualunque sobborgo di Calcutta, Milano, o New York. Lacerato dalla perdita, dall’abbandono, cerca una salvezza dentro se stesso, ali come un’ancora per volare sopra l’abisso del suo dolore, almeno una volta. La variazione cromatica della scrittura, siciliano nella prima parte, italiano nella seconda, è una scelta necessaria che crea un solco, dilata il tempo, lo storpia, lo rallenta, perché il protagonista possa capire dov’è il nodo, dove lo sbaglio e come espiare la sua colpa e affrontare la trincea di questo suo squarcio. Perché il raccontare possa essere per lui rifugio, caverna primordiale dove sedersi a guardare nel fuoco dell’ inverno i suoi demoni e vederli bruciare. Affidarsi a tutte le Madonne per far scorrere indietro il tempo e impedire al quel cuore di bambino di sanguinare ancora. Per definire i contorni estremi del dramma servono affermazioni e negazioni, che rendano il corto circuito mentale in Vanni, un immaginario fatto di suoni, di ripetizioni a ricreare la logica del caos-pensiero del protagonista. La scrittura è un continuo salto temporale tra presente e passato, tra desiderio di salvezza e necessità di consumarsi, di bruciare le ali in volo. Cadere infine nel profondo blu, là dove il mare è madre e padre, là dove il mare è mare. Salvatore Arena Chi è Icaro per Vanni? Che cos'è il volo per questo Icaro moderno? Perché continuamente anela il cielo? Vanni era un uomo. Un uomo che aveva lavoro e pane. Una moglie. Aveva un figlio. Adesso vive nella piazza di un paesino. Vive in un suo labirinto. Il labirinto della sua mente. Il labirinto del suo corpo che non sa dove si trova e dove andare ed è portato continuamente dalle infinite vie senza uscita. Solo guardando in alto può vedere il cielo e sperare di trovarne una. Non ha il tempo per pensare, per riflettere, per ricordare... Chi vorrebbe ricordare il dolore? Così Vanni sopravvive, male, ma sopravvive in un turbinio di immagini, di visioni, di voci che si susseguono senza soluzione di continuità, senza residui tra l'una e l'altra. Il suo corpo agisce in questo labirinto portato senza volontà come una piuma portata dal vento. Il vento, il cielo. Questo vuole diventare, per non essere più uomo, per cambiare questa carne e farla più leggera dell'aria. Non c'è volontà nel voler ricordare eppure il suo è un viaggio involontario in quella direzione. Un' autoterapia dopo uno shock post-traumatico che lo porterà a ricordare quello che era un tempo. Il ricordo si fa consapevole, il labirinto si apre, il cielo lo aspetta... Perché vuole volare, vuole essere altro, essere Icaro e come Icaro cadere giù in picchiata nel suo ultimo volo. Filippo Gessi

La vergogna del mondo

La vergogna del mondo

Untitled-1 copy Prima nazionale: 27 gennaio 2011, Teatro Odeon - Reggio Calabria Giornata della Memoria per le vittime dell’Olocausto Con Matteo Romoli e Teresa Timpano Regia e drammaturgia Giampiero Cicciò Contributi Video Antonio Melasi Regista assistente Francesco Guarnaccia Foto di Scena Giuseppe Condemi La memoria della Shoah non appartiene solo al popolo ebraico. Gli orrori del Nazismo sono stati vissuti anche da altre persone ritenute inferiori o dannose per la società: slavi, nomadi, omosessuali, Testimoni di Geova, portatori di handicap (fisico o mentale), comunisti, oppositori politici del nazionalsocialismo, pentecostali… Si tratta cioè di uno spaventoso momento della Storia che, usando una frase di John Donne, si può riassumere con queste parole: “La vergogna del mondo”. “Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo”, scrive Primo Levi. E’ dunque necessario, fondamentale “ricordare”: senza memoria non può esserci futuro. Siamo tutti discendenti degli orrori che ci hanno preceduto e, per costruire un’autentica società civile, dobbiamo non cancellare mai dai nostri pensieri la parte più infausta e amara di ciò che siamo stati, dobbiamo tramandare alle nuove generazioni la consapevolezza che nella nostra natura di uomini ci sono anche terribili ombre sempre pronte a materializzarsi. Hitler ha raggiunto il potere tramite una regolare elezione politica e solo dopo, lentamente, ha trasformato la sua vittoria in una spietata dittatura. Questo è un fatto che nessuno di noi deve mai scordare. Pertanto, per analizzare le logiche scellerate dell’Olocausto, mi sembra essenziale partire da un’analisi profonda delle testimonianze dei sopravvissuti ai lager. Testimonianze così sconvolgenti da sembrare irreali. Purtroppo però sono tutte storie di vita vissuta, di vita umiliata, di anime lese, che ho deciso di portare sul palcoscenico perché più se ne parla e più si costruisce un argine contro nuovi e pericolosissimi fenomeni nazionalistici, razzisti, xenofobi e di pulizia etnica che stanno resuscitando anche nella nostra “evoluta” Europa. “Nulla è più nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga”. Ancora frasi di Primo Levi. E il mio spettacolo avrà come motore interiore queste dolorose e possenti parole. Giampiero Cicciò Rassegna stampa Gazzetta del sud (21.01.2012)  

Gli innamorati

Gli innamorati

di Carlo Goldoni Regia Filippo Gessi Con Teresa Timpano, Luca Fiorino, Raffaello Mastrorilli, Carmen Panarello e Enzo de Liguoro Scene Aldo Zucco Durata 75 minuti Fotografia di scena Giuseppe Condemi Scritta nel 1759, è la prima tra le opere di Goldoni ad approfondire sfumature psicologiche intorno al tema dell’amore ed all’inquietudine che da esso nasce sottolineando le contraddizioni quindi la linea comica che ne nasce. Il motore dell’ opera è la gelosia dei due innamorati. Essi sono di fatto innamorati e gelosi. Le situazioni che ne scaturiscono sono tipiche della commedia dell’arte e i personaggi restano dei caratteri. Eppure viene fuori un analisi più profonda mettendo in risalto la passività borghese, le sue mediocrità , le formalità e ipocrisie attraverso la caratterizzazione anche degli altri personaggi. La commedia è tutta centrata su un tema: L’amore vissuto come gelosia, come conflitto, come ripicca, come incomprensione. Non fra una coppia sbagliata ma fra due che si amano profondamente. I protagonisti sono i giovani Eugenia e Fulgenzio travolti dalla gelosia provocata da una passione amorosa che non riesce a trovare il freno della ragione. Essi sono inquieti, hanno fretta e orgogliosamente convenzionali. Ne risulta una comica schizofrenia, sono seri e quindi ridicoli.

Pèpe e Stella

Pèpe e Stella

Dal 21 al 26 Febbraio 2011 Da Pojken och Stjarnan di Barbro Lindgren Produzione Gioco Vita Teatro Stabile d’Innovazione – Piacenza www.teatrogiocovita.it Regia e scene Fabrizio Montecchi Adattamento teatrale Nicola Lusuardi Sagome Nicoletta Garioni Musiche Michele Fedrigotti Durata 50 minuti Pépé è un bambino e Stella un piccolo cavallo. Sono nati la stessa notte nel grande circo della grande città e per questo le loro stelle brillano vicine in cielo, così vicine che i due diventano subito amici. Insieme crescono giocando e, sempre insieme, imparano ad esibirsi in numeri circensi sempre più sorprendenti. Finché un giorno, di fronte ad un esercizio molto pericoloso, il cavallino ha paura e viene cacciato dal Direttore del circo. E' la separazione per Pépé e Stella e l'inizio del lungo viaggio del cavallino verso l'ignoto. Poi la fuga avventurosa e, dopo tante e travagliate peripezie, il ritorno al circo dove il bambino è rimasro sempre fiducioso ad attenderlo. Tanto dell'universo infantile si ritrova in questa storia scritta da una delle autrici contemporanee per bambini più amate al mondo: Barbro Lindgren. Il suo tocco lieve dà grazia e poesia ad una storia d'amicizia semplice ma ricca di suggestioni e forti emozioni. Le ombre di Teatro Gioco Vita restituiscono sulla scena la delicata storia, sempre sospesa tra reale e fantastico, di Pépé e Stella.

Monnezza!

Monnezza!

foto Giuseppe Condemi ©2011 di Maria Cristina Giambruno Produzione L’uovo - Teatro Stabile d’Innovazione – L’Aquila www.teatrouovo.it Regia Maria Cristina Giambruno Con Raffaello Mastrorilli e Guido D'Ascenzo Scene Antonio Massena Costumi Chiara Defant Musiche originali Raffaello Angelini Durata 60 minuti Una delle disfunzioni più gravi che lo sviluppo socio – economico ha portato, in Italia e ovunque nel mondo, è certamente quella dei rifiuti solidi urbani. Oggi riduzione, riutilizzo del materiale tal quale, riciclaggio della materia costituente il materiale raccolto e recupero sono i nuovi quattro imperativi che si impongono per affrontare correttamente il problema delle smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tutti dovremmo essere consapevoli di una parte del complesso meccanismo che può aiutare l’ambiente e noi stessi a vivere meglio. Questa metodologia di impostazione è stata anche sinteticamente denominata come “La filosofia delle 4R” . Per sensibilizzare le giovani generazioni a problematiche tali, il contributo di uno spettacolo teatrale frizzante, attraverso i suoi mille linguaggi e i suoi infiniti strumenti espressivi, risulta strumento di valenza eccezionale ai fini della comprensione di temi complessi e fondamentali per lo sviluppo armonico del nostro futuro e della acquisizione di prassi quotidiane più intelligenti ed economicamente auspicabili.

Cherubino

Cherubino

Foto Giuseppe Condemi © dal 14 all'11 marzo 2011 Cherubino o una folle giornata liberamente tratto da “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte Produzione: Teatro Stabile delle Marche – Ancona www.stabilemarche.it Ideazione di: Fabrizio Bartolucci con la collaborazione di Sandro Fabiani Con: Sandro Fabiani e Giulia Bellucci con la partecipazione di Ferruccio Finetti (basso-baritono) e in video Olga Bartolucci Note di regia: Fabrizio Bartolucci Durata: 60 minuti Cherubino è un ragazzo, semplice e ingenuo, che scopre i suoi primi turbamenti sentimentali mentre nel palazzo del conte D'Almaviva, suo tutore, fervono i preparativi per le imminenti nozze di Figaro e Susanna, servitori del nobile e della sua consorte: la contessa Rosina. Il giovinetto si ritrova così nel bel mezzo di una 'folle' giornata: alla frenesia per la festa nuziale, si aggiungono le manovre del conte che, segretamente innamorato di Susanna, cerca in tutti i modi di impedire il matrimonio. Ma la controffensiva dell'astuto Figaro per smascherare il Conte da il via ad una girandola d'accadimenti che coinvolge tutti. E Cherubino, col suo fare birichino, si ritrova protagonista di un succedersi senza fiato di inganni, travestimenti, fughe, equivoci e incidenti. Tutto alla fine andrà per il meglio… Ognuno ricerca la felicità, anche Cherubino che con la grazia sbarazzina della sua gioventù si innamora di tutte....ma sopratutto dell'amore. A interpretare il nostro Cherubino saranno un ragazzo e una ragazza, (un cherubino doppio, che si sdoppia) e che come un angioletto, o un piccolo diavolo, dà vita alla folle giornata delle nozze di Figaro, muovendo personaggi, cantanti e musici in un continuo gioco di travestimenti e colpi di scena. In uno spazio 'sospeso e leggero' la vicenda scenica si muoverà come un palloncino che galleggia nell'aria sempre sul punto di volare via libero nel cielo o di scoppiare all'improvviso. Ed è Mozart a farlo volare con la sublime armonia della sua musica.

Laboratorio Teatro Infanzia e Bambini

Laboratorio Teatro Infanzia e Bambini

LABORATORIO GIOCO-TEATRO INFANZIA Target: dai 3 ai 6 anni Un incontro settimanale: lunedì o martedì ore 16.00 – 17.15 Il mondo del teatro è particolarmente indicato a stimolare l’evoluzione della personalità, ad attivare potenzialità dal punto di vista cognitivo, emotivo, sociale e comunicativo, sviluppando particolari capacità come immedesimazione, immaginazione, creatività, competenza emotiva, osservazione, imitazione, competenza comunicativa. Il percorso per l’infanzia si struttura secondo una progressione di attività ludico-creative che mettono in gioco le emozioni e la fantasia dei partecipanti, stimolati alla libera espressione, attraverso l’esplorazione della complessa “macchina umana” e le sue connessioni con l’esterno. Il gioco, condotto secondo le regole di drammatizzazione teatrale, diviene uno strumento fondamentale a disposizione del bambino per scoprire “le regole” di funzionamento del meccanismo sociale, relazionale, affettivo e culturale del mondo in cui si trova calato. LABORATORIO GIOCO-TEATRO BAMBINI Target: dai 7 ai 9 anni Un incontro settimanale: lunedì ore 17.30 – 19.00 I laboratori teatrali annuali, deterrenti alle distrazioni di massa, sono strutturati al fine di indurre ad una maggiore riflessione sui mezzi corporei, espressivi e comunicativi sviluppando la conoscenza del sé e delle proprie capacità (compresi i limiti), presupposto e investimento del singolo capitale umano. La funzione pedagogica del laboratorio per ragazzi si prefigge di: - Sviluppare capacità espressivo – comunicative - Sviluppare le percezioni sensoriali - Stimolare la creatività - Coordinare i movimenti del corpo nella consapevolezza dello spazio - Sviluppare la socializzazione e l’accettazione della diversità.

Corso di dizione

Corso di dizione

Laboratori 2014/15 I° livello – 25 h Dieci lezioni da 2,5 h dal 20 febbraio al 17 aprile 2015 Classe: max 15 persone II Livello -25 h Dieci lezioni da 2,5 h dal 23 febbraio al 27 aprile 2015 Classe: max 15 persone Riuscire ad esprimersi in modo corretto, dominare i propri mezzi vocali, diventa determinante per ogni professione. Lo studio della dizione, infatti, migliora l’articolazione permettendo all’individuo, che si applica con costanza, di rendere più omogeneo e morbido il proprio linguaggio. Programma I livello Respirazione. Cenni di fisiologia dell’apparato respiratorio. Respirazione apicale e respirazione profonda. Diaframma addominale. Sviluppo delle capacità respiratorie attraverso gli esercizi base della respirazione. Articolazione (ortofonia). Caratteristiche dei suoni articolati. Il “quadrilatero” delle vocali italiane. Le consonanti della lingua italiana. Fonemi semplici e complessi. I difetti dell’articolazione. Esercizi di rafforzamento. Dizione (ortoepia). Introduzione generale alla pronuncia italiana standard. Sillabe accentate. Accenti tonici e accenti fonici: a) Studio della é (chiusa) con relative eccezioni b) Studio della Ó ( chiusa) con relative eccezioni c) Studio della è (aperta ) con relave eccezioni e) Studio della S dolce o sonora; aspra o sorda f) Studio della Z dolce o sonora; aspra o sorda g) Letture individuali su testi scelti h) Letture in coppia su testi scelti Materiali del corso: fanno parte integrante del corso i seguenti materiali didattici : dispense, CD con esempi, schede pratiche con materiali di esercitazione. Programma II livello Lettura. Tecniche Conversazione. Tecniche Materiali del corso: fanno parte integrante del corso i seguenti materiali didattici : dispense, CD con esempi, schede pratiche con materiali di esercitazione.

Corso teatrale propedeutico

Corso teatrale propedeutico

Corso Teatrale Propedeutico
 
Locandina_NewDirezione artistica: Claudio de Maglio - Teresa Timpano
 
La Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine e l’Ass. Cult. Teatrale Scena Nuda, dopo aver sviluppato un programma comune, svolgeranno nella Residenza di Reggio Calabria il Corso Propedeutico di formazione attoriale:l'esplorazione della didattica teatrale professionale. 
Il Corso Propedeutico è ideato per accompagnare i ‘primi passi’ nell'incontro con le tecniche di formazione
attoriali in modo graduale ed organico per offrire nel contempo un servizio di conoscenza e orientamento al mestiere
dell'attore, la consapevolezza dei propri mezzi espressivi, delle proprie attitudini, e di quanto fa parte della didattica
del teatro. Un percorso strutturato di discipline dedicate alla formazione dell’attore. Il laboratorio di formazione vuole essere un viaggio per i giovani tra i 17 e i 25 anni atto a seminare le basi di uno
sviluppo sempre più verticale nella materia teatro. Il Corso permetterà agli allievi di conoscere e confrontarsi con maestri di fama internazionale e di conseguire
una base di formazione per tentare, successivamente, i provini per frequentare i corsi triennali delle Accademie
nazionali teatrali riconosciute in Italia. L’iniziativa, riflette gli standard di qualità e le scelte di indirizzo pedagogico della Civica Accademia d'ArteDrammatica Nico Pepe.
Discipline 
Improvvisazione teatrale Training dell'attore Danza contemporanea Yoga/IndieMotion Musica attiva Storia del Teatro Dizione/Impostazione voce.Inoltre verranno inclusi cicli di lezioni di approfondimento con docenti ospiti esterni e incontri/conferenze con
operatori teatrali.
Dal 2 Febbraio al 18 Marzo 2016
Martedi-Mercoledì-Giovedì-Venerdi dalle 14.00 alle 19.30
Target: da 17 a 25 anni
Numero di ore complessive previste: 150
Costo: € 250,00
Logo scena nuda sfondo bianco   Teatro U. Zanotti Bianco -Via G. Melacrino 34- Reggio Calabria Per info:  formazione@compagniascenanuda.itCell. 329.7093091 Logo YARD PROGETTO YARD CANTIERE CREATIVO RESIDENZA TEATRALE REALIZZATA CON CONTRIBUTO DELLA LEGGE N°3 DEL 2004 E ART 45 DEL DECRETO MIBACT DEL 1 LUGLIO 2014

Scilla (RC)

Scilla (RC)

scilla-sitoScilla (anticamente’ u Scigghiju’ in dialetto reggino) è un comune italiano di 5.160 abitanti della provincia di Reggio Calabria. Importante località turistica e balneare poco a nord di Reggio, Sia la rocca che la cittadina sono contornate da un alito di mistero dovuto all’intrecciarsi di alcuni miti come quello raccontato da Omero, che narra del passaggio della nave di Ulisse tra Scilla mostruosa e Cariddi vorace. Scilla è il mostro a sei teste e un ventre da cui spuntano cani furiosi. Essa se ne sta nascosta nelle cavità della roccia sullo stretto, scrutando le prede nel mare.Oggi la sua figura appare come emblema del comune di Scilla, rappresentata come sirena che termina con una doppia coda di pesce; ma diversamente fu descritta da Omero nell’Odissea (Od. XII 85 ss.): “…mirando la grotta cupa…Là dentro Scilla vive, orrendamente latrando: la voce è quella di una cagna neonata, ma essa è mostro pauroso, nessuno potrebbe aver gioia a vederla. I piedi son dodici, tutti invisibili, e sei colli ha, lunghissimi: e su ciascuno una testa da fare spavento; in bocca su tre file di denti borghi pi__ belli ditaliae serrati, pieni di nera morte. Scilla costituisce uno tra i borghi più belli e caratteristici d'Italia, meta di artisti in ogni epoca e di ogni nazionalità e frequentatissima meta estiva. Il più antico borgo di Scilla è Chianalea e deriva il suo nome da "piano della galea", ma è chiamato anche Acquagrande o Canalea, perché le piccole case che sorgono direttamente sugli scogli sono separate le une dalle altre da piccole viuzze, simili a canali, che scendono direttamente nel mare Tirreno. Chianalea viene anche denominata “la piccola Venezia” per il modo in cui le case sono situate: poggiate completamente sull’acqua.

Reggio Calabria

Reggio Calabria

giorgio_cannizzaro_21Reggio Calabria (῾Ρήγιον, Regium) Fondata dalla colonia calcidese nella metà dell'VIII sec. a. C.. R. C. venne fondata presso il fiume Apsias . L'Apsias è con ogni probabilità l'odierno Calopinace e la città si sviluppò tutta verso N-E. Reggio anche in età antica presentava quella forma allungata che le è caratteristica e, per stabilirne i limiti soccorrono, come è ovvio, i resti della cinta muraria e la presenza delle necropoli. Lungo la costa, ma fuori le mura, doveva essere il santuario di Artemide presso il quale si accamparono le forze ateniesi al tempo della spedizione di Sicilia, nel 415 a. C. Una recentissima scoperta, lascia ritenere che la città si estendesse a N-E fino all'attuale via Vòllaro, dove una volta scorreva il torrente Santa Lucia: anche da questo lato il muro è in doppia cortina, ed appena fuori di esso cominciano le aree sepolcrali (Santa Lucia, Santa Caterina, Pentimeli). Infine sul lato S-O il terreno si eleva gradatamente verso il sistema aspromontano: è questa probabilmente la zona ove è da ricercare l'acropoli, ma qui del muro di cinta non resta traccia sicura. Scoperte fortuite hanno rivelato nel settore N-O della città una vasta zona sacra d'età arcaica e classica; da essa provengono fra l'altro elementi architettonici fittili di alto interesse e materiale votivo (aree Griso-Laboccetta, Sandicchi, Taraschi-Barilla) e recenti scavi hanno messo in luce le tracce di un tempietto e di altre costruzioni da collegare con l'esistenza del santuario. Nei pressi furono trovati anche i resti di un odèon. Lo stereobate di un altro tempio è stato intravisto sotto l'attuale prefettura. Per l'età romana v'è una iscrizione che attesta l'esistenza di un tempio d'Iside e Serapide, ed un'altra che menziona il templum Apollinis maioris. Gli scavi hanno messo in luce importanti ruderi di edifici termali, di abitazioni private e forse anche di pubblici edifici. Questi ruderi, interessanti soprattutto per la presenza di mosaici che scendono fino ad età imperiale inoltrata, sono stati trovati, insieme con basi onorarie e con altro materiale, soprattutto intorno alla odierna piazza Italia.I resti di mura in località Trabocchetto, dominavano l'area centrale della città e costituiscono la prosecuzione dei resti murari individuati, più ad nord, in loc. Collina degli Angeli poiché risultano perfettamente allineati ad essi. In questo tratto è documentata la sovrapposizione di due fasi successive di edificazione del muro: la prima in mattoni crudi e la seconda ottenuta mediante il sezionamento della cortina muraria precedente, che venne parzialmente riutilizzata come riempimento di una doppia cortina di blocchi isodomi in arenaria. rcNell'89 a.C. divenne municipium romano. Nel IV secolo d.C. divenne residenza del governatore (corrector) della Lucania e del Bruzio. Nel 61 d.C. San Paolo, nel corso dei suoi viaggi, fece tappa anche a Reggio. Per più di cinque secoli rimase sotto il dominio dei Bizantini. Dal IX secolo, Reggio fu oggetto di ripetute incursioni e razzie da parte degli Arabi di Sicilia. Nel 1060 Reggio fu conquistata dai Normanni di Roberto il Guiscardo; venne istituito il primo arcivescovato latino, nel 1267 passato sotto il dominio degli Angioini. Nel 1433 il re aragonese Alfonso il Magnanimo conquistò Reggio. rc2Museo Nazionale di Reggio Calabria. Il Museo Nazionale di Reggio Calabria è uno dei musei archeologici più prestigiosi d'Italia, in quanto ospita numerose e significative testimonianze delle colonie della Magna Graecia fiorite in Calabria. La sede che lo ospita, è un edificio progettato, fra i primi in Italia, ai soli fini dell'esposizione museale; è opera di Marcello Piacentini, uno dei massimi architetti del periodo fascista, che lo concepì in chiave moderna dopo aver visitato i principali musei di Europa. I resti di mura in località Trabocchetto, dominavano l'area centrale della città e costituiscono la prosecuzione dei resti murari individuati, più ad nord, in loc. Collina degli Angeli poiché risultano perfettamente allineati ad essi. In questo tratto è documentata la sovrapposizione di due fasi successive di edificazione del muro: la prima in mattoni crudi e la seconda ottenuta mediante il sezionamento della cortina muraria precedente, che venne parzialmente riutilizzata come riempimento di una doppia cortina di blocchi isodomi in arenaria. bronzi riaceLe mura greche visibili sul Lungomare Falcomatà, appartenenti alla cinta muraria occidentale, risalgono alla metà del IV secolo a.C. Questo tratto presenta una doppia cortina, fiancheggiata, nel lato prospiciente la città, da una serie di pilastri, oggi nascosti sotto la via Vittorio Emanuele III. I due muri che formano la doppia cortina corrono paralleli tra loro a una distanza di circa 4,50 metri e sono uniti, ad intervalli irregolari, da muri ortogonali che si legano alle cortine. Si vengono così a determinare degli spazi interni di forma rettangolare ricolmati da un riempimento di pietre e detriti.  

Locri (RC)

Locri (RC)

teatro greco romano locri EpizefiriLocri Epizefiri. La storia di Locri Epizefiri è una storia millenaria che inizia con l'arrivo tra l'VIII ed il VII secolo a.C. di un nucleo di coloni provenienti dalla Locride, una regione povera della Grecia, e che si sviluppa lungo l'arco dei secoli. Il primo vero studio sull'antica Locri Epizefiri lo si deve al Duca di Luynes, il quale oltre allo scavo del tempio di "Casa Marafioti", realizzò anche la prima planimetria della città antica che venne pubblicata nel 1830. In seguito, Locri Epizefiri fu l'oggetto di studio di Pasquale Scaglione, originario di Gerace, che nel 1856 pubblicò un'opera dal titolo "Storia di Locri e di Gerace", ancora oggi importante per il gran numero di notizie che fornisce sulla zona della città antica che, altrimenti, non ci sarebbero mai pervenute. Teatro Greco Romano (comune di Portigliola). Risalendo la strada parallela al parco in località Pirrettina, è visitabile il teatro, scoperto nella prima metà del secolo scorso dall’archeologo e Soprintendente per le Antichità della Calabria e della Lucania nel primo novecento, Paolo Orsi. Costruito in pietra tenera secondo la tradizionale tecnica greca che utilizzava la pendenza naturale del terreno per realizzare la cavea caratterizzata da una serie di gradoni, il teatro si data al IV secolo a.C. Diverse le trasformazioni apportate in età romana quale l’ingrandimento dell’orchestra. Tempio di Marasà (comune di Locri). Il santuario, uno dei più noti del mondo magno-greco era organizzato secondo la tradizionale suddivisione di un’area sacra: temenos - spazio all’aperto e recintato; altare, utile ai sacrifici per la divinità cui era dedicato il santuario; tempio, che all’interno, solitamente, conservava la statua di culto. Va ricordato che in alcuni casi, potevano aggiungersi anche i thesauroi: piccoli edifici con le offerte votive (ex voto) più preziose per la divinità. Del tempio sono oggi visibili i resti relativi alla fase di età arcaica edificato in blocchi di arenaria e quelli dell’edificio di culto ricostruito con diverso orientamento, in stile ionico e pietra calcarea, di età classica.

Palmi (RC)

Palmi (RC)

taureana--torre-cinquecenteTaurianum o Tauriana, questi i nomi con i quali era chiamata la città prima italica e poi romana ubicata sul promontorio di Taureana, frazione del Comune di Palmi (RC). Il nome stesso della città è quello del populus brettio che la fondò, i Tauriani, attestato dalle fonti letterarie, epigrafiche e dai bolli laterizi sui quali è impresso l'etnico. I Tauriani sono menzionati nelle fonti storiche come coloro che, nella guerra tra Romani e Cartaginesi nel III secolo a.C., dopo aver parteggiato per Annibale tornarono alleati di Roma. Il loro territorio si estendeva a sud del fiume Métauros (odierno Petrace), tra il mare e l'Aspromonte, coincidente in parte con l'area che in età medievale sarà la Valle delle Saline. Capitano Consalvo di Cordova fu assoggettata al potere del re di Spagna, Ferdinando il Cattolico. È del 1543 il terribile saccheggio ad opera del condottiero turco Khayr al-Din come nel 1594 un altro saccheggio fu operato da Scipione Sinan Cicala. Passata sotto il governo dei Borbone, la ripresa economica avvenne nel corso del ‘700. taureana parco torreParco archeologico dei Tauriani Il Parco custodisce i resti degli antichi insediamenti che a partire dal secondo millennio a.C. si sono succeduti sul pianoro. Della città brettia dei Tauriani, testimoniata da due fasi di vita, è oggi parzialmente visibile quella di II-I secolo a.C, testimoniata da ampie strade bordate da edifici e da aree a destinazione pubblica. La Tauriana romana è stata ripianificata alla fine del I a.C. Di essa sono attualmente a vista alcuni isolati delimitati da strade, un imponente edificio per spettacoli e l'area sacra. La città fu abbandonata nel IV secolo d.C. Edifici pubblici e sacri, abitazioni, botteghe, magazzini e strade della città prima Brettia (IV-I secolo a. C.) e poi romana (I a. C. - IV secolo d.C.) sono ancora visibili percorrendo la terrazza, affacciata sul mare e posta a controllo dell'imbocco settentrionale dello Stretto. Qui il populus brettio ha lasciato il proprio nome impresso sui mattoni da costruzione: TAYRIANOYM ossia "dei Tauriani". Il Parco occupa la parte centrale di un pianoro dominante la costa tirrenica tra Capo Vaticano, lo Stretto di Messina e la vasta piana del Petrace, anuco Métauros.  

Bova (RC)

Bova (RC)

FOTO-BOVA

Bova (Chòra tù Vùa) è un centro di circa 500 anime nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte a 915 metri di quota in provincia di Reggio Calabria. Centro pulsante dell’Area grecofona della provincia reggina, fa parte dei 216 Comuni inseriti nel Club dell’ANCI riservato ai Borghi più Belli d’Italia e, dallo scorso mese di Febbraio 2013 anche, unico in Calabria, del prestigioso circuito dei “Gioielli d’Italia” direttamente gestito dal Ministero per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport. Bova è antica lingua greca, ma è anche arte, cultura, storia e tradizioni. Si giunge a Bova attraverso la nuova strada di collegamento rapido mare monti che garantisce di raggiungere il centro storico in appena dieci minuti. Il panorama che ci accompagna lungo la risalita è di estrema bellezza. Alle spalle lo Ionio, sulla sinistra l’Etna che svetta maestoso con i suoi 3330 metri e di fronte i contrafforti dell’Aspromonte che dai 1307 metri dei Campi di Bova salgono rapidamente fino alla vetta del Montalto (m.1956). A dominare lo scenario lungo la risalita è però la maestosa rupe costituita dai ruderi di una fortificazione di epoca normanna dalla quale i tetti delle case del centro storico degradano dolcemente fino a confondersi con le balze rocciose della valle.
Festival Miti Contemporanei 2014

Festival Miti Contemporanei 2014

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Dal 24 al 27 luglio nei seguenti luoghi:
- Palmi 
- Portigliola e Locri
- Bova
- Reggio Calabria
“Mitico” e “Contemporaneo” non sono così distanti. Il Mito arriva dall’antichità e sotto nuova veste influenza, oggi come ieri, i comportamenti della gente e rinnova l’idea alla base del divismo: creare personaggi in cui, come nel mito, possano riconoscersi tutti. In questa terza edizione 2014 scegliamo “il volo” come dinamica attorno alla quale cucire le relazioni tra le nuove drammaturgie, per ricalcare il desiderio dell’uomo del miraggio da inseguire, del senso dell’incompiuto... uno slancio poetico che riecheggia nel presente.Incontreremo, attraverso gli otto spettacoli ospiti, Giocasta, Edipo, Icaro, Dedalo, Pasifae, Fedra, Carlo Magno e Ade, Eolo, Antigone. Un viaggio alla ricerca di sentimenti estremi, di passioni sfrenate, di relazioni umane in cui poterci rispecchiare. Il Direttore Artistico Teresa Timpano
Trailer ufficiale 2014
  CREDITS e CONTATTI: Direzione Artistica: Teresa Timpano Organizzazione: Roberta Smeriglio Responsabile di produzione: Filippo Gessi Comunicazione & video: Bruno Timpano Addetto stampa: Federico Minniti Responsabile tecnico: Paolo Pannaccio Amministrazione: Angela Laganà Idea grafica: Alessandro Iafrate - Foto: Alberto Ieracitano Assistenti di produzione: Rosita Fiorello, Miriam Chilà Service tecnico: Matteo Music Service Per info: 0965 894492 / 3297093091 mail: info@compagniascenanuda.it

Amleto?

Amleto?

Amleto_web testo e regia Carmen Giordano Produzione Macelleria ETTORE con Maura Pettorruso e Stefano Pietro Detassis Due attori in uno spazio nudo provano Amleto. AMLETO? E’ una ricerca nella sottrazione di artificio: voci nude, corpi esposti, buio, luci, ombre. Un’esperienza semplice e misteriosa. Il montaggio è nella testa dello spettatore. Ognuno trova un pezzo di sé. Il resto è silenzio. E’ un modo interessante e inedito di leggere Amleto. Perché questo è Shakespeare: una fucina ricca e meravigliosa di idee, parole, sentimenti, rabbie e passioni.

L’America dentro

L’America dentro

america-dentro_web 13 marzo 2016 drammaturgia a cura di Giuseppe Albert Montalto Interpretazione e regia Carolina Balucani Premio nazionale Giovani realtà – Sezione Bianco e nero - 2012 (interno di una casa di bamboccione) Ha 30 anni ma nella sua vita il tempo trascorre in modo del tutto personale. La sua stanza, la stessa da quando era bambina, non è solo il rifugio di un’esistenza in solitudine, ma anche il punto di partenza per irreali viaggi nel tempo e nello spazio. Allora pensa di essere una reginetta americana. Intrattiene conversazioni immaginarie con i suoi idoli. Riapre gli armadi dei suoi scheletri.
 

To pray

To pray

toPRAY_web coreografia Afshin Varjavandi Produzione INC InNProgress Collective Interpreti Luca Calderini, Mattia Maiotti, Jenny Mattaioli, Elia Pangaro Cosa vuol dire ‘pregare’? Cerchiamo una risposta in ogni AZIONE. Forse l’agire stesso è un atto di culto: l’uomo contemporaneo agisce sul corpo traendone un culto. E se quello che abbiamo di più sacro è l’immaginazione attraverso cui riusciremo ad identificare l’anima nel corso della vita? To PRAY è uno spettacolo in cui le danze urbane si mescolano ai gesti contemporanei, producendo una composizione fuori dagli schemi, dal tempo.

L’uomo dal fiore in bocca

L’uomo dal fiore in bocca

MARCHETTI MAURIZIO_web 11 marzo 2016 di Luigi Pirandello Adattamento per voce sola con Maurizio Marchetti Si tratta di un “atto unico”, ossia di una commedia che si svolge in un solo atto.  E’ notte fonda: un uomo, vista la sua difficile condizione, indaga sul mistero della vita e tenta di penetrarne l’essenza. L’uomo-personaggio è sospeso tra realtà e irrealtà.

Diario di Provincia

Diario di Provincia

diario_web 11 marzo 2016 di e con Oscar De Summa menzione Premio UBU 2015 Stare nella piazza deserta a guardare le cosce delle donne, bere e rubare alla luce del sole: questo è il sud raccontato da Oscar De Summa, questa è la Puglia amata e odiata. Un affresco divertente dietro cui si nasconde una tragedia , un risvolto drammatico che forse rappresenta l’unica rottura a una routine che annienta ogni speranza, ogni gesto eroico. Il pubblico ride delle superstizioni, dei vecchi e degli uomini e delle donne frastornate dal caldo, e ridendo non si accorge di essere condotto sul ciglio dell’inevitabile precipizio, al di là del quale non esiste nessuna cura, nessun sollievo.

Il magico viaggio

Il magico viaggio

IMG_0864_sito def Tratto da fiabe esotiche Produzione Scena Nuda Drammaturgia Filippo Gessi Regia Filippo Gessi e Teresa Timpano Costumi e Maschere Virginia Melis Realizzazione Scene Virginia Melis e Gabriele Lazzaro Musiche Simone Squillace Il Tema Le avventure raccontate in questo spettacolo fanno risaltare il rapporto di amicizia tra i due protagonisti. La vita è fatta di regole comportamentali, di leggi scritte e di rapporti di potere; fondamentali per un vivere civile in una società che si rispetti. Poi c’è altro: si va al di là di ciò che si potrebbe fare, di ciò che ti conviene o che ti può tornare utile, al di là del non detto e del non scritto. Si compie un’azione di generosità disinteressata, si fa del bene al prossimo, lo si aiuta senza una ragione. Perché? Perché è giusto farlo. Sono proprio in queste leggi non scritte che stanno la generosità, la lealtà e la fiducia nel prossimo. Tutte queste cose creano il legame più indissolubile che ci sia: L’amicizia. Questo è ciò che a noi interessa. Il rapporto tra due persone, che si sono scelte e che si relazionano tra di loro, crea la felicità. L’ amicizia è felicità, il senso più profondo e la ricerca più urgente per ciascuno di noi. Lo Spettacolo Un Mago buono e generoso confida ad un Re bravo e stimato un formula magica per fare entrare il proprio spirito nel corpo di un qualsiasi animale, mentre il proprio corpo resta addormentato. Il Re generoso e spontaneo, a sua volta confida ed insegna tale potere al suo consigliere, un uomo ambizioso e cospiratore. I due, rimasti soli un giorno, entrano nei corpi di due animali. Il consigliere quindi approfitta di tale situazione per entrare nel corpo del re usurpando il trono. Il povero re rimane intrappolato dapprima nel corpo di un cervo poi successivamente in quello di un aquila. Ritroverà il Mago e si farà aiutare da lui per riprendersi la corona e tornare dalla sua amata regina. Il Re aiuterà a sua volta il Mago a ricongiungersi con la fanciulla che ama tenuta rinchiusa in un castello. Un’avventura fatta da poteri magici, intrighi ed incantesimi. Una storia eroica e buffa per stimolare attraverso mondi fantastici il pubblico più giovane. Note di regia Lo spettacolo intende coniugare la valenza educativa del tema, l’amicizia, con quella fiabesca ed avventurosa del teatro. Coinvolgere il giovane spettatore all’argomento, tramite la chiave magica, gli consente di accedere in modo più profondo all’ obiettivo, accostandolo alle buone prassi del pensiero sull’ amicizia. Ogni bambino può sentirsi importante ed eroico compiendo un’azione di pura bontà nei confronti di un suo coetaneo o di chiunque altro. Tutto ciò ha due canali espressivi paralleli : la narrazione come se fosse già accaduto e una sorta di “flashback” nel quale gli attori entrano ed escono creando ritmicità e dinamicità soprattutto coi corpi. E’ nella rottura fisica che il pubblico più giovane viene attratto e coinvolto. Un’espressività non solo più comprensiva, ma decisamente più efficace e divertente. Filippo Gessi e Teresa Timpano Trailer ufficiale

Icaro, l’ultimo volo

Icaro, l’ultimo volo

Immagine-per-Locandina_web                         di Salvatore Arena Produzione Scena Nuda Regia Filippo Gessi con Luca Fiorino costumi Giulia Drogo luci Antonio Rinaldi musiche Giovanni Puliafito assistente Gabriele Furnari Falanga “Icaro” è un invito all’ascolto di tutti gli ultimi che ci circondano. Di quelli che vivono ai margini della città, alla periferia dell’indifferenza. Scelto il tema, il mito di Icaro, la parola si modella sul corpo dell’attore e il mito viene stravolto, deviato verso un dramma che affiora piano piano e del mito restano soltanto le piume. Ecco comparire Icaro-Vanni. Un qualunque uomo, di un qualunque sobborgo di Calcutta, Milano, o New York. Lacerato dalla perdita, dall’abbandono, cerca una salvezza dentro se stesso, ali come un’ancora per volare sopra l’abisso del suo dolore, almeno una volta. La variazione cromatica della scrittura, siciliano nella prima parte, italiano nella seconda, è una scelta necessaria che crea un solco, dilata il tempo, lo storpia, lo rallenta, perché il protagonista possa capire dov’è il nodo, dove lo sbaglio e come espiare la sua colpa e affrontare la trincea di questo suo squarcio. Perché il raccontare possa essere per lui rifugio, caverna primordiale dove sedersi a guardare nel fuoco dell’ inverno i suoi demoni e vederli bruciare. Affidarsi a tutte le Madonne per far scorrere indietro il tempo e impedire al quel cuore di bambino di sanguinare ancora. Per definire i contorni estremi del dramma servono affermazioni e negazioni, che rendano il corto circuito mentale in Vanni, un immaginario fatto di suoni, di ripetizioni a ricreare la logica del caos-pensiero del protagonista. La scrittura è un continuo salto temporale tra presente e passato, tra desiderio di salvezza e necessità di consumarsi, di bruciare le ali in volo. Cadere infine nel profondo blu, là dove il mare è madre e padre, là dove il mare è mare. Salvatore Arena Chi è Icaro per Vanni? Che cos'è il volo per questo Icaro moderno? Perché continuamente anela il cielo? Vanni era un uomo. Un uomo che aveva lavoro e pane. Una moglie. Aveva un figlio. Adesso vive nella piazza di un paesino. Vive in un suo labirinto. Il labirinto della sua mente. Il labirinto del suo corpo che non sa dove si trova e dove andare ed è portato continuamente dalle infinite vie senza uscita. Solo guardando in alto può vedere il cielo e sperare di trovarne una. Non ha il tempo per pensare, per riflettere, per ricordare... Chi vorrebbe ricordare il dolore? Così Vanni sopravvive, male, ma sopravvive in un turbinio di immagini, di visioni, di voci che si susseguono senza soluzione di continuità, senza residui tra l'una e l'altra. Il suo corpo agisce in questo labirinto portato senza volontà come una piuma portata dal vento. Il vento, il cielo. Questo vuole diventare, per non essere più uomo, per cambiare questa carne e farla più leggera dell'aria. Non c'è volontà nel voler ricordare eppure il suo è un viaggio involontario in quella direzione. Un' autoterapia dopo uno shock post-traumatico che lo porterà a ricordare quello che era un tempo. Il ricordo si fa consapevole, il labirinto si apre, il cielo lo aspetta... Perché vuole volare, vuole essere altro, essere Icaro e come Icaro cadere giù in picchiata nel suo ultimo volo. Filippo Gessi [wds id="3"]

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Un vecchio gioco

Un vecchio gioco

_GER6505-web Un vecchio gioco primo studio di Tommaso Urselli Produzione Scena Nuda Regia Filippo Gessi con Luca Fiorino, Filippo Gessi,Teresa Timpano scene e costumi Giulia Drogo luci Antonio Rinaldi musiche originali e suoni Simone Squillace In un luogo imprecisato, probabilmente un seminterrato che potrebbe trovarsi proprio sotto i nostri piedi, una strana coppia: “il bimbo” e “la bimba”, come loro stessi amano chiamarsi a vicenda. La solidità del legame è garantita dalle premesse non proprio convenzionali con cui avviene il loro incontro nel retro di un supermercato, e che solo a un certo punto ci è dato conoscere. I due scoprono di essere accomunati da un passato molto simile, vissuto – anche se in tempi diversi, quando erano ragazzini – in un villaggio residenziale dall’apparenza rassicurante; e toccato a un certo punto da qualcosa di oscuro. Qualcosa su cui entrambi fondano la propria esistenza; e che, come non ci fosse altro modo per loro di vivere, hanno bisogno di perpetuare con l’involontaria collaborazione di un malcapitato di turno. L’azione si sviluppa e procede attraversando la “storia” in maniera non lineare con spostamenti di luogo, flashback sul passato, cambi di personaggi e l’alternarsi di un mondo quotidiano a uno più visionario e da incubo. Una sorta di puzzle di cui il pubblico è chiamato a rimettere insieme i pezzi. Un gioco delirante in cui sembra non poterci essere altro ruolo, per i differenti personaggi, se non quello di vittima, complice o carnefice; e come per loro, così per lo spettatore. Trailer ufficiale

Si sta bene sulla terra

Si sta bene sulla terra

IMG_9701_sito def (Progetto "La partita") Produzione Scena Nuda/Micro Teatro Terra Marique PG Regia e Drammaturgia Gennadi Nicolaevich Bogdanov Traduzione e assistente alla regia Brenda Bronfman Con Filippo Gessi, Claudio Massimo Paternò, Teresa Timpano Costumi Naele Latella Musiche Simone Squillace Luci Claudio M. Paternò Foto Alberto Ieracitano L'idea è quella di "giocare" con il teatro dell’assurdo offrendone una diversa chiave interpretativa. Un viaggio lungo 40 anni, riscrivendo il testo, tratteggiando i protagonisti anche attraverso i colori grotteschi degli intermezzi, degli sketch e clownerì raccolte da Tristan Remy nel suo libro "I clown". Vera espressione dell’umanità, coloro che fondano la loro arte sui rapporti di potere, che rispecchiano la quotidianità e la rendono buffa e surreale, che creano una visione distorta e ilare di quei problemi che gli spettatori ritroveranno una volta usciti da teatro. L’impossibilità del possesso in amore e l’illusione dell’amicizia: se l’amore è una finzione della tristezza dell’uomo, l’amicizia è una finzione della sua codardia. Se nessuna delle due cose può essere realizzata a causa dell’impenetrabilità di ogni “cosa mentale”. Il fallimento di ogni tentativo di possesso può avere almeno la nobiltà di ciò che è tragico, mentre il tentativo di comunicare laddove nessuna comunicazione è possibile, è soltanto una volgarità scimmiesca, o qualcosa di orrendamente comico, come la follia che fa parlare coi mobili. Il solo possibile sviluppo spirituale è in profondità. La tendenza non è nel senso dell’espansione ma della contrazione. E l’arte è l’apoteosi della solitudine. Non vi è comunicazione perché non vi sono mezzi di comunicazione videotrailer [wds id="4"]  

Yard Cantiere Creativo

Yard Cantiere Creativo

Logo YARD   Yard – Cantiere Creativo Progetto Di Residenza Artistica Chi siamo se non la nostra esperienza, la strada che abbiamo percorso, quello che siamo riusciti a costruire. Chi siamo se non quello che potremo essere, la strada che potremo percorrere o quello che riusciremo a costruire da quest’istante in poi. Tra i vari significati che la parola “yard” racchiude in se c’è qualcosa, un tratto, che li unisce tutti in un’unica circostanza, e questa circostanza è in sé la possibilità che abbiamo di crescere conseguentemente ad una scelta effettuata. Il teatro sarà contenitore e contenuto di questo viaggio. Sarà il teatro la lente che ci permetterà di misurare il percorso nel tempo di questa esperienza, di questa crescita personale e collettiva, ovunque essa porti. Il teatro sarà l’obiettivo che ci permetterà di guardare con chiarezza e specificità non all’obiettivo, bensì all’istante. Sarà il cantiere dove si assaporerà ogni momento della costruzione, con i piedi ben piantati a terra e con gli occhi fissi sulle nostre mani che danno forma alle nostre immagini, con il respiro che sarà metronomo del rinnovarsi e del creare ed il cuore rivolto costantemente al cielo.   La Residenza persegue i seguenti obiettivi:

1. Programmazione di spettacoli di artisti under 35, di formazioni emergenti e delle formazioni non titolari di residenza, con particolare attenzione alla multidisciplinarietà;

2. Messa online delle programmazioni di cui al punto precedente per favorire la visibilità delle Residenze partecipanti al progetto;

3. Azioni di partenariato con altre esperienze di residenza di realtà nazionali e internazionali. Circuitazione di spettacoli per far conoscere presso operatori italiani e stranieri l’attività svolta nelle residenze, favorendo la conoscenza degli artisti e delle formazioni ospitate e coinvolte;

4. Attività di formazione e di educazione del pubblico con chiara identificazione dell'obiettivo, del target e degli strumenti da utilizzare, mirate a rafforzare la relazione fra le Residenze e i rispettivi territori, caratterizzate dalla ricerca di un approccio originale e dalla collaborazione di altri soggetti e operatori culturali e artistici del territorio;

5. Attività di confronto/collaborazione con altri soggetti titolari di residenze per lo sviluppo e la diffusione delle migliori esperienze e pratiche, con particolare attenzione a quelle orientate ai pubblici giovani e alla formazione sui linguaggi del contemporaneo.

 

 

Produzioni e laboratori

Produzioni e laboratori

Le produzioni di Scena Nuda _GER3577 Il corso Teatrale Propedeutico per Attori Raphael Schumacher Una straordinaria opportunità di formazione per attori ideata per accompagnare i ‘primi passi’ nell'incontro con le tecniche e per offrire nel contempo un servizio di conoscenza e orientamento al mestiere, la consapevolezza dei propri mezzi espressivi, delle proprie attitudini e di quanto fa parte della didattica del teatro. È l’occasione offerta dalla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine e dall’Associazione Culturale Teatrale Scena Nuda di Reggio Calabria che, dopo aver sviluppato un programma comune, svolgeranno nella Residenza di Reggio Calabria il Corso Teatrale Propedeutico di formazione attoriale: l'esplorazione della didattica teatrale professionale. Un percorso strutturato di discipline che permetterà agli allievi di conoscere e confrontarsi con maestri di fama internazionale e di conseguire una base di formazione per attori per tentare, successivamente, i provini per frequentare i corsi triennali delle Accademie nazionali teatrali riconosciute in Italia.  Con la direzione artistica di Claudio de Maglio e di Teresa Timpano, il laboratorio di formazione vuole essere un viaggio per i giovani tra i 17 e i 25 anni atto a seminare le basi di uno sviluppo sempre più verticale nella materia teatro e avrà come oggetto di studio le seguenti discipline:  improvvisazione teatrale,  training dell'attore, danza contemporanea, yoga/Indie motion, musica attiva, storia del teatro, dizione/impostazione voce.  Si svolge presso il Teatro U. Zanotti Bianco di Reggio Calabria. Per informazioni scrivere a formazione@compagniascenanuda.it o chiamare il numero  329 7093091. L’iniziativa riflette gli standard di qualità e le scelte di indirizzo pedagogico della Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe, verranno, inoltre, inclusi cicli di lezioni di approfondimento con docenti ospiti esterni e incontri/conferenze con operatori teatrali.

La residenza Yard Cantiere Creativo

La residenza Yard Cantiere Creativo

Banner Facebook_Anno III_alieno_sito             Yard – Cantiere Creativo Progetto Di Residenza Teatrale Chi siamo se non la nostra esperienza, la strada che abbiamo percorso, quello che siamo riusciti a costruire. Chi siamo se non quello che potremo essere, la strada che potremo percorrere o quello che riusciremo a costruire da quest’istante in poi. Tra i vari significati che la parola “yard” racchiude in se c’è qualcosa, un tratto, che li unisce tutti in un’unica circostanza, e questa circostanza è in sé la possibilità che abbiamo di crescere conseguentemente ad una scelta effettuata. Il teatro sarà contenitore e contenuto di questo viaggio. Sarà il teatro la lente che ci permetterà di misurare il percorso nel tempo di questa esperienza, di questa crescita personale e collettiva, ovunque essa porti. Il teatro sarà l'obiettivo che ci permetterà di guardare con chiarezza e specificità non all'obiettivo, bensì all'istante. Sarà il cantiere dove si assaporerà ogni momento della costruzione, con i piedi ben piantati a terra e con gli occhi fissi sulle nostre mani che danno forma alle nostre immagini, con il respiro che sarà metronomo del rinnovarsi e del creare ed il cuore rivolto costantemente al cielo. Residenza Teatrale realizzata con il contributo della legge N°3 del 2004 e art.  45 del decreto MIBACT del 1 luglio 2014. la rassegna 2017 »

Coppia aperta anzi spalancata

Coppia aperta anzi spalancata

04 coppia aperta 27 febbraio 2014 Coppia aperta anzi spalancata di Dario Fo e Franca Rame Omaggio a Franca Rame Con Antonio Salines e Francesca Bianco Regia Carlo Emilio Lerici Produzione Teatro Belli - Roma Torna in scena uno dei testi più famosi e dissacranti di Dario Fo e Franca Rame. "Coppia aperta, quasi spalancata", scritto nel 1983, è la storia grottesca di due coniugi alle prese con un matrimonio che sta andando allo sfascio e che decidono di sperimentare la formula della “coppia aperta” per risolvere i problemi della loro relazione. Ma la “coppia aperta” in realtà è un'invenzione del marito per giustificare le sue infedeltà di immaturo, vanaglorioso Don Giovanni, (con comico strazio della moglie ridotta a maldestri tentativi di suicidio). Infatti, fino a che di questa libertà ne fruisce il maschio va tutto bene, ma cosa succede quando anche la donna, superate le iniziali ritrosie, decide di prendersi la sua parte di libertà trovandosi un altro, bello, intelligente, docente universitario, ricercatore nucleare, innamorato di lei? I ruoli si invertono: il marito strilla, va in crisi, vuole la mamma e minaccia il suicidio, salvo poi ringalluzzire precipitosamente non appena la moglie, impietosita, confessa di avere inscenato una situazione del tutto inventata. Naturalmente, a quel punto, non potrà mancare il classico colpo di scena... “Coppia aperta quasi spalancata” è un testo straordinario sulla relazione di coppia. A trent’anni dalla prima rappresentazione la forza e l’attualità di quest'opera sono più che mai evidenti. Nulla sembra essere cambiato. Si finge una parità, una normalità, ma le conquiste delle donne e il rapporto con l’altro, sono sempre al limite. La commedia, un'ora e dieci di puro divertimento, è una sorta di vaudeville sulla liberalizzazione della vita coniugale degno del miglior Feydeau, al quale l'ironia surreale di Fo sembra ispirarsi.

Dissonorata

Dissonorata

03 dissonorata 12 gennaio 2014 Premio UBU 2007 “Migliore attore italiano” e “Migliore testo italiano” Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010 Premio ETI - Gli Olimpici del Teatro 2007 Nomination “Migliore interprete di monologo” Premio Ugo Betti per la drammaturgia 2008 “Segnalazione speciale” Di e con Saverio La Ruina Musiche dal vivo Gianfranco De Franco Collaborazione alla regia Monica De Simone Luci Dario De Luca Organizzazione e distribuzione Settimio Pisano Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava. Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.

Arlecchino Deucalione

Arlecchino Deucalione

02 arlecchino deucalione 13 dicembre 2013 ARLECCHINO DEUCALIONE di MICHELE MONETTA Riscrittura Scenica In Chiave Di Teatro Contemporaneo Da “Arlequin Deucalion” Di Alexis Piron Con Anna Maria De Luca, Luca Maria Michienzi, Pierpaolo Bonaccurso, Josephine Carioti, Lucia Cristofaro, Fabio Tropea Costumi Michele Monetta Scene AnnaMaria De Luca Disegno luci Gianni Grasso Linguaggio musicale Fabio Tropea Una produzione della Compagnia Teatro del Carro nell’ambito del programma della Residenza Teatrale Migramenti Regia MICHELE MONETTA Il testo ispirato al mito greco di Deucalione (figlio di Prometeo) è tratto da un’opera teatrale del ‘700 scritta per un teatro di “fiera” all’aperto. Il mondo è stato colpito da un grande diluvio. Tra le onde del mare in tempesta, tra fulmini e pioggia, aggrappato ad un barile, l’unico superstite dell’umanità è Arlecchino. Allo stremo delle forze, dopo aver pregato e scongiurato il dio Nettuno a gran voce di risparmiarlo Arlecchino riesce a sopravvivere miracolosamente al cataclisma. Egli resiste tra le fredde e gigantesche onde per essere infine gettato dal mare su una piazza deserta piena solo di sabbia, calcinacci e detriti. Euforico Arlecchino si autoproclama subito re del mondo intero, ma poi si rende conto di essere rimasto solo. Nella disperata esigenza di incontrare un essere vivente si avventura nella boscaglia circostante. Con affanno e spavento incontra Themis la divinità greca della Giustizia. Themis gli rivela la maniera di ripopolare la Terra ma usa un’ambigua e misteriosa formula che il povero Arlecchino non riesce a decifrare, perché la figura parla una lingua arcaica e misteriosa, nonché complessa nei concetti. Solo l’apparizione di uno spirito totalmente folle chiamato Polichinelle-Momus gli svelerà l’oracolo. In innumerevoli narrazioni dell’antichità l’elemento sconvolgente del diluvio ha sempre rappresentato l’accadimento rigenerante dell’intera umanità, oltre ad essere un passaggio traumatico che invita a una concreta e profonda riflessione sulle proprie ragioni di vita.

Si sta bene sulla terra

Si sta bene sulla terra

01 la partita 22 novembre 2013 SI STA BENE SULLA TERRA (Progetto "La partita") Di GENNADI NIKOLAEVIC BOGDANOV Produzione Scena Nuda/Microteatro PG Regia Gennadi Nicolaevich Bogdanov Traduzione e regia Brenda Bronfman Con Filippo Gessi, Claudio Massimo Paternò, Teresa Timpano Costumi Naele Latella – Scenotecnico Antonino Alessi Musiche Simone Squillace Luci Claudio M. Paternò Foto Alberto Ieracitano L'idea è quella di "giocare" con il teatro dell’assurdo offrendone una diversa chiave interpretativa. Un viaggio lungo 40 anni, riscrivendo il testo, tratteggiando i protagonisti anche attraverso i colori grotteschi degli intermezzi, degli sketch e clownerì raccolte da Tristan Remy nel suo libro "I clown". Vera espressione dell’umanità, coloro che fondano la loro arte sui rapporti di potere, che rispecchiano la quotidianità e la rendono buffa e surreale, che creano una visione distorta e ilare di quei problemi che gli spettatori ritroveranno una volta usciti da teatro. L’impossibilità del possesso in amore e l’illusione dell’amicizia: se l’amore è una finzione della tristezza dell’uomo, l’amicizia è una finzione della sua codardia. Se nessuna delle due cose può essere realizzata a causa dell’impenetrabilità di ogni “cosa mentale”. Il fallimento di ogni tentativo di possesso può avere almeno la nobiltà di ciò che è tragico, mentre il tentativo di comunicare laddove nessuna comunicazione è possibile, è soltanto una volgarità scimmiesca, o qualcosa di orrendamente comico, come la follia che fa parlare coi mobili. Il solo possibile sviluppo spirituale è in profondità. La tendenza non è nel senso dell’espansione ma della contrazione. E l’arte è l’apoteosi della solitudine. Non vi è comunicazione perché non vi sono mezzi di comunicazione

Concerto per la legalità

Concerto per la legalità

Concerto per la legalità 18 19 maggio 2013 Musica per le nostre orecchie Scena Nuda in collaborazione con Centro Studi Quasimodo O.N.L.U.S. Al Teatro Zanotti Bianco dalle ore 21.00 in poi i cantanti Paolo Sofia (Quartaumentata), Mimmo Martino (Mattanza), Marinella Rodà, Simone Squillace (Mad Simon from Kalafro Sound Power), Fabio Guido "Il Zalles" (Spasulati Band). In scena gli attori Teresa Timpano ed Enzo dè Liguoro, i musicisti Alessandro Calcaramo (chitarra), Mario Lo Cascio (chitarra), Peppe Platani (basso) e Luca Scorziello (percussioni). Special guess Iskra Menarini accompagnata al piano da Teo Ciavarella Chi ama questa Terra non deve aver paura di criticarla laddove è necessario che cambi. Per questo incontro, alla musica affidiamo i nostri desideri e le nostre urgenze, affinché giunga a tutti, che la differenza tra una presa di posizione ed un'altra esiste. il nostro strumento è l'arte, sintetica e diretta con un linguaggio aperto che stimoli sempre più la coscienza critica dei cittadini, protagonisti prima che spettatori. Rassegna stampa Calabria Ora Il Quotidiano della Calabria

Italianesi

Italianesi

italianesi 19 aprile 2013 Di e con Saverio La Ruina Produzione Scena Verticale Musiche originali eseguite dal vivo da Roberto Cherillo Disegno luci Dario De Luca Organizzazione Settimio Pisano con il sostegno di MIBAC | Regione Calabria Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia. Ispirato a storie vere.   Comunicati Scena Nuda: Gli Italianesi di La Ruina in scena al Zanotti Bianco Scena Nuda: Al Zanotti Bianco gli Italianesi di La Ruina in cerca d’identità Rassegna Stampa Calabria Ora Il Quotidiano della Calabria Il Quotidiano della Calabria Strill Zoomsud Trip in Calabria

Tre studi per una crocifissione

Tre studi per una crocifissione

img_0727 17 marzo 2013

Di e con Danio Manfredini Collaborazione al progetto Andrea Mazza, Luisella Del Mar, Lucia Manghi, Vincenzo Del Prete Luci Lucia Manghi Distribuzione La Corte Ospitale

I tre studi per una crocifissione prendono il titolo da un opera pittorica di Francis Bacon: tre dipinti accostati uno all'altro, dove sono raffigurate tre figure che evocano la condizione drammatica di soggetti appartenenti al mondo contemporaneo. Lontano dal voler riprodurre in maniera pittorica l'opera di Bacon, mi sono proposto di inventare tre soggetti teatrali che ritraggono la condizione drammatica di tre personaggi del mio tempo. Nel primo studio si tratta di un personaggio che vive in un contesto psichiatrico. Vaga tra poche sedie vuote, abitate dai fantasmi della sua memoria. Il secondo studio è ispirato ad un personaggio del cineasta tedesco Fassbinder. Il transessuale Elvira, colto nel bilancio della sua vita prima del gesto tragico che la conclude. Il terzo studio, ispirato ad un personaggio del drammaturgo francese Koltès. Ritrae un extracomunitario alle prese con una grande città europea: strade, parchi, barboni, polizia. Dentro, il desiderio di colmare la solitudine con un incontro e condividere una notte di pioggia. I personaggi mostrano nell'evidenza del loro dolore, nell'impossibilità di nasconderne i segni, nella loro disperata euforia, le ferite nascoste dell'esistenza. Danio Manfredini  

Comunicati

Scena Nuda: al Zanotti Bianco una settimana con Danio Manfredini Scena Nuda: Danio Manfredini si racconta al suo pubblico

Rassegna stampa

Calabria Ora Il Quodiano della Calabria

Romeo + Giulietta

Romeo + Giulietta

img_9253 A rose by any other name would smell as sweet Il balletto è stato creato grazie alla Residenza coreografica Dancehaus diretta da Susanna Beltrami-Milano Coreografie Paolo Mangiola in collaborazione con i Danzatori Musiche Joby Talbot Il balletto esplora il concetto di amore e passione prendendo ispirazione da Romeo e Giulietta. Utilizzando il romanzo come punto di partenza, il lavoro riflette la vicenda sotto punti di vista differenti e si impegna di portare il tutto in un'ambientazione attuale. Il linguaggio contemporaneo, usato per trasmettere il messaggio, sarà una danza che incrocia la tecnica del balletto classico con una forte identità urbana. Una danza che allo stesso tempo esprime il disagio e dall'altro ha un elemento estetico. Paolo Mangiola   Rassegna stampa Gazzetta del Sud  

Zets

Zets

dsc_0182 Vita morte e miracoli di due comuni mortali Produzione Associazione 15 febbraio Regia Andrea Collavino Con Deniz Ozdogan e Andrea Collavino Luci Andrea Violato Scene Andrea Collavino e Deniz Ozdogan Assistente alla regia Guido Feruglio "ZETS" ha per protagonisti due immigrati, che per sopravvivere hanno elaborato dei numeri di illusionismo, o meglio, di ipnosi durante i quali lei, Marilyn cade in trance e, sotto la guida del mago viene catapultata in un mondo parallelo, in quella che lui chiama la quarta dimensione. Così si dipana la loro esistenza Lui, Gabor, le ha promesso un futuro ricco e prosperoso, adattandosi poi alla realtà ben più dura della "periferia della provincia", ma continuando a credere che un giorno tutto cambierà. Marilyn si lascia trascinare per amore in questo progetto delirante di un redivivo Zampanò e accetta tutte le difficoltà senza rimpianti, con una sorta di apparente ingenuità che invece nasconde una misteriosa forza d'animo. Il clima che si respira è quello di “sik sik” o “la grande magia” di Eduardo, in cui il protagonista per tirare avanti è costretto a trovare un continuo equilibrio tra verità e inganno, tra realtà e finzione. Rassegna stampa Il Quotidiano della Calabria Calabria Ora

Medea

Medea

img_5141pf Tratto da Medea di Christa Wolf Produzione MDA Produzioni Danza- Mistras-Roma Di e con Elisabetta Pozzi e Daniele D'Angelo Musiche originali Daniele D'Angelo E’ uno spettacolo in forma di concerto. E' un adattamento di uno splendido romanzo di Christa Wolf che fa raccontare la storia di Medea a tutti i protagonisti, ognuno dal proprio punto di vista. La Wolf, studiando questo grande mito, scoprì che il testo di Euripide, il quale ha consegnato alla storia un personaggio femminile indimenticabile per la lucida spietatezza con cui uccide i propri figli per vendicarsi del marito Giasone, era in precedenza raccontato in tutt'altra maniera. E prova a riportare alla luce la storia originale che vede Medea come una donna di origine barbara che nel momento in cui arriva nella "civile" Corinto, subisce tutte le dolorose ingiustizie che può subire chi non viene integrato. La Wolf si interroga su di un fatto ricorrente nella storia dell'uomo e cioè la tendenza, soprattutto nei momenti di crisi, di cercare un capro espiatorio, di caricare di segni negativi una certa figura- spesso femminile- che si chiami Cassandra o Medea o “Strega” destinata al rogo. La storia è raccontata da 5 voci diverse con una struttura a sguardi incrociati che alterna l'ottica dei personaggi. Lo spettacolo è totalmente costruito su di un tessuto musicale eseguito dal vivo da Daniele D'Angelo. Elisabetta Pozzi   Rassegna stampa Gazzetta del Sud Calabria Ora

Odissea Cabaret

Odissea Cabaret

Foto Claudio Elia Liberamente tratto da L’Odissea di Omero Produzione Scena Nuda compagnia teatrale e Centro Studi Quasimodo Regia Nicoletta Robello Drammaturgia Laura Tassi Con Enzo dè Liguoro e Mohamed Ba In un bar, forse in un giorno di pioggia, un ubriacone, rimpiange i vecchi tempi, tempi in cui la sua saggezza era ancora utile a qualcuno... il cameriere gli serve da bere, vino, perché l'acqua in quella terra è troppo cara. Che pena, che malinconia, quel barbone, solo e abbandonato da quando, “nessuno ha più bisogno di me, Nessuno.” Dice bene, il cameriere è proprio il Sig. Nessuno e di problemi ne ha... con la moglie, il figlio, la madre, l'azienda per cui lavora, la casa minacciata da incombenze climatiche e politiche, l'acqua, per cui manifesta un terrore atavico. Un problema però è più grosso degli altri: la mancanza di coraggio, che lo ha portato a scappare per tutta la vita, convinto invece di essere in viaggio verso nuove avventure. E' da queste premesse che parte la vicenda del viaggio di Ulisse, o meglio, riparte, dal punto di vista però di un'Atena, Dea della saggezza, tornata sulla terra nei panni di un ubriacone o forse ubriaco e disperato veramente, perché la sua saggezza è inutile da troppi secoli... da quando cioè, si concluse l'Odissea. “Oggi gli uomini non si appellano più agli Dei, il Divino è stato sostituito dallo psicoterapeuta!” Nel bar, finalmente, il barbone - Atena riprende il mito di Ulisse, lo fa rivivere in scena, per dimostrare al cameriere Nessuno il vero animus che forse a lui manca. I personaggi di Omero vengono così rievocati, alcuni sono portati in scena fisicamente, proprio come uno spettacolo di cabaret in cui il monologante si serve di tutti gli elementi presenti, pubblico compreso, per poi trasformarli in personaggi utili al racconto. Ma il cameriere Nessuno? Il nostro antieroe, pauroso e in “cattive acque”, riuscirà, pur restando fermo al tavolino di un bar, ad intraprendere un viaggio di “virtute e canoscenza” di sé e a diventare finalmente un moderno Ulisse? Il mito viene rispettato, il cameriere riuscirà a reagire e infine ad alzarsi dal tavolino e ad uscire finalmente, in quel paese dove il vino abbonda più dell'acqua ed ogni acquazzone può rappresentare una minaccia. Ma se intanto fuori non smettesse di piovere? Rassegna Stampa Gazzetta del Sud Gazzetta del Sud Calabria Ora Calabria Ora Il Quotidiano della Calabria

TeatReghion

TeatReghion

La compagnia teatrale Scena Nuda dirige la residenza teatrale multidisciplinare Teatrhegion che utilizza e gestisce stabilmente per 131 giorni annui il Teatro-Auditorium Cipresseto sito in via Melacrino 34 a Reggio Calabria, sviluppando progetti di qualità nei settori teatro, danza e musica. Il progetto della residenza è orientato al raggiungimento dei seguenti obiettivi: - valorizzare il metodo produttivo stanziale e partecipato, garantendo la partecipazione del territorio, dei giovani e delle scuole; - assicurare adeguate attività formative rivolte al personale artistico e tecnico del settore; - favorire la cooperazione e la collaborazione tra più realtà culturali internazionali, nazionali e locali garantendo l’avvio di progetti congiunti di promozione culturale; - favorire le attività dimostrative e partecipative con particolare riferimento alle giovani generazioni; - promuovere la drammaturgia contemporanea, con particolare riferimento a quella di matrice calabrese. TEATRHEGION Residenza Teatrale Multidisciplinare Teatro Cipresseto - RC Direzione Artistica Teresa Timpano Progetto Cofinanziato dalla linea di intervento 5.2.2.2 del POR CALABRIA FESR 2007-2013   Stagione 2011/12 Stagione 2012/13 Stagione 2013/14

La versione di Barney

La versione di Barney

Teatro Belli presenta LA VERSIONE DI BARNEY di Massimo Vincenzi dal romanzo di Mordecai Richler con ANTONIO SALINES e con la partecipazione in video di Virgilio Zernitz, Fabrizio Bordignon, Gabriella Casali, Monica Belardinelli, Elisabetta Ventura musiche originali di Francesco Verdinelli regia video di Enzo Aronica regia di Carlo Emilio Lerici Antonio Salines festeggia i 40 anni del Teatro Belli tornando sul “suo” palcoscenico per interpretare Barney Panofsky, uno dei personaggi più amati e più odiati della letteratura contempor anea creato dalla penna del canadese Mordecai Richler (1931-2001) che con questo romanzo del 1997 ha ottenuto un successo mondiale culminato nel 2010 con una altrettanto amata/odiata trasposizione cinematografica interpretata da Paul Giamatti. Questo nuovo progetto di Massimo Vincenzi e Carlo Emilio Lerici, autore e regista dello spettacolo, si avvale delle creazioni video di Enzo Aronica, nelle quali scorrono le immagini dei luoghi e dei personaggi della vita di Barney: le tre mogli, l'amico Boogie, il padre, interpretati da Virgilio Zernitz, Francesca Bianco, Fabrizio Bordignon, Gabriella Casali e Monica Belardinelli. Barney Panofsky (produttore televisivo di successo) è un ricco ebreo canadese figlio di un poliziotto che, passati i sessant'anni, decide - apparentemente controvoglia - di scrivere una autobiografia. Il motivo che spinge Barney a scriverla è dare la sua "versione" dei fatti che hanno portato alla morte del suo amico "Boogie", e liberarsi così dall'accusa di omicidio mossagli dallo scrittore Terry McIver, compagno di Barney al tempo del suo lungo soggiorno a Parigi. Nel corso della stesura delle sue memorie tuttavia i ricordi di Barney diventano via via confusi. Barney è malato di Alzheimer. E così gli episodi del suo passato si intrecciano indissolubilmente con gli avvenimenti del suo presente. E lo spettacolo, così come il romanzo, risulta essere una serie di flashback disordinati: i racconti delle giornate del "vecchio" Barney (acciaccato, abbandonato dalla moglie ed alcolista irrecuperabile), si mescolano alla girandola dei ricordi d'una vita ricca di avvenimenti e incontri straordinari. Sino al finale, dopo che la malattia ha fatto il suo tragico corso, nel quale finalmente sarà resa “giustizia” al protagonista.

La lettera

La lettera

la lettera2 In scena Paolo Nani Ideazione Nullo Facchini e Paolo Nani Regia Nullo Facchini 1°Premio United Slapstick - The European Comedy Award, Frankfurt a.m. 1° Premio Roner SurPris 2005 - Carambolage, Bolzano Da 18 anni questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del globo , l'hanno visto in Groenlandia e in Giappone, in Argentina e in Spagna, in Norvegia e in Italia, ...oltre 800 repliche per questo piccolo, perfetto meccanismo che continua a stupire, anche dopo averlo visto decine di volte , per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista. Paolo Nani, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a 15 micro-storie, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa. Perché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? - Vien fatto di chiedersi. La risposta sta nella incredibile precisione, dedizione, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico. Nota dell’autore Il tema de LA LETTERA è molto semplice: un uomo entra in scena, si siede a un tavolo, beve un sorso di vino che però sputa, chissà perchè, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta, la affranca e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce. Tutto qui. La storia de LA LETTERA si ripete 15 volte in altrettante varianti come: All'indietro, con sorprese, volgare, senza mani, horror, cinema muto, circo, ecc.ecc. LA LETTERA nasce come studio sullo stile, sulla sorpresa e sul ritmo, che vengono portati all'estremo della precisione ed efficacia comica, nella costante evoluzione dello spettacolo, in replica dal gennaio '92. Il tema de LA LETTERA è liberamente ispirato al libro dello scrittore francese Raymond Queneau "Esercizi di Stile", scritto nel 1947, dove una breve storia è ripetuta 99 volte volte in altrettanti stili letterari. “...uno dei grandi successi della scorsa edizione del London International Mime Festival.” Evening Standard, Londra “Paolo Nani è un virtuoso della sua arte.” Frankfurter Rundschau “Un classico della risata. “LaLettera" è uno dei migliori spettacoli comici degli ultimi 10 anni.” L’Eco di Bergamo “...male di pancia, dopo80 minuti di risate ininterrotte.” DV, Reykjavik “Paolo Nani, un maestro del teatro senza testo.” ABC, Madrid

Slip Away

Slip Away

[caption id="attachment_78" align="alignnone" width="655"] Foto di Max Malatesta Foto di Max Malatesta[/caption] Regia Michela Lucenti In scena Sara Ippolito, Francesca Lombardo, Livia Porzio, Teresa Timpano Musiche W. A. Mozart Il sogno della materia, la tranche meravigliosa dell'artista,la danza del segno come un magnifico dormire altrove, nel luogo sciamanico dell'inconscio. Dal gesto classico alla performance, alla scomposizione contemporanea, per un viaggio profondo che scandaglia l'animo femminile in un corpo a corpo con l'immagine. La donna come depositaria sciamanica di immaginario. In un momento dove l'immagine della donna è banalizzata, preordinata, noi cerchiamo di riattraversare il mistero. la donna natura, animale, messaggio che si impone forte, che si impegna come ponte tra culture. Michela Lucenti Inizia a studiare danza classica e contemporanea al Centro Studi Danza di Loredana Rovagna. Incontra il lavoro della compagnia di Pina Bausch, conoscenza importante che segnerà profondamente le sue scelte.Nel 1990 inizia a frequentare la scuola biennale del Teatro Stabile di Genova. Contemporaneamente nel 1991 incontra l'ultima fase del lavoro di ricerca di Jerzy Grotowski.Nel 1993 vince una borsa di studio che la mette in contatto con Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Michele Abbondanza, Adriana Boriello e Julien Anzillotti.Nel 1995 affianca Moni Ovadia Teatro Biondo di Palermo nello spettacolo "Diario ironico dell'esilio", regia di Roberto Andò. Nello stesso anno, dalla collaborazione con Alessandro Berti, nasce a Bologna la compagnia L'Impasto. Con la "Trilogia" L'Impasto compie la sua prima, lunga tournée nazionale. Dal 1995 al 2003 realizza diversi spettacoli. Nel 2003 nasce il progetto Balletto Civile, un'equipe di lavoro per la produzione e la formazione, creata per approfondire l'idea di un proprio teatro totale, privilegiando il canto dal vivo originale e il movimento fondato sulla relazione profonda tra gli interpreti. All'interno di quest'esperienza nasceranno gli spettacoli "I Topi" e "KetchupTroiane", oltre a numerosi progetti pedagogici in collaborazione con le Università di Torino, Milano, Brescia, Perugia, Bologna, Udine, Trieste e Gorizia. Con Balletto Civile realizza numerosi spettacoli. Solo l'anno scorso debutta a Torino il Macbeth di William Shakespeare di cui Michela Lucenti firma le coreografie con regia di Valter Malosti, a maggio 2007 debutta al Festival Andersen lo spettacolo "Battesimi"; a giugno 2007 il direttore della Biennale di Venezia Settore Danza Ismael Ivo chiama Michela Lucenti al suo fianco per lo spettacolo "Il mercato del corpo" e nell'estate-autunno 2007, grazie anche al sostegno di Artificio23, prende il via lo studio e la ricerca del Progetto installativo "Creature", di cui Michela Lucenti cura l'ideazione e la coreografia con la collaborazione di Uovoquadrato media design e il pittore Mirko Baricchi.

Viaggio in musica

Viaggio in musica

musica2 VIAGGIO IN MUSICA di Marinella Rodà Pianoforte GianBruno Meduri Sax/Clarinetto Demetrio Fortugno Contrabbasso Giampiero Todaro Batteria/Percussioni Nino Pizzi Vox Marinella Rodà Lo spettacolo si propone un percorso immaginario musicale tra i grandi artisti mondiali che hanno segnato la storia del jazz e dello swing dagli anni del dopoguerra fino ai giorni nostri, e gli artisti europei (in particolar modo italiani) che hanno saputo rendere unica la musica della propria terra. Verranno eseguiti brani celebri di Ella Fitzgerald, Sinatra, Armstrong, Ray Charles, Phil Collins, Arigliano, Paolo Conte.

Intervista

Intervista

intervista di Theodor Holman Regia di Graziano Piazza Produzione: Romatratto dal film di Theo Van Gogh Traduzione di Alessandra Griffoni Con Graziano Piazza e Viola Graziosi Scene Francesco Mari Luci Gill Mc Bride Fonica e video Valerio Rodelli Un giornalista e un’attrice. Un uomo colto, impegnato, un corrispondente politico, e una biondina apparentemente superficiale, star della fiction. Due opposti universi si lambiscono, si annusano, si scontrano mescolando ambiguamente gli ingredienti della violenza e della seduzione. L’occasione (forzata) di un’intervista diventa l'arena. Un impianto teatrale per antonomasia nel quale Graziano Piazza, anche regista dello spettacolo, e Viola Graziosi incrociano le lame in una partita crudele, una battaglia spietata che non lascia via di scampo, un perfido “risiko” dove i giocatori studiano mosse e mettono a punto strategie per sopraffarsi a vicenda. Parole che lacerano o parole che blandiscono, in una trincea dove si smarrisce la distinzione tra verità e menzogna. Un lotta di sessi che diventa lotta di classe e di cultura. Intervista è un adattamento teatrale dell’omonimo film di Theo Van Gogh, regista e autore di numerosi film, ucciso nel 2004 da un fondamentalista islamico per aver diretto Submission, cortometraggio di denuncia delle violenze subite da alcune donne in famiglie musulmane. Dal cinema al teatro Theodor Holman è un giornalista, sceneggiatore e presentatore olandese. Ha studiato lingua olandese e Storia presso l’Università di Amsterdam. E’ stato redattore del giornale satirico studentesco Propria Cures. Intervista è un adattamento teatrale dell’omonimo film di Theo Van Gogh girato in Olanda nel 2003, che vedeva come protagonisti gli attori Katja Shuurman e Pierre Bokma. Prima di essere assassinato da un fondamentalista religioso, Theo Van Gogh sognava di sbarcare in America e girare un remake di tre dei suoi film con attori internazionali. Per celebrare la sua memoria e il suo lavoro i produttori Bruce Weiss e Gijs van de Westelaken hanno messo in pratica quell’aspirazione, “reclutando” tre registi e attori americani. Il primo film di questo progetto a debuttare sullo schermo è Interview di Steve Buscemi, regista e interprete accanto a Sienna Miller. L’adattamento teatrale è adesso tradotto in varie lingue tra cui inglese, francese e tedesco. In Germania, per esempio, questo testo è attualmente rappresentato in una ventina di produzioni diverse, con un grandissimo successo di pubblico, mentre quest’anno debutterà un produzione francese. Graziano Piazza Nato a Domodossola. Inizia in Rai con “Il conte di Carmagnola” regia di Gregoretti, e in teatro con “Zio Vanja” regia di Missiroli. Inizia così una carriera che lo porta a lavorare nei teatri stabili e nelle più importanti compagnie con registi come Stein, Ronconi, Besson, Sepe, Calenda, Garella, Maccarinelli, Lievi, Vassilijev ecc sempre in ruoli principali. In questa stagione sarà anche protagonista di “Itaca” di Botho Strass. Regia di Luca Ronconi. Viola Graziosi debutta nell’Amleto di Cecchi come Ofelia. Sempre con Cecchi interpreta la Trilogia Shakespeariana, Sei Personaggi in cerca di autore e Tartufo. Si diploma al Conservatoire National Supérieur d’Art Dramatique di Parigi. E’ stata diretta da Marcel Maréchal, Alain Françon, Catherine Hiegel, Hélène Vincent, Franco Però, Giorgio Ferrara, Consuelo Barilari, e Cristina Comencini. In cinema ha debuttato in Le parole di mio padre di Francesca Comencini, selezionato a Cannes nella sezione “Un certain regard” nel 2001. E’ laureata in studi teatrali alla Sorbona.

Respiro

Respiro

_DSC3999 Concerto fisico per donne in acqua tratto da Cassandra di Christa Wolf Produzione: Scena Nuda/ Balletto Civile in collaborazione con Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile di Parma Regia: Michela Lucenti con: Ambra Chiarello, Michela Lucenti, Emanuela Serra, Teresa Timpano e Gianluca Pezzino Musiche originali: Gianluca Pezzino Foto di scena: Giuseppe Condemi Un concerto di sentimenti come emergono nella memoria dal passato al presente, da Eschilo a Christa Wolf. Musiche leggere di sapore smaccatamente démodé; voci stentoree, strimpellamenti di vecchipianoforti come se scoprissimo, ancora funzionante, il vecchio grammofono di un'ava di famiglia. La voce di Cassandra incisa in un disco a settantotto giri. "Antico" detto con un mezzo sorriso come di un motivetto d'altri tempi, o di un abito elegante ormai sgualcito. Tra leggerezza e divertimento, una specie di strano raccapriccio precipita all'improvviso la nostra memoria in abissi insondabili, dove con allarme scopriamo che gli Archetipi antichi si rivelano inaspettatamente ricorrenti. Uno sghembo cabaret in cui una sottile atmosfera anni ‘20 ricostruisce una delle più grandi tragedie greche. Un microfono al centro, quattro donne che usano a pretesto canzoncine per narrare il loro lamento e animano la scena suonando improbabili strumenti. Le donne sono un po’ storte, piegate dagli anni e dai ricordi. Questo dopoguerra dura da troppo tempo. Un canto sfrenato e irriverente dove anche i momenti peggiori diventano nel ricordo così vivi da prendere nuovamente forma attraverso piccoli tip tap e danze a sincrono. Promo

Galà lirico verdiano

Galà lirico verdiano

gala4 GALA’ LIRICO VERDIANO in collaborazione con il Conservatorio di Musica F. Cilea di Reggio Calabria Serenella Fraschini Soprano Catia Riotto Mezzo Mezzosoprano Fabio Buonocore Tenore Carmine Monaco Baritono Amelia Aguglia pianoforte Per la chiusura delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia risulta essere di fondamentale importanza ritrovare e soprattutto riscoprire i sentimenti di un tempo. Scegliamo dunque di interpretare le Opere del compositore italiano, ma anche patriota attento ai cambiamenti politici della penisola italiana: Giuseppe Verdi. In quasi un secolo di vita Verdi è stato testimone di grossi mutamenti nell'Italia del tempo: prima gli ideali di libertà, poi i moti rivoluzionari e infine il passaggio dell'Italia dall'essere una penisola in balia del dominio straniero al diventare uno stato indipendente unito sotto un'unica sovranità nazionale. Egli riesce a colpire il cuore dello spettatore, creando parallelismi tra l'antica vicenda narrata e l'attualità storica italiana. Appare quindi chiaro come la personalità del compositore e le idee sottese al suo fervente patriottismo siano quanto mai attuali oggi, in occasione della ricorrenza dell'unificazione d'Italia.. PROGRAMMA “Pace o mio Dio” da La Forza del destino - Soprano “"Ernani, Ernani involami" da Ernani - Soprano “Rataplan”da La Forza del destino - Mezzosoprano “Stride la Vampa” da Il Trovatore - Mezzosoprano “ Dei miei bollenti spiriti” da La Traviata - Tenore “A si ben mio”da Il Trovatore - Tenore “Credo in un Dio crudel” da Otello - Baritono “ L’onore ladri - Baritono “Parigi, o cara” da La Traviata – Duetto Soprano Tenore “Io t’amava! Il regno, il core” da Il Nabucco - Terzetto “Bella figlia dell’amore” da Rigoletto - Quartetto Udiste? Come Albeggi da Trovatore - Duetto Soprano/Baritono

A Rebours

A Rebours

A REBOURS produzione: Arearea -Udine coreografie e interpretazione: Silvia Bertoncelli, Marta Bevilacqua, Roberto Cocconi, Luca Zampar musiche: Alva Noto & Ryuichi Sakamoto, Aphex Twin, Giovanni Sollima costumi: F. G. Teatro disegno luci: Maurizio Tell, Stefano Chiarandini segreteria di produzione: Barbara Cignolini durata: 60 minuti con il sostegno di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Dipartimento dello Spettacolo, Regione Autonoma FriuliVenezia-Giulia, Provincia di Udine A REBOURS significa alla rovescia, a ritroso, controcorrente. E contro il tempo delle città che corre, ci si ritaglia un fazzoletto di quiete, uno spazio immerso nella civiltà ma estraneo ai suoi abitanti, dove i suoni tendono a stridere, dove il brusio viene ascoltato nel dettaglio. Quasi per sfuggire la natura e la vita, quattro personaggi dal sapore decadente, non aspettano più nulla; si murano in se stessi arredandosi con stoffe orientali, tappezzerie dal sapore liturgico, coltivano fiori che, pur essendo veri, appaiono artificiali, praticano amori abnormi, preferiscono un viaggio immaginato a un viaggio realizzato. a rebours

Teatrhegion

Teatrhegion

La compagnia teatrale Scena Nuda dirige la residenza teatrale multidisciplinare Teatrhegion che utilizza e gestisce stabilmente per 131 giorni annui il Teatro-Auditorium Cipresseto sito in via Melacrino 34 a Reggio Calabria, sviluppando progetti di qualità nei settori teatro, danza e musica. Il progetto della residenza è orientato al raggiungimento dei seguenti obiettivi: - valorizzare il metodo produttivo stanziale e partecipato, garantendo la partecipazione del territorio, dei giovani e delle scuole; - assicurare adeguate attività formative rivolte al personale artistico e tecnico del settore; - favorire la cooperazione e la collaborazione tra più realtà culturali internazionali, nazionali e locali garantendo l’avvio di progetti congiunti di promozione culturale; - favorire le attività dimostrative e partecipative con particolare riferimento alle giovani generazioni; - promuovere la drammaturgia contemporanea, con particolare riferimento a quella di matrice calabrese. TEATRHEGION Residenza Teatrale Multidisciplinare Teatro Cipresseto - RC Direzione Artistica Teresa Timpano Progetto Cofinanziato dalla linea di intervento 5.2.2.2 del POR CALABRIA FESR 2007-2013

Produzioni

Produzioni

2006 "Luna di Miele": regia Giovanbattista Storti | drammaturgia Roberto Cavosi | con Filippo Gessi e Teresa Timpano 2008 "Il Vento dei Miti": di e con Filippo Gessi 2009 "Controcanto. Racconti in musica":  rielaborazione drammaturgica dei racconti di Corrado Alvaro | regia Teresa Timpano  2010 "Gli Innamorati": di Carlo Goldoni | regia Filippo Gessi 2011 "La vergogna del mondo": (tratto dalle lettere da Auschwitz) regia Giampiero Cicciò

 "Il magico viaggio": Progetto spettacolo per i ragazzi drammaturgia Filippo Gessi | regia Filippo               Gessi e Teresa Timpano

 "Respiro. Concerto fisico per donne in acqua": drammaturgia Maurizio Camilli | regia Michela   Lucenti

2012 "Paradise": regia e drammaturgia Michela Lucenti

  "Slip away": regia e drammaturgia Michela Lucenti

2013 "Si sta bene sulla terra":  regia e drammaturgia Gennadi Nicolaevich Bogdanov 2014 "Letture sull'Olocausto": regia Filippo Gessi 2015 "Icaro. L’ultimo Volo": di Salvatore Arena | regia Filippo Gessi

  "Un vecchio gioco": di Tommaso Urselli | regia Filippo Gessi

 "Voci": liberamente tratto dal testo di Karl Kraus | regia Filippo Gessi

2016 "Mary Poppins…ritorna": di Pamela L. Travers | regia Filippo Gessi | regia d'ombre Anusc Castiglioni

 "La morsa": di Luigi Pirandello | regia Filippo Gessi

2017  "Trance": regia e drammaturgia Filippo Gessi

   "Penelope": di Matteo Tarasco

2018 "Noi non siamo Barbari": di Philippe Lole | regia Andrea Collavino 2019 "Circe": di Matteo Tarasco

La compagnia

La compagnia

La compagnia nasce a Reggio Calabria nel maggio del 2006. E' fondata e diretta da Teresa Timpano e Filippo Gessi cui si aggiunge, nel 2010, Roberta Smeriglio, in qualità di organizzatore e, nel 2014, Luca Fiorino come componente del nucleo artistico. La compagnia esplora, mettendo al centro l’attore e la sua essenza fisica, la drammaturgia contemporanea e la rielaborazione contemporanea dei testi classici. Legata alla produzione di spettacoli dal vivo, si prefigge fin da subito di apportare un consistente contributo socio-culturale in un territorio dalle molteplici potenzialità , lavorando in apertura nella condivisione di spazi e idee artistiche, nuovi linguaggi e ricerca della scena contemporanea.. La città metropolitana di Reggio Calabria e la vasta regione Calabria offrono un'importante possibilità d'investimento trattandosi di un'area nella quale le opportunita si ramificano in molteplici direzioni. E' il potenziale che interessa, cosi come una "scena nuda"  si presenta e si offre. Scena Nuda lavora per costruire una relazione tra forze creative giovani, avvalendosi del supporto di artisti di comprovata esperienza, sperimentando l'interazione tra linguaggi diversi. Nasce come teatro nel quale l'azione è il motore fondamentale per realizare una profonda e solida relazione in scena dove il corpo e la parola in esso contenuta, creino musicalità e che siano appunto conseguenza di ciò che li ha alimentati. Vuole riscoprire il teatro nel suo senso più profondo, dato dall'incontro consapevole tra chi è delegato al gioco teatrale e chi guardandolo lo ha delegato  a farlo. Vuole infine ritornare a raggiungere la complessità della forma d'arte che è il teatro stesso, nel quale l'attore è il fulcro tra un intesa di diversi oggetti creativi.   Teresa Timpano Filippo Gessi Roberta Smeriglio Luca Fiorino

Festival 2018

Festival 2018

Miti-2018 

Festival Miti Contemporanei VII Edizione - 2018

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Programma 2013

Programma 2013

LocandinaSITO

Il mito di Pasifae

Il mito di Pasifae

Incontro a cura del CIS (Centro internazionale scrittori) e condotto da Paola Colace (Docente ordinario di Filologia classica - Università degli studi di Messina. Presidente onorario, responsabile del teatro antico e moderno CIS Calabria). Modera Loreley Rosita Borruto (Presidente CIS Calabria) 5 novembre - Reggio Calabria, Museo Nazionale L'attualità del mito di Pasifae “Il mito di Pasifae donna e regina può essere letto in molteplici modi. Si accentra sul suo accoppiamento con un toro, dal quale genera il Minotauro ma è giusto ricordare che la simbologia bestiale attraversa i secoli ed è costantemente citata”. La professoressa Paola Colace, docente dell’Università di Messina, durante l’incontro dedicato al mito di Pasifae in collaborazione col Centro Internazionale Scrittori e moderato dalla presidente del CIS Calabria, Loreley Rosita Borruto, affascina il pubblico con un excursus che attraversa la storia, in cui il Toro che innamora la bella regina si sviluppa in interpretazioni acute e illuminanti. Il fascino che ha avuto in Pablo Picasso nelle 10 Metamorfosi, ad esempio, secondo la Colace fa luce sul fascino simbolico dell’animale e indica quanto la strada da percorrere nell’interpretazione del mito sia lunga e graduale. Un cenno anche sul rito di nozze: spesso - chiarisce la studiosa - nell’antichità ha una grande importanza il dono e la presenza di un animale potente simbolo di forza virile e prosperità. “Sicuramente - aggiunge - possiamo affermare che il mito di Pasifae viene presentato come vivo e vibrante in molte pitture romane e pompeiane, in rilievi, sarcofaghi, ciste funerarie fino a esser protagonista anche nelle opere di artisti contemporanei affascinati dalla storia d’amore e di passione”. Illustra quanto il toro sia anche letto come una punizione del dio Poseidone ai desideri innaturali di Pasifae e propone un riferimento anche per la simbologia della “bestia” in sé, che passa dall’araldica, alle favole di Fedro fino agli attuali fumetti e cartoni in cui gli animali sono rappresentati simili, migliori o anche peggiori degli uomini. In ogni caso, conclude la Colace, è ugualmente importante ribadire quanto l’accoppiamento e la passione nella mitologia passasse spessissimo dalle figure animali: ma questo è un principio soprattutto maschile. Gli dèi dell'Olimpo frequentemente si trasformavano in animali per sedurre le donne e ciò simboleggiava un grande potenziale creativo, fecondativo, patriarcale.Pasifae, quindi, resta uno dei pochi casi “al femminile” del consolidamento della propria sessualità attraverso una scelta importante e di scandalo. “Per questo è così attuale: dopotutto i miti hanno una forza permanente”.

Pasifae, madre di un Minotauro

Pasifae, madre di un Minotauro

Spettacolo, primo studio, premiato con una Menzione Speciale al Premio nazionale Giovani Realtà del Teatro. Una produzione Scena Nuda, di Filippo Gessi con Teresa Timpano e il trio d’archi dell'Orchestra Francesco Cilea di Reggio Calabria. 5 novembre 2015  -  Reggio Calabria, Museo Nazionale Pasifae è una regina, ma prima ancora è una donna che si deve relazionare e scontrare con i pregiudizi e i costumi del tempo e del luogo. Allora come oggi la severità dei giudizi morali ci hanno lasciato i maggiori esempi di un moralismo estremamente terra terra: un moralismo borghese. Spogliato di qualsiasi contenuto mitologico, culturale e filosofico, il fulcro drammatico vede un essere umano che si trova a confrontare un atto che l’opinione del suo tempo condanna e che egli ha voglia di compiere. Decide di farlo. In questi momenti cosa succede in lei? Se consideriamo Pasifae una donna-Regina, i pregiudizi e i costumi dell’epoca condannavano un atto simile ed in Pasifae, prima di compierlo, si sviluppa una crisi di coscienza analoga a quella che in un caso simile si svilupperebbe nella maggior parte dei nostri contemporanei. Qui sta il nodo drammatico di una donna che sente come autentico e passionale il suo sentimento e la morale di una collettività alla quale anche lei appartiene. Pasifae, madre di un Minotauro Spettacolo – Primo studio di Filippo Gessi interpretazione e regia: Teresa Timpano musica dal vivo: Trio d’archi Orchestra "Francesco Cilea" di Reggio Calabria produzione: Scena Nuda

“μύθος” (MYTOS)

“μύθος” (MYTOS)

Spettacolo interattivo a cura di Renata Coluccini  (direttore artistico del festival “Segnali” – Teatro Buratto, Milano) con la collaborazione degli allievi del laboratorio di drammaturgia di Teatro Ragazzi del festival Miti Contemporanei 2015. giovedi 5 novembre 2015 - ore 17.30 – Bova (RC), Casa della Musica venerdì 6 novembre - ore 9.00 Palmi (RC), Casa della Cultura sabato 7 novembre - ore 9.00 Locri (RC), Teatro Comunale INGRESSO: 4,00 euro "Il mondo é grande, ma dentro di noi è profondo come il mare." Rilke Lo spettacolo interattivo tratterà il mito e tematiche legate alla natura, soprattutto l’elemento ‘acqua’. Si permetterà al bambino di immergersi in un mondo marino immaginario stimolandolo all’incontro con la natura e nel contempo a specchiarsi con i miti, nei quali riconoscersi e divertendosi, iniziare un percorso di conoscenza. Conoscere il mare, navigarlo vuol dire conoscere anche il mondo esterno, agirlo, avere gli strumenti per viverlo meglio. Il mito greco ci fa affacciare su certi aspetti dell’esperienza umana, dell’esperienza psichica profonda, non sempre formalizzabile. Nel mito è possibile riconoscere certi archetipi, certe forme originarie dell’inconscio collettivo, che sono la base della vita. Quindi il mito ha la grande forza di farci vedere il negativo che l’umanità ha sempre sentito dentro di sé, ma anche gli aspetti positivi dell’esperienza, i momenti fondamentali dell’esistenza: l’amore, la morte, il dolore, la natura. Affrontare il mito vuol dire: conoscenza. Gli eroi, le donne, i mostri del mito sono nostre guide in un viaggio proteso sì verso una meta, ma dove il percorso ha pari se non maggiore importanza del raggiungimento della meta stessa. L'immaginario costituisce per il bambino l'asse portante di tutte le fantasie e le proiezioni sul proprio futuro. Attraverso di esso il bambino cresce, socializza e diventa partecipe di un data cultura, di quell'immaginario collettivo o appartenenza comune che con letteratura arte e mito chiamiamo cultura umanistica. RenataRenata Coluccini Attrice, regista, drammaturga. Dopo tre anni alla Scuola di Formazione Attorale del Teatro del Sole, prosegue la sua formazione in maniera significativa con Cesar Brie, Victoria Santa Cruz, Hector Malamud, Roy Art, Dany Kouyate, Carlo Merlo tra gli altri. Inizia l’attività come attrice prima e poi come autrice e regista nel 1982 nel Teatro del Sole e successivamente in Veneto e in Piemonte. Nel 1996 assume la direzione artistica del Teatro del Sole. Dal 2003 collabora con diverse realtà teatrali italiane: TeatroLaboratorio Mangiafuoco, Teatro Invito, ,Nonsoloteatro, teatro Fondazione Città di Gallarate. Dal 2008 con lo spettacolo “Le serve di Virginia” Testo di A. G. Bartlet, regia G. Calindri inizia la collaborazione con il .Teatro del Buratto dove ancora oggi lavora. Tra le produzioni ricordiamo: “Deserto Nero” Testo di Antonia Arslan, regia R. Sarti 2011 -13 “Le camicie di Garibaldi” “Clitemnestra” “Il mio papà è Ulisse” “ Pescatori di Stelle” testo e regia R. Coluccini. Nel 2011 è ideatrice del progetto “giovani e nuove dipendenze” che vede la produzione di tre spettacoli “Binge Drinking” “Nella rete” e “Io me la gioco” testi e regia R. Coluccini. Come formatrice dal 1988 al 1991 è responsabile di un laboratorio triennale per la Regione Veneto di Teatro e Territorio. Ha insegnato nella scuola di Formazione Attorale del Teatro del Sole, di Quelli di Grock, della Civica Scuola di Animazione Teatrale per formatori, della scuola di teatro della città di Gallarate. è stata membro dell’Osservatorio sull’Immaginario Infantile promosso da Stilema e dalla Regione Piemonte e ha partecipato ad un progetto di formazione dell’IRSAE. Nel 1997 partecipa al gruppo di studio sulla metodologia formativa C.S.A.P.S.coordinato da Luciana Cesari, in qualità di esperta di Teatro Ragazzi e Adolescenti. Dal 2009 collabora con HC Human Connections per competenza teatrale in alcuni progetti formativi aziendali. Nel 2010 oltre a tenere corsi e consulenze all’interno di istituti scolastici è docente al Teatro Verdi di Milano in corsi teatrali rivolti alla terza età (AUSER)

“Shakespeare ed il mito”

“Shakespeare ed il mito”

Incontro con letture sceniche. Interventi di Claudia Provvedini (Giornalista e critico teatrale del Corriere della Sera) e Dario Tomasello (Professore di letteratura italiana contemporanea dell'Università degli studi di Messina, facoltà Scienze cognitive e della formazione). 5 novembre - Reggio Calabria Museo Nazionale L’incontro su William Shakespeare e il Mito vede Claudia Provvedini e Dario Tomasello convergere su una serie di enunciazioni che vogliono lo scrittore poeta e drammaturgo come, innanzitutto, un animo libero da sovrastrutture. A prescindere dall’aspetto fiabesco e mitologico di alcuni suoi testi - tra gli altri A Midsummer Night’s Dream - opera scritta intorno alla fine del 1500, Tomasello sottolinea quanto Amleto stesso sia un mito della contemporaneità anche se “è un mito dimezzato. Diverso e distante dal mito Edipico, Amleto è perlopiù consapevole del destino”. William Shakespeare, aggiunge, non dimentichiamolo: era un poeta innanzi tutto e si sa, lo scrittore è dove sta la sua immaginazione. Di conseguenza quello che riteneva potesse servirgli lo usava: “Che poi questo potesse coincidere con la realtà è secondario”. Anche la critica teatrale Claudia Provvedini è sulla stessa linea: “Pensiamo soltanto che dopo che ha scritto La tempesta ha iniziato a scrivere storie. Quindi in seguito alle fate, agli elfi, ha sentito fortemente che la storia è lì dove si misura la bellezza ma anche la fragilità umana. Quindi grazie alla densità massima del teatro mitizza il Fato, un elemento che non si può misurare”. Molto coinvolto il pubblico presente che prende parte al dibattito facendo presente che spesso, quando si parla di Mito, si pensa immediatamente al mito greco; di conseguenza l’argomento si è mostrato per questo molto affascinante. Teresa Timpano ha infatti concluso sottolineando come uno degli obiettivi del Festival Miti Contemporanei sia quello di allargare i dibattiti anche con nuovi stimoli e riflessioni.

L’Âge mûr nié, lettere di C. Claudel

L’Âge mûr nié, lettere di C. Claudel

PRIMA REGIONALE. Da uno studio sul mito di Medusa di Paolo Bignamini, ScenAperta (Legnano), lo spettacolo è tratto dalle lettere di Camille Claudel, drammaturgia di Maddalena Mazzocut-Mis. In scena Federica D'Angelo. 5 novembre – Scilla, Castello Ruffo di Calabria 7 novembre – Locri, Teatro Comunale Creatrice di forme, Camille Claudel lavora con le mani e con il cuore, esprimendo una forza che la reclusione nell’ospedale psichiatrico di Ville-Evrard, all’età di quarantotto anni, fa emergere con tutta la potenza distruttrice e alienante. Sì, perché la decisione di non creare più è tanto forte, per chi ha nella testa e nel cuore “del genio”, quanto quella di creare: forse di più. Sorella di Paul, assai più noto poeta e drammaturgo, ha la capacità di stargli al fianco senza dover competere: è scultrice. All’Accademia Colarossi incontra Auguste Rodin, che le chiede di entrare nel suo atelier. È l’inizio di una travagliata storia d’amore, forse la parte più nota della sua esistenza. Perché Camille non crea solo forme, dà le sue forme alle sculture di Rodin e dietro al volto femminile dello splendido e sensuale Baiser, eccola comparire… Ma lo stile di Camille non è quello del maestro. Dal 1883 in avanti espone le sue opere a Parigi e il suo nome comincia a circolare. Scolpisce L’Âge mûr, incarnazione della sua sofferenza, quando il sentimento per Rodin inizia a trasformarsi in odio, odio infinito, insopportabile, folle. «Delirio di persecuzione basato principalmente su false interpretazioni e false immaginazioni», la sua cartella clinica. Muore sola. L’Âge mûr nié – Lettere di Camille Claudel drammaturgia di Maddalena Mazzocut-Mis (da Corrispondenza di Camille Claudel - Abscondita edizioni) regia Paolo Bignamini in scena Federica D'Angelo scene Francesca Barattini aiuto regia Francesca Barattini e Shantala Faccinetto consulenza drammaturgica Chiara Pasetti foto Ilaria Triolo organizzazione Carlo Grassi ScenAperta Altomilanese Teatri Accademia di Alto Perfezionamento Artistico Musicale "L. Perosi" in collaborazione con Università degli Studi di Milano - Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali Si ringraziano: Elena Russo Arman; Civita; Mireille Tissier   NOTA CRITICA Lo spettacolo si propone con un monologo avvitato attorno alle lettere di di Camille Claudel, scultrice talentuosa dalla vita appiattita addosso a un compagno assai più famoso, Auguste Rodin che la vuole nel suo atelier, e sorella del più famoso poeta e drammaturgo Paul. Il regista Paolo Bignamini propone, col personaggio, uno studio sul Mito della Medusa e il suo speciale sguardo. La travagliata storia dell’artista, su scena, indica attraverso le sue missive, la sua sconfitta e i suoi dolori in trasparenza, fino al punto che facilmente tali sentimenti passano dall’amore all’odio fino a sfociare in una forma di caducità psichica che la porterà a essere rinchiusa in una clinica per malati mentali a causa di gravissime forme maniacali. È proprio “L’Âge mûr”, l’opera su cui ruota lo spettacolo, a rappresentare il suo delirio infelice popolato di fantasmi e persecuzioni. La scena su cui lavora Federica D’angelo si colora dal semibuio che inizialmente la ospita; molto marcato lo studio delle pose e dei simboli. Tra tutti una medusa immersa dentro il liquido trasparente tratteggia un’alienazione sofferta che invece di ferire e colpire isola ed emargina.  

Black Lights

Black Lights

PRIMA NAZIONALE. Spettacolo della compagnia di danza Abbondanza/Bertoni selezionato attraverso il bando nazionale "Ritorno a te stesso" del festival Miti Contemporanei 2015 per compagnie o singoli artisti italiani. Di e con Andrea Baldassarri e Tommaso Monza. Produzione Abbondanza/Bertoni venerdì 6 novembre ore 20.00 - Palmi, Casa della Cultura L'indeterminazione e l'ambiguità. Nel processo di ricerca indaghiamo il concetto di “indefinito” e di “non definibile”. L'indistinto è il punto di arrivo: individuare, sfocare, scontornare e nascondere per rivelare di più. L'uso del controluce permette di snaturare i corpi esibiti, una sorta di radiografia che fa perdere fisionomia ma rivela qualcosa di più intimo e più profondo. In questo regno dell'ambiguità la siluette diventa uno spazio che può contenere un'immagine o può essere un buco indefinito che spaventa. Rassicurazione o spavento, incertezza o chiarezza, verità o falsità... si possono trovare nel gioco fra luce ed ombra. È l'uomo e ciò con cui si relaziona. È l'uomo e le sue relazioni.   Nota critica “Black Lights” propone un effetto compositivo di Andrea Baldassarri e Tommaso Monza che si installa in maniera coerente al suo titolo, appunto, tra il chiaro e il buio attraverso quella danza di confronto-conflitto che partorisce una storia riconoscibile e drammatica. I corpi delineano un luogo in cui germoglia una ricerca arcaica della terra da raggiungere, partendo da un'interpretazione originale e fortemente innovativa del valore del Mito e della sua visione decisamente problematica e complessa nel rapporto con il viaggio. Un uso disinvolto e marcato del controluce aiuta a introdurre il parallelismo coi migranti e la drammaticità della meta indefinita: il tema scivola fuori quasi automaticamente attraverso una scenografia essenziale data da un cellophane trasparente che prende vita e forma, diventando aria e acqua, spazio e limite. Lo spettacolo cura soprattutto l’aspetto legato all’indistinto, puntando perlopiù sui corpi e, sporadicamente, sulle poche letture fuori campo per rivelare l’intimità del dramma. Un lavoro ottimamente costruito che offre una focalizzazione davvero originale in cui la sacralità dei corpi non abbandona mai la scena.

Odissea. Nessuno ritorna

Odissea. Nessuno ritorna

PRIMA NAZIONALE. Spettacolo di Matteo Tarasco - GTS -Teatro Quirino. Da Omero – Ovidio – Atwood. Con Ania Rizzi Bogdan, Lara Balbo, Giselle Martin. Un'indagine del punto di vista femminile sul mito, un viaggio nell’intimità del dolore, nella fragilità dell'eroe. venerdì 6 novembre ore 21.00 - Palmi, Casa della Cultura Consapevoli che la modernità è orfana di eroi e modelli virili, scegliamo di indagare il punto di vista femminile sul mito, un viaggio nell’intimità del dolore, nella fragilità dell'eroe. Vogliamo addentrarci nel linguaggio del dolore, per riscoprirne un nuovo valore semantico e ridisegnare l’ideologia della virilità, che, nell’epopea, si completa e acquista valore soltanto quando si appropria del modello femminile. Nell’Iliade e nell’Odissea, ma anche nell’Eneide di Virgilio, si assiste costantemente al contrasto tra le bufere del dolore maschile e la lenta perdita di sostanza che consuma la vita nel rituale della lamentazione femminile. L’epopea del ritorno in patria dell’eroe Ulisse dopo la guerra di Troia è un viaggio nelle più atroci conseguenze dell’amore. Uno struggente singolo grido di estasi erotica, che si trasforma in agonia. Una sorta di poema erotico e disperato, che espone con lucida follia e altissimo linguaggio le pene di un amor ritrovato, ma invivibile. Le donne di Ulisse, Circe, Nausicaa e Calipso la storia d'un'ossessione amorosa, un’ossessione che si fa verbo, strappando ogni singola parola al marasma di gemiti inarticolati in cui questa donna innamorate affogano e si dibattono. I loro occhi troppo annebbiati dalle lacrime non vedono il mondo e i drammi che lo sconvolgono, ma si fanno testimoni di un desolato finale di partita, in una terra di nessuno. Mettere in scena il mito dal punto di vista femminile, vuole essere un tentativo di raccontare l’odierno spaesamento quotidiano di una generazione incompresa, un tentativo per riacquistare, attraverso la fascinazione del palcoscenico, i valori della parola poetica, che crediamo oggi debba imporsi su altri linguaggi che spiegano, ma non insegnano il senso. Il progetto si propone come occasione per riscoprire l’antico e comprendere il contemporaneo, al fine di dare un senso al futuro. Crediamo infatti che il Teatro sia lo strumento più adatto e necessario per conseguire tali scopi, in quanto il Teatro è l’unico luogo sociale in cui la verità si fa spettacolo, dove l’essere umano comprende e acquista coscienza di se come individuo e come cittadino. Matteo Tarasco

Odissea. Nessuno ritorna

Da Omero – Ovidio – Atwood drammaturgia Matteo Tarasco con Ania Rizzi Bogdan, Lara Balbo, Giselle Martino regia Matteo Tarasco costumi e spazio scenico Chiara Aversano assistente alla regia Katia Di Carlo organizzazione Marilia Chimenti   Nota biografica Matteo Tarasco è stato il primo e unico regista italiano ad essere nominato Membro del Lincoln Center Theatre Directors Lab (New York City). Nel dicembre 2006, il Presidente della Repubblica Italiana conferisce a Matteo Tarasco il Premio Personalità Europea per il Teatro come migliore regista emergente. Nel settembre 2007, si trasferisce a Londra, dove lavora come “Resident Director” alla LAMDA - London Academy of Music and Dramatic Art, per la quale dirige in lingua inglese Opinions of a Clown, ispirato al romanzo di Heinrich Boll. Nel 2008 è “Resident Director” al National Theatre Studio di Londra per il quale dirige The late Mattia Pascal, a New Play with Music, basato sull’omonimo romanzo di Pirandello. Nel 2002 è stato Direttore Artistico della trasmissione televisiva i Solitari per RaiSat. In Italia ha lavorato con Gabriele Lavia, Mariano Rigillo, Monica Guerritore, Giuseppe Cederna, Luca Lazzareschi, Jerzy Sturh, Laura Lattuada, Romina Mondello, Simona Marchini e Tullio Solenghi, dirigendo più di venti spettacoli tra i quali Odissea di Omero, versione integrale di 18 ore, Bisbetica Domata di Shakespeare, per un cast di soli uomini, Nozze di Figaro di Beaumarchais, Quando si è capito il giuoco di Pirandello, Le Affinità Elettive di Goethe. E per il Festival di Borgio Verezzi ha curato regie de Il Burbero Benefico di Goldoni, con Mariano Rigillo nel 2011 e di Alice da Lewis Carroll, con Romina Mondello nel 2011.
Icaro. L’ultimo volo

Icaro. L’ultimo volo

Uno spettacolo di Salvatore Arena con Luca Fiorino, prodotto dalla Compagnia Scena Nuda per la regia di Filippo Gessi. "Chi vorrebbe ricordare il dolore? Così Vanni sopravvive, male, ma sopravvive in un turbinio di immagini, di visioni, di voci che si susseguono senza soluzione di continuità, senza residui tra l’una e l’altra". Sabato 7 novembre - ore 21.00 LOCRI (RC), Teatro Comunale "Chi è Icaro per Vanni? Che cos’è il volo per questo Icaro moderno? Perché continuamente anela il cielo? Vanni era un uomo. Un uomo che aveva lavoro e pane. Una moglie. Aveva un figlio. Adesso vive nella piazza di un paesino. Vive in un suo labirinto. Il labirinto della sua mente. Il labirinto del suo corpo che non sa dove si trova e dove andare ed è portato continuamente dalle infinite vie senza uscita. Solo guardando in alto può vedere il cielo e sperare di trovarne una. Non ha il tempo per pensare, per riflettere, per ricordare... Chi vorrebbe ricordare il dolore? Così Vanni sopravvive, male, ma sopravvive in un turbinio di immagini, di visioni, di voci che si susseguono senza soluzione di continuità, senza residui tra l’una e l’altra. Il suo corpo agisce in questo labirinto portato senza volontà come una piuma portata dal vento. Il vento, il cielo. Questo vuole diventare, per non essere più uomo, per cambiare questa carne e farla più leggera dell’aria." Filippo Gessi   Icaro. L'ultimo volo di Salvatore Arena produzione Scena Nuda regia Filippo Gessi con Luca Fiorino scene e costumi Giulia Drogo luci Antonio Rinaldi musiche Giovanni Puliafito assistente alla regia Gabriele Furnari Falanga

“Medea” di Corrado Alvaro

“Medea” di Corrado Alvaro

La rivisitazione del mito di Medea in Corrado Alvaro in una performance multimediale prodotta da Officine Arti e Globo Teatro Festival. Al centro, il dramma della condizione dello straniero. L’incomunicabilità tra culture differenti genera tensioni profonde creando lacerazioni incolmabili; se poi lo straniero è una donna il conflitto diventa ostilità tra una società patriarcale e una condizione femminile che rivendica il suo ruolo di madre e sposa. Sabato 7 novembre 2015 - ore 19.00 Museo Nazionale Locri Epizephiri   Tutto succede in una Lunga Notte. Il tempo scandisce l’attesa di Medea. L’attesa del rientro di Giasone che per la prima volta si allontana di sera per recarsi ospite alla reggia di Creonte. Al tramonto è un’attesa carica di speranza, “…e fate preparare una splendida tavola per la cena”, dice Medea a Layalé e Perseide. Medea vuole accogliere con un’atmosfera di festa il ritorno di Giasone. Ma presto inquietanti premonizioni iniziano ad echeggiare il tradimento di Giasone. La “celeste vagabonda” incalza con il suo chiarore lunare per preparare una grigia alba di abbandono. E il tempo scorre sempre più cupo e doloroso finché la notte insonne si apre al tragico preludio di morte.  Medea Performance multimediale di Corrado Alvaro regia  Americo Melchionda con Maria Milasi e Anna Maria De Luca in video Hal Yamanouchi musiche originali Aldo Gurnari costumi Maria Concetta Riso Inserti video RAM FILM produzione Officine Arti | Globo Teatro Festival

Dall’Inferno all’Infinito

Dall’Inferno all’Infinito

PRIMA REGIONALE. Monica Guerritore in uno spettacolo scritto e diretto da lei. «Nella mia intenzione, il desiderio forte di sradicare parole, testi, versi altissimi dalla loro collocazione “conosciuta” per restituirgli un “senso” originario e potente» domenica 8 novembre ore 21.00 Reggio Calabria, Teatro Francesco Cilea La potente forza creativa dell’Immaginazione delle pagine di Hillmann e Citati accompagnano e forse spiegano (in parte) la discesa nel nero, nell’intima natura umana, che Dante mette in versi nei canti iniziali dell’Inferno (Divina Commedia); la sua ricerca e il suo incontro con le parti del Sé. Nelle bellissime parole di Wagner, la forza della musica (che accompagna tutta la performance) diventa motore emotivo e precede, accompagna e amplifica il tormento delle passioni amorose (Paolo e Francesca), di abbandono (La Tentazione della Valduga), di ferocia come nel canto del conte Ugolino. Di abissi naturali che portano in scena anche figure materne e paterne: Pasolini, Morante. Tutto rende la ricerca e il racconto interiore e poetico di Maestri lontani tra loro per epoca, un'unica grande anima che racconta le infinite vie della testimonianza del Sé. Le parole di Umberto Eco e del grande psicanalista Galimberti accompagnano, noi uomini di oggi, nella comprensione del nostro Inferno interiore e dell’Infinito intuìto…Tutto percepito e a noi consegnato da un'unica fonte, l’Intuizione artistica, di uomini e donne  che hanno “cercato se stessi”(C.Pavese). Nella mia intenzione, il desiderio forte di sradicare parole, testi, versi altissimi dalla loro collocazione “conosciuta” per restituirgli un “senso” originario e potente, sicura che la forza delle parole di Dante, togliendole dal canto e dalla storia, ci avrebbe restituito un senso originario, ci avrebbe condotto all’interno delle zone più dense, oscure e magnifiche dell’animo umano. Sicura che, seguendo un percorso di incontro con le sue figure di riferimento (Virgilio, il suo super-Io, Beatrice/Francesca e gli aspetti del Femminile, il Caos dell’Inferno, Ugolino, il Padre) si sarebbe potuta avvicinare intimamente l’ispirazione originale di Dante nell’affrontare la Divina Commedia. Senza paura dei tagli e senza paura di proseguire quel racconto con parole, e testi altissimi di altri autori, più vicini a noi, come Morante, Pasolini, Valduga. A noi solo il merito di “esserci” e ”dire” e “ascoltare”.  A voce alta… col cuore e con la testa… e alla fine “e naufragar m’è dolce in questo mare/ e quindi uscimmo a riveder le stelle”. Forse... Monica Guerritore   L'incontro con il nostro "io interiore" nella discesa agli Inferi di Dante. L'aiuto del Mentore( super-Io) Virgilio che accompagna il nostro viaggio.. la donna assoluta, Beatrice, la donna umana, Francesca, il padre che divora i propri i figli, Ugolino,la madre che impedisce la vita (Pasolini)L'errore d'amore eternamente ripetuto, Valduga, e finalmente.. il fuori dal Sè, Leopardi..Bregovich, Arvo Part, Giya Kanchely,Craig Armstrong... Che viaggio!   Dall' "Inferno" all' "infinito" con Monica Guerritore scritto e diretto da Monica Guerritore regista assistente Lucilla Mininno disegno luci Paolo Meglio distribuzione Parmaconcerti srl Testi (estratti) Dante Alighieri – La Divina Commedia I canto, II canto (Incontro con Virgilio/Beatrice), III canto (Ingresso nell’Inferno), V canto (Paolo e Francesca), XXXIII canto (Conte Ugolino), XXXIV canto (uscita dall'Inferno) Pier Paolo Pasolini – Supplica a mia madre Elsa Morante – Menzogna e sortilegio (inizio) Patrizia Valduga – Cento Quartine (la Tentazione) Madame Bovary (estratto) Victor Hugo – Pathmos Giacomo Leopardi – L’Infinito Cesare Pavese – Ultimo scritto Elenco delle musiche Giya Kancheli – Largo molto da Opera, diretto da Rudolf Werthen Alberto Iglesias – Alice vive Ryūichi Sakamoto – Heartbeat Samuel Barber – Adagio per archi e oboe, diretto da Leonard Bernstein Musica etnica indiana Amalia Rodriguez – Caminhos dos deus Eleni Karaindrou – Depart and Eternity theme Craig Armstrong – Laura’s Theme

I luoghi del mito, visite guidate

I luoghi del mito, visite guidate

Il festival teatrale itinerante Miti Contemporanei lega fortemente il teatro con i luoghi e il territorio. Nel programma parte importante sono le visite guidate, condotte da professionalità competenti che faranno scoprire realtà meravigliose nella loro storia e specificità. Le visite previste nell'edizione 2015 del Festival: Reggio Calabria, Museo Nazionale mercoledì 4 novembre ore 18.30 e giovedì 5 ore 18.00: visita libera del museo Scilla, Castello Ruffo di Calabria giovedì 5 novembre ore 20.30: visita guidata promossa da LoveCalabria condotta dall'esperto storico Rocco Panuccio Palmi, Casa della Cultura venerdì 6 novembre ore 19.00,  sezione Archeologica "A. De Rosa": visita guidata a cura di Italia Nostra. Conduce l'archeologa Marilena Sica. Locri, Museo Nazionale di Locri Epizephiri sabato 7 novembre, ore 18.30: visita libera al museo  

Laboratorio di drammaturgia

Laboratorio di drammaturgia

Una straordinaria opportunità di formazione sulla scrittura per teatro ragazzi con una docente d'eccezione: Renata coluccini, drammaturga, attrice e regista, dir. artistico del festival Segnali, Teatro Buratto (Mi) Si terrà nei giorni 27, 28, 29, 30, 31 ottobre presso i locali della Pinacoteca Civica di Reggio Calabria Orari: dalle 14.00 alle 18.30 Laboratorio di drammaturgia di teatro ragazzi ‘μύθος’ (MYTOS) iscrizioni e info: miticontemporanei @ gmail.com "Il mondo é grande, ma dentro di noi è profondo come il mare." Rilke Conoscere questo mare, navigarlo vuol dire conoscere anche il mondo esterno, agirlo, avere gli strumenti per viverlo meglio. Il mito greco ci fa affacciare su certi aspetti dell’esperienza umana, dell’esperienza psichica profonda, non sempre formalizzabile. Nel mito è possibile riconoscere certi archetipi, certe forme originarie dell’inconscio collettivo, che sono la base della vita. Quindi il mito ha la grande forza di farci vedere il negativo che l’umanità ha sempre sentito dentro di sé, ma anche gli aspetti positivi dell’esperienza, i momenti fondamentali dell’esistenza: l’amore, la morte, il dolore, l’eros, la natura. Affrontare il mito vuol dire iniziare un percorso di conoscenza. Gli eroi, le donne, i mostri del mito sono nostre guide in un viaggio proteso sì verso una meta, ma dove il percorso ha pari se non maggiore importanza del raggiungimento della meta stessa. L'immaginario costituisce per il bambino l'asse portante di tutte le fantasie e le proiezioni sul proprio futuro. Attraverso di esso il bambino cresce, socializza e diventa partecipe di un data cultura, di quell'immaginario collettivo o appartenenza comune che con letteratura arte e mito chiamiamo cultura umanistica. Percorso pratico Lettura e discussione di alcuni miti – individuazione del “cuore” del mito e del suo parlare al contemporaneo. Ricerca riferimenti altri (scritti, testi e supporti fotografici) per approfondire la conoscenza. Rielaborazione di materiali. Riscrittura. Tecniche di lettura. RenataRenata Coluccini Attrice, regista, drammaturga Dopo tre anni alla Scuola di Formazione Attorale del Teatro del Sole, prosegue la sua formazione in maniera significativa con Cesar Brie, Victoria Santa Cruz, Hector Malamud, Roy Art, Dany Kouyate, Carlo Merlo tra gli altri. Inizia l’attività come attrice prima e poi come autrice e regista nel 1982 nel Teatro del Sole e successivamente in Veneto e in Piemonte. Nel 1996 assume la direzione artistica del Teatro del Sole. Dal 2003 collabora con diverse realtà teatrali italiane: TeatroLaboratorio Mangiafuoco, Teatro Invito, Nonsoloteatro, teatro Fondazione Città di Gallarate. Dal 2008 con lo spettacolo “Le serve di Virginia” Testo di A. G. Bartlet, regia G. Calindri inizia la collaborazione con il .Teatro del Buratto dove ancora oggi lavora. Tra le produzioni ricordiamo: “Deserto Nero” Testo di Antonia Arslan, regia R. Sarti 2011 -13 “Le camicie di Garibaldi” “Clitemnestra” “Il mio papà è Ulisse” “ Pescatori di Stelle” testo e regia R. Coluccini. Nel 2011 è ideatrice del progetto “giovani e nuove dipendenze” che vede la produzione di tre spettacoli “Binge Drinking” “Nella rete” e “Io me la gioco” testi e regia R. Coluccini. Come formatrice dal 1988 al 1991 è responsabile di un laboratorio triennale per la Regione Veneto di Teatro e Territorio. Ha insegnato nella scuola di Formazione Attorale del Teatro del Sole, di Quelli di Grock, della Civica Scuola di Animazione Teatrale per formatori, della scuola di teatro della città di Gallarate; è stata membro dell’Osservatorio sull’Immaginario Infantile promosso da Stilema e dalla Regione Piemonte e ha partecipato ad un progetto di formazione dell’IRSAE. Nel 1997 partecipa al gruppo di studio sulla metodologia formativa C.S.A.P.S.coordinato da Luciana Cesari, in qualità di esperta di Teatro Ragazzi e Adolescenti. Dal 2009 collabora con HC Human Connections per competenza teatrale in alcuni progetti formativi aziendali. Nel 2010 oltre a tenere corsi e consulenze all’interno di istituti scolastici è docente al Teatro Verdi di Milano in corsi teatrali rivolti alla terza età (AUSER). CONDIZIONI A. Il laboratorio di drammaturgia per ragazzi è rivolto a tutti coloro che desiderano confrontarsi con la scrittura per ragazzi. B. Gli aspiranti allievi dovranno inviare tramite e-mail all’indirizzo miticontemporanei@gmail.com • Richiesta di iscrizione con dati anagrafici • Documento di identità in corso di validità • Breve Cv • Motivazione dell’interesse al corso ( max 10 righe) 2. COSTO DI ISCRIZIONE AL LABORATORIO Per l’iscrizione al corso è necessario versare la somma di € 40,00.

Laboratorio di drammaturgia 2014

Laboratorio di drammaturgia 2014

Laboratorio drammaturgia

Portigliola e Locri 25 luglio 2014

Portigliola e Locri 25 luglio 2014

Gli spettacoli a Portigliola e Locri TEATRO Ore 21.15 – Teatro Greco Romano

IcaroIcaro

Da un’idea di Salvatore Arena e Massimo Barilla (Manachuma Teatro) Testo di Salvatore Arena Con Luca Fiorino Produzione Scena Nuda Il volo di Icaro è il simbolo dell’aspirazione dell’uomo all’alto, aspirazione insopprimibile, ma destinata fatalmente alla frustrazione. Anche oggi, dopo che l’uomo è atterrato sulla luna, il volo di Icaro, con la caduta finale, può rimanere il simbolo della filosofia, che sempre di nuovo spicca il suo volo audace, e sempre di nuovo ricade, dopo breve tragitto, sulla terra o nel mare.     TEATRO Ore 21.30 – Teatro Greco Romano

Vestita di terra e di mare_webVestita di Terra e di Mare

La danza e il teatro per due grandi poetesse: Wisława Szymborska e Alfonsina Storni
Una produzione: Compagnia Tocnadanza Venezia in co-produzione con Teatro del Sottosuolo - Carbonia (CI) e con A.R.CoDanza - Regione del Veneto, Ministero per i Beni e le Attività Culturali Coreografia
Regia Michela Barasciutti
Interpreti Michela Barasciutti (danza) e Sara Paolini (recitazione) Musiche di autori vari ed elaborazioni musicali di Stefano Costantini
Realizzazione luci Nicola Ambrus D’Alessio
Costumi ideati da Michela Barasciutti e realizzati da Lorenza Savoini
Due linguaggi che percorrono luoghi, momenti; nascono riflessioni, attimi che diventano memoria, presente e futuro. Viaggiando in un mondo al femminile che diventa terra su cui sostare e mare su cui navigare, portando ognuno nel proprio porto il presente che è già passato, l’esperienza che è memoria e radici, ed il proprio contributo che diventa condivisione. Il Mare e la Terra, due elementi femminili, distinti ma inseparabili. Il Mare accarezza la Terra e la Terra abbraccia il Mare. Entrambe sono fonte di vita, ci generano, ci nutrono, ci accolgono e ci lasciano per permetterci di rinascere altrove. Una poetica al femminile di un mondo complesso e sfaccettato, dove l’interiorità e la quotidianità diventano un tutt’uno; scopriamo un’energia e una forza che superano il tempo e lo spazio. Traspare un mondo universale che lega donne di epoche e culture diverse, perché accomunate da quel pulsare vitale che supera le contingenze storiche e culturali e riesce, con la propria testimonianza, a trasformare il presente.
Sito teatro greco romano locri EpizefiriLocri Epizefiri. La storia di Locri Epizefiri è una storia millenaria che inizia con l'arrivo tra l'VIII ed il VII secolo a.C. di un nucleo di coloni provenienti dalla Locride, una regione povera della Grecia, e che si sviluppa lungo l'arco dei secoli. Il primo vero studio sull'antica Locri Epizefiri lo si deve al Duca di Luynes, il quale oltre allo scavo del tempio di "Casa Marafioti", realizzò anche la prima planimetria della città antica che venne pubblicata nel 1830. In seguito, Locri Epizefiri fu l'oggetto di studio di Pasquale Scaglione, originario di Gerace, che nel 1856 pubblicò un'opera dal titolo "Storia di Locri e di Gerace", ancora oggi importante per il gran numero di notizie che fornisce sulla zona della città antica che, altrimenti, non ci sarebbero mai pervenute. Teatro Greco Romano (comune di Portigliola). Risalendo la strada parallela al parco in località Pirrettina, è visitabile il teatro, scoperto nella prima metà del secolo scorso dall’archeologo e Soprintendente per le Antichità della Calabria e della Lucania nel primo novecento,  Paolo Orsi.  Costruito in pietra tenera secondo la tradizionale tecnica greca che utilizzava la pendenza naturale del terreno per realizzare la cavea caratterizzata da una serie di gradoni, il teatro si data al IV secolo a.C. Diverse le trasformazioni apportate in età romana quale l’ingrandimento dell’orchestra. Tempio di Marasà (comune di Locri). Il santuario, uno dei più noti del mondo magno-greco era organizzato secondo la tradizionale suddivisione di un’area sacra: temenos - spazio all’aperto e recintato; altare, utile ai sacrifici per la divinità cui era dedicato il santuario; tempio, che all’interno, solitamente, conservava la statua di culto. Va ricordato che in alcuni casi, potevano aggiungersi anche i thesauroi: piccoli edifici con le offerte votive (ex voto) più preziose per la divinità. Del tempio sono oggi visibili i resti relativi alla fase di età arcaica edificato in blocchi di arenaria e quelli dell’edificio di culto ricostruito con diverso orientamento, in stile ionico e pietra calcarea, di età classica.
Palmi, 24 luglio 2014

Palmi, 24 luglio 2014

Gli spettacoli a Tauriana di Palmi TEATRO RAGAZZI Ore 18.00 – Parco Archeologico dei Tauriani

Parole e sassiParole e sassi

Racconto-laboratorio con Renata Falcone Collettivo Progetto Antigone direzione artistica Letizia Quintavalla Prenotazione obbligatoria – max 30 posti Parole e Sassi è la storia di Antigone in un Racconto Laboratorio per le nuove generazioni con Renata Falcone. La Tragedia Greca raccontata ai bambini. Antigone, antica vicenda di fratelli e sorelle, di patti mancati, di rituali, di leggi non scritte e di ciechi indovini, è stata narrata nei secoli a partire dal dramma scritto dal poeta greco Sofocle nel 440 a.C. Ora, diciannove attrici, ognuna nella propria regione, solo con un piccolo patrimonio di sassi, la raccontano alle nuove generazioni, che a loro volta la racconteranno ad altri.   TEATRO Ore 21.15 – Parco Archeologico dei Tauriani

Il nunzioIl nunzio

Da Edipo Re A cura di Centro Studi Quasimodo con Enzo de Liguoro Un monologo sulla fragilità dell’esperienza umana, che può passare, in breve tempo, dal massimo del carisma alla più abissale delle abiezioni.   TEATRO  Ore 21.30 – Parco Archeologico dei Tauriani

La voce di giocasta_webLa voce di giocasta

di Maddalena Mazzocut-Mis musiche di scena di Azio Corghi e di Sergio Sorrentino Con Annig Raimondi chitarra elettrica Sergio Sorrentino Regia di Paolo Bignamini Scene Francesca Barattini Produzione ScenAperta Altomilanese Teatri In collaborazione con Università degli Studi di Milano e Teatro Franco Parenti - Mi Giocasta, regina di Tebe, incontra il figlio-marito Edipo, cieco e imprigionato. La maledizione che Edipo ha scagliato sui figli maschi, morti uno per mano dell’altro, si è abbattuta anche sulle due figlie che si sono sacrificate per dare sepoltura a uno dei fratelli. Giocasta, da madre, lo perdona e giustifica se stessa. Quasi fosse una confessione, racconta la sua esistenza, cercando un motivo per sopravvivere all’orrore. “Non parlo per farti del male e non sarà lo strazio a trovare le parole, ma la pietà di una madre che dice mentre nasconde”. Dopo il pianto di Edipo, ormai inerme e per questo fanciullo, Giocasta lo prenderà per mano. Sarà i suoi occhi. Giocasta sopravvive all’orrore della tragedia famigliare ripercorrendo la propria vita in un monologo lucido e sofferto. Una madre che conosce, da sempre, la verità e la cela, anche a se stessa. Una madre che riconosce la tragedia al primo sguardo e ha il coraggio di mantenere quello sguardo alto, fino in fondo. La Giocasta, qui rappresentata, non si uccide, ma accoglie, non indaga, ma guarda con gli occhi della verità.   I Luoghi taureana--torre-cinquecenteTaurianum o Tauriana, questi i nomi con i quali era chiamata la città prima italica e poi romana ubicata sul promontorio di Taureana, frazione del Comune di Palmi (RC). Il nome stesso della città è quello del populus brettio che la fondò, i Tauriani, attestato dalle fonti letterarie, epigrafiche e dai bolli laterizi sui quali è impresso l'etnico. I Tauriani sono menzionati nelle fonti storiche come coloro che, nella guerra tra Romani e Cartaginesi nel III secolo a.C., dopo aver parteggiato per Annibale tornarono alleati di Roma. Il loro territorio si estendeva a sud del fiume Métauros (odierno Petrace), tra il mare e l'Aspromonte, coincidente in parte con l'area che in età medievale sarà la Valle delle Saline. Capitano Consalvo di Cordova fu assoggettata al potere del re di Spagna, Ferdinando il Cattolico. È del 1543 il terribile saccheggio ad opera del condottiero turco Khayr al-Din come nel 1594 un altro saccheggio fu operato da Scipione Sinan Cicala. Passata sotto il governo dei Borbone, la ripresa economica avvenne nel corso del ‘700. Parco archeologico dei Tauriani Il Parco custodisce i resti degli antichi insediamenti che a partire dal secondo millennio a.C. si sono succeduti sul pianoro. Della città brettia dei Tauriani, testimoniata da due fasi di vita, è oggi parzialmente visibile quella di II-I secolo a.C, testimoniata da ampie strade bordate da edifici e da aree a destinazione pubblica. La Tauriana romana è stata ripianificata alla fine del I a.C. Di essa sono attualmente a vista alcuni isolati delimitati da strade, un imponente edificio per spettacoli e l'area sacra. La città fu abbandonata nel IV secolo d.C. Edifici pubblici e sacri, abitazioni, botteghe, magazzini e strade della città prima Brettia (IV-I secolo a. C.) e poi romana (I a. C. - IV secolo d.C.) sono ancora visibili percorrendo la terrazza, affacciata sul mare e posta a controllo dell'imbocco settentrionale dello Stretto. Qui il populus brettio ha lasciato il proprio nome impresso sui mattoni da costruzione: TAYRIANOYM ossia "dei Tauriani". Il Parco occupa la parte centrale di un pianoro dominante la costa tirrenica tra Capo Vaticano, lo Stretto di Messina e la vasta piana del Petrace, anuco Métauros.  
Reggio Calabria 27 luglio 2014

Reggio Calabria 27 luglio 2014

Gli spettacoli TEATRO RAGAZZI Ore 18.00 – Parco Archeologico del Trabocchetto

Parole e sassiParole e sassi

Racconto-laboratorio con Renata Falcone Collettivo Progetto Antigone direzione artistica Letizia Quintavalla Parole e Sassi è la storia di Antigone in un Racconto Laboratorio  per le nuove generazioni con Renata Falcone. La Tragedia Greca raccontata ai bambini. Antigone, antica vicenda di fratelli e sorelle, di patti mancati, di rituali, di leggi non scritte e di ciechi indovini, è stata narrata nei secoli a partire dal dramma scritto dal poeta greco Sofocle nel 440 a.C. Ora, diciannove attrici, ognuna nella propria regione, solo con un piccolo patrimonio di sassi, la raccontano alle nuove generazioni, che a loro volta la racconteranno ad altri.   TEATRO Ore 21.30 – Teatro U. Zanotti Bianco Omaggio all'Archeologo U. Zanotti Bianco

pasifaePasifae

Di Filippo Gessi Con Teresa Timpano Produzione Scena Nuda Pasifae è un personaggio della mitologia greca, figlia di Elio e di Perseide, una ninfa oceanina. Moglie di Minosse, re di Creta, da lui ebbe otto figli di cui Androgeo, Fedra ed Arianna, i più ricordati. Madre del Minotauro. Secondo la versione più comune del mito, Poseidone inviò a Minosse un bianchissimo toro affinché venisse sacrificato in suo nome. Il re di Creta però non obbedì al dio, ritenendo troppo bello quell'animale e ne sacrificò un altro: la vendetta di Poseidone non tardò ad arrivare. Infatti indusse in Pasifae una passione folle per l'animale e le fece desiderare ardentemente di accoppiarsi con esso.   TEATRO Ore 21.30 – Teatro U. Zanotti Bianco Omaggio all'Archeologo U. Zanotti Bianco

FEDRA VISO IN BOCCA 2Fedra diritto all'amore

Con Galatea Ranzi nel ruolo di Fedra testo originale di Eva Cantarella regia e immagini Consuelo Barilari consulenza drammaturgia e testi greci Marco Avogadro Produzione Compagnia Schegge di Mediterraneo Fedra è la moglie in seconde nozze di Teseo, reggente di Atene, che, in prime nozze, ha avuto un figlio, Ippolito. Il giovane, che vive lontano dalla famiglia, quando ritorna a casa richiamato dal padre, incontra per la prima volta la matrigna, scatenando in lei una violenta passione. L’amore per Ippolito, bellissimo, giovane e “selvaggio” nella sua caparbietà e passione per la vita, travolge Fedra fino al suicidio e porta il giovane alla morte. Galatea Ranzi è l’interprete di Fedra “la luminosa” (questo è il significato del nome), la nuova Fedra, consapevole anche se tormentata, ribelle e determinata nella trasgressione, pronta a sfidare nella ricerca della libertà la condanna morale della famiglia e della società, capace di rompere gli schemi e l'ordine della cultura patriarcale antica. Non c'è predestinazione divina né maledizione genetica in questa nuova Fedra; passione e intelligenza la spingono a trasgredire; il cambiamento è l'esigenza a cui lei risponde con il proprio istinto: bellissima e misteriosa, amata e rispettata, Fedra muore suicidandosi con il veleno, e in questo modo rivendica la libertà di amare e diventa paladina dei diritti e della libertà delle donne. Sito giorgio_cannizzaro_21Reggio Calabria (῾Ρήγιον, Regium) Fondata dalla colonia calcidese nella metà dell'VIII sec. a. C.. R. C. venne fondata presso il fiume Apsias . L'Apsias è con ogni probabilità l'odierno Calopinace e la città si sviluppò tutta verso N-E. Reggio anche in età antica presentava quella forma allungata che le è caratteristica e, per stabilirne i limiti soccorrono, come è ovvio, i resti della cinta muraria e la presenza delle necropoli. Lungo la costa, ma fuori le mura, doveva essere il santuario di Artemide presso il quale si accamparono le forze ateniesi al tempo della spedizione di Sicilia, nel 415 a. C. Una recentissima scoperta, lascia ritenere che la città si estendesse a N-E fino all'attuale via Vòllaro, dove una volta scorreva il torrente Santa Lucia: anche da questo lato il muro è in doppia cortina, ed appena fuori di esso cominciano le aree sepolcrali (Santa Lucia, Santa Caterina, Pentimeli). Infine sul lato S-O il terreno si eleva gradatamente verso il sistema aspromontano: è questa probabilmente la zona ove è da ricercare l'acropoli, ma qui del muro di cinta non resta traccia sicura. Scoperte fortuite hanno rivelato nel settore N-O della città una vasta zona sacra d'età arcaica e classica; da essa provengono fra l'altro elementi architettonici fittili di alto interesse e materiale votivo (aree Griso-Laboccetta, Sandicchi, Taraschi-Barilla) e recenti scavi hanno messo in luce le tracce di un tempietto e di altre costruzioni da collegare con l'esistenza del santuario. Nei pressi furono trovati anche i resti di un odèon. Lo stereobate di un altro tempio è stato intravisto sotto l'attuale prefettura. Per l'età romana v'è una iscrizione che attesta l'esistenza di un tempio d'Iside e Serapide, ed un'altra che menziona il templum Apollinis maioris. Gli scavi hanno messo in luce importanti ruderi di edifici termali, di abitazioni private e forse anche di pubblici edifici. Questi ruderi, interessanti soprattutto per la presenza di mosaici che scendono fino ad età imperiale inoltrata, sono stati trovati, insieme con basi onorarie e con altro materiale, soprattutto intorno alla odierna piazza Italia.I resti di mura in località Trabocchetto, dominavano l'area centrale della città e costituiscono la prosecuzione dei resti murari individuati, più ad nord, in loc. Collina degli Angeli poiché risultano perfettamente allineati ad essi. In questo tratto è documentata la sovrapposizione di due fasi successive di edificazione del muro: la prima in mattoni crudi e la seconda ottenuta mediante il sezionamento della cortina muraria precedente, che venne parzialmente riutilizzata come riempimento di una doppia cortina di blocchi isodomi in arenaria.
Bova 26 luglio 2014

Bova 26 luglio 2014

Spettacoli 26 luglio 2014 a Bova TEATRO RAGAZZI Ore 18.00 – Castello di Bova

AliAli

Con Carmen Panarello e Anna Passanisi Stratogemma teatro Scena Nuda Un percorso teatrale condotto da attrici e pubblico tra soffi, stridii e voci che testimoniano l'inarrestabilità di ogni ciclo vitale e la “festa” che ancora una volta proporrà dopo il buio e il freddo.   TEATRO Ore 21.30 – Piazzale S. Caterina

Mari Immemori

OLYMPUS DIGITAL CAMERA Con Carmen Panarello, Anna Passanisi e Marianna Passanisi Stratogemma teatro/Scena Nuda Sulla riva o sullo sfondo di un mare, cumuli di rifiuti. Due creature, presentano un quiz show, il cui tema è la condizione attuale delle acque e dei mari. Oltre l'apparente dimensione di divertimento che creano, questi due personaggi si scoprono essere state attratte, mentre ancora vivevano in acque ormai inquinate, a spostarsi sulla terra da una visione di acqua totalmente pura, nella ricerca della quale, hanno anche perduto il sonno: sono infatti due creature d'acqua, prive di memoria di ciò che sono state e del loro habitat. Le troviamo così tra gli esseri umani, simili ai luoghi deturpati e immemori in cui adesso vivono, fingendosi personaggi simili a quelli della televisione, massificandosi per meglio dissimulare ricerca e dolore. FOTO-BOVASito Bova (Chòra tù Vùa) è un centro di circa 500 anime nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte a 915 metri di quota  in provincia di Reggio Calabria. Centro pulsante dell’Area grecofona della provincia reggina, fa parte dei 216 Comuni inseriti nel Club dell’ANCI riservato ai Borghi più Belli d’Italia e, dallo scorso mese di Febbraio 2013 anche, unico in Calabria, del prestigioso circuito dei “Gioielli d’Italia” direttamente gestito dal Ministero per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport. Bova è antica lingua greca, ma è anche arte, cultura, storia e tradizioni. Si giunge a Bova attraverso la nuova strada di collegamento rapido mare monti che garantisce di raggiungere il centro storico in appena dieci minuti. Il panorama che ci accompagna lungo la risalita è di estrema bellezza. Alle spalle lo Ionio, sulla sinistra l’Etna che svetta maestoso con i suoi 3330 metri e di fronte i contrafforti dell’Aspromonte che dai 1307 metri dei Campi di Bova salgono rapidamente fino alla vetta del Montalto (m.1956). A dominare lo scenario lungo la risalita è però la maestosa rupe costituita dai ruderi di una fortificazione di epoca normanna dalla quale i tetti delle case del centro storico degradano dolcemente fino a confondersi con le balze rocciose della valle.
Palmi 31 luglio 2013

Palmi 31 luglio 2013

Spettacolo per Ragazzi - ore 18.00 Parco archeologico di Taureana

Il viaggio di Ulisse

lab-teatroRe di Itaca, figlio di Laerte (anche se una tradizione lo vuole figlio di Sisifo) e di Anticlea, sposo di Penelope, padre di Telemaco, Ulisse vorrebbe ritornare agli affetti familiari e alla nativa Itaca dopo dieci anni passati a Troia a causa della guerra(suo è l'espediente del cavallo di legno che permette di sbloccare la situazione), ma l'odio di un dio avverso, Poseidone, glielo impedisce. Costretto da continui incidenti e incredibili peripezie, dopo altri dieci anni, grazie anche all'aiuto della dea Atena, riuscirà a portare a compimento il proprio ritorno a casa. Le tappe del ritorno (in greco nostos) sono dodici, numero degli insiemi perfetti. Si alternano tappe in cui l'insidia è manifesta (mostruosità, aggressione, morte) a tappe in cui l'insidia è solo latente: un'ospitalità che nasconde un pericolo, un divieto da non infrangere. Ulisse continua a non riuscire a tornare a Itaca perché il dio Poseidone, adirato con lui, gli scatena contro venti furiosi e continui naufragi e pericolosi approdi in altre terre... Testo: Odissea di Omero L'Odissea è uno dei nostoi (o ritorni) che raccontano le avventure degli eroi omerici dopo la guerra, ma tra tutti questi poemi (in principio trasmessi oralmente) è certamente il più famoso. La fama del poema è certamente legata al suo personaggio principale che rappresenta, anche secondo la nozione comune, l'uomo moderno. Una caratteristica di Ulisse è certamente la tradizionale καλοκαγαθία (=benignità) eroica, l'essere di bell'aspetto ed eticamente virtuoso, cui aggiunge uno straordinario senso pratico e una grande curiosità che, unita al suo incredibile genio, lo rendono capace di risolvere ogni ostacolo con successo.  

Flatlandia

chiaraguidiLettura drammatica e musicale di Chiara Guidi dall’omonimo racconto fantastico a più dimensioni, pubblicato anonimamente nel 1882 scritto da Edwin Abbott Abbott (1838–1926) tradotto da Masolino D’Amico cura del suono: Marco Olivieri organizzazione: Valentina Bertolino e Gilda Biasini amministrazione: Simona Barducci, Elisa Bruno e Michela Medri produzione: Socìetas Raffaello Sanzio La figura geometrica di un quadrato incontra una sfera e intuisce, con sospetto, che possa esistere un mondo a tre dimensioni: alieno, inestricabile, inconcepibile. Tutto il racconto appartiene interamente a unaterra piatta, e con perfetta coerenza descrive l’ambiente e la vita di esseri schiacciati che neanche immaginano un’altra dimensione. Il linguaggio ritrae un mondo complesso, formato da un meccanismo coerente che diventa oggetto di conoscenza: il mondo del piatto. L’assurdità di un mondo mai considerato, è assorbita nella lucidità di una scrittura che descrive la realtà a due dimensioni. Così la pagina della scrittura, il suo spazio, la sua rappresentazione grafica, diventano letteralmente il mondo. L’ordine delle cose è descritto attraverso un apparato ottico bidimensionale da insetto o da batterio, che smantella in blocco la consueta certezza delle tre dimensioni della terra con le sue leggi. Se la curiosità scientifica si concentra piuttostointorno all’idea della quarta dimensione, Abbott indica lo straniamento dello spazio euclideo attraverso lo sgomento della seconda dimensione. La sua invenzione consiste in un’azione retrograda dello sguardo, che apre il portale delle percezioni su una via sottrattiva, imponendo un’idea poco più che astratta della corporeità. Questa “mancanza”, questo disconoscimento della più elementare delle leggi della fisica innesca in realtà una conoscenza parallela che corre radente sulla superficie delle cose, e cheappiattisce il pensiero per ritrovarlo al di fuori, al di là, della sfera umana. Non ci sono uomini in questo mondo. Ci sono punti, linee e piani, intensità e tensioni superficiali. C’è un puro spazio piatto, disumanizzato con acribia e metodo geometrico.È uno spazio del progetto, della mente, amputata e schiacciata dal rullo compressore. Una mente che, per questa stessa ragione, è in grado di sviluppare l’ottica sapienziale della visione. Sta a noi, persone umane, incredibilmente dotate di corpo (già, che cos’è un corpo?), capire la sospensione metafisica di quel momento in cui una sfera “cala” dall’alto per intersecarsi con il piano. Dobbiamo farlo, però, immaginandoci piatti, come figure ritagliate nella carta. Nel mondo di Flatlandia questo mondo non esiste. Siamo noi l’al di là. Siamo noi le “sfere”. E l’assurda affermazione di un mondo reale soltanto sulla carta fa sospettare che forse è il mondo dei corpi a essere davvero alieno. Il valore di questo paradosso consiste alla fine proprio in questo: nonc’era nessuna ragione valida per farlo. Ma per farlo è occorso il massimo della ragione. Tutto questo è uno specchio.
Bova 28 luglio 2013

Bova 28 luglio 2013

enzo-luca

Iliade

Attori/Protagonisti Enzo dé Liguoro e Luca Fiorino Drammaturgia Stella Iaria Musiche/luci Simone Squillace Voci fuori campo Teresa Timpano Scenografie/sculture Stefania Pennacchio Lo spettacolo Iliade, vera e propria performance di artisti, porterà sulla scena, attraverso la voce e il corpo degli attori, i sentimenti e le azioni degli eroi. Il ritmo incalzante delle scene proposte metterà in risalto la drammaticità di alcuni eventi che condurranno lo spettatore a riflettere sui temi quali il Destino, l’orgoglio, la vendetta e l’angoscia provata dai guerrieri di fronte alla morte ineludibile. Inoltre la presenza delle sculture sulla scena vuol richiamare il concetto di Forma in contrapposizione al divenire caotico della realtà: perfetta sintesi dei due impulsi,l’ Apollineo e il Dionisiaco. (Nietzsche)   Eventi correlati Dimostrazione live a cura dell'Accademia del Fumetto di Reggio Calabria sul tema dei miti   locandina bova__rgb
Scilla 23 luglio 2013

Scilla 23 luglio 2013

Spettacolo per ragazzi Ore 18.00 Anfiteatro comunale - Borgo di Chianalea

lab-teatroIl viaggio di Ulisse

con Enzo dè Liguoro  
Re di Itaca, figlio di Laerte (anche se una tradizione lo vuole figlio di Sisifo) e di Anticlea, sposo di Penelope, padre di Telemaco, Ulisse vorrebbe ritornareagli affetti familiari e alla nativa Itaca dopo dieci anni passati a Troia a causa della guerra (suo è l'espediente del cavallo di legno che permette di sbloccare la situazione), ma l'odio di un dio avverso, Poseidone, glielo impedisce. Costretto da continui incidenti e incredibiliperipezie, dopo altri dieci anni, grazie anche all'aiuto della dea Atena, riuscirà a portare a compimento il proprio ritorno a casa. Le tappe del ritorno sono dodici, numero degli insiemi perfetti. Si alternano tappe in cui l'insidia è manifesta a tappe in cui l'insidia è solo latente: un'ospitalità che nasconde un pericolo, un divieto da non infrangere. Ulisse continua a non riuscire a tornare a Itaca perché il dio Poseidone, adirato con lui, gli scatena contro venti furiosi e continui naufragi e pericolosi approdi in altre terre...
Teatro - Anfiteatro comunale - Borgo di Chianalea

Antigone quartet Concerto

Antigone

Drammaturgia, regia e interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso Sensori e live electronics di Raffaele Bassetti Produzione Le Belle Bandiere
Grande tragedia di contrasti, l’Antigone di Sofocle ci ha colpito soprattutto per la straordinaria nettezza nell’affrontare un tema mitico ma di sconcertante attualità, messa in risalto dalla semplicità poetica di una lingua apparentemente così lontana e tuttavia capace di attraversare i secoli, le mode, i mutamenti effimeri, senza nulla perdere dello splendore diretto della sua comunicatività. Entriamo nel mondo della tragedia greca stregati dal mistero che la avvolge, dal fascino delle rovine,dalle domande intorno ad una complessità di linguaggi un tempo leggibile a tutti e ora da decifrare. Creiamo una partitura per voce, azioni e suono, basata sul testo di Sofocle, ma con un’attenzione a più recenti riscritture della tragedia, da quella di Jean Anouilh a quella di Bertolt Brecht, che ne hanno moltiplicato le prospettive poetiche, psicologiche o etico-politiche. Questo percorso per narrazione musicale della vicenda di Antigone –che oppone la sua ferrea etica umana a quella ostinata del buon governo del suo antagonista Creonte –non esclude l'apertura ad una visione più ampia del ciclo di Tebe, attingendo anche alle altre tragedie di Sofocle che inquadrano il grande tema della Cecità che da Edipo stesso –flagellatore dei propri occhi incapaci di vedere la verità -si trasmette a Creonte, incapace di vedere al di là della propria arroganza di sovrano, e a Tiresia, infallibile veggente senza occhi. Registrazioni, musica elettronica e dal vivo e suono ai sensori si miscelano alle parole in una tessitura che avvolge e racconta, come si assistesse ad una veglia per Antigone, per il corpo di Polinice e di altri insepolti più vicini nel tempo, una veglia per una nostra antica identità perduta. Siamo Creonte ed Antigone, ma anche Ismene ed Emone, il messaggero e le guardie. Incarnando molti punti di vista, compreso quello del coro, cantato e danzato, ci impossessiamo in profondità del testo e delle sue molte valenze. In epoche tiepide e cariche di paura, ci appare salutare immedesimarci in un tema come questo. Il teatro rimane oggi uno dei pochi riti collettivi attraverso il quale una comunità si ritrova a sentire e a pensare insieme, attraverso sollecitazioni non soltanto intellettuali ma anche fisiche. Se la mente e la storia ci dicono che il dolore e l’incomprensione intessono la vita in ogni sua parte, il teatro e l'azione ci inducono a lottare perché esista una catarsi, che, attraverso la celebrazione del rito, cambia forma e senso a seconda del pubblico, del tempo, del luogo.   Eventi correlati: Dimostrazione live a cura dell'Accademia del Fumetto di Reggio Calabria sul tema dei miti  LOGO-REGGIOCOMIX Dimostrazione live a cura dei writers sul tema dei miti   Il Sito scilla-sitoScilla (anticamente’ u Scigghiju’ in dialetto reggino) è un comune italiano di 5.160 abitanti della provincia di Reggio Calabria. Importante località turistica e balneare poco a nord di Reggio, Sia la rocca che la cittadina sono contornate da un alito di mistero dovuto all’intrecciarsi di alcuni miti come quello raccontato da Omero, che narra del passaggio della nave di Ulisse tra Scilla mostruosa e Cariddi vorace. Scilla è il mostro a sei teste e un ventre da cui spuntano cani furiosi. Essa se ne sta nascosta nelle cavità della roccia sullo stretto, scrutando le prede nel mare.Oggi la sua figura appare come emblema del comune di Scilla, rappresentata come sirena che termina con una doppia coda di pesce; ma diversamente fu descritta da Omero nell’Odissea (Od. XII 85 ss.): “…mirando la grotta cupa…Là dentro Scilla vive, orrendamente latrando: la voce è quella di una cagna neonata, ma essa è mostro pauroso, nessuno potrebbe aver gioia a vederla. I piedi son dodici, tutti invisibili, e sei colli ha, lunghissimi: e su ciascuno una testa da fare spavento; in bocca su tre file di denti borghi pi__ belli ditaliae serrati, pieni di nera morte. Scilla costituisce uno tra i borghi più belli e caratteristici d'Italia, meta di artisti in ogni epoca e di ogni nazionalità e frequentatissima meta estiva. Il più antico borgo di Scilla è Chianalea e deriva il suo nome da "piano della galea", ma è chiamato anche Acquagrande o Canalea, perché le piccole case che sorgono direttamente sugli scogli sono separate le une dalle altre da piccole viuzze, simili a canali, che scendono direttamente nel mare Tirreno. Chianalea viene anche denominata “la piccola Venezia” per il modo in cui le case sono situate: poggiate completamente sull’acqua.
Reggio Calabria 2013

Reggio Calabria 2013

Parco archeologico del Trabocchetto Visita guidata. A seguire lezione aperta ’Orfeo’ diretta da Dario Tomasello, professore associato di Letteratura italiana contemporanea, Facoltà di Lettere e Filosofia di Messina

Letture

di Luca Fiorino e Teresa Timpano Parco Archeologico del Trabocchetto (appuntamento presso chiesa di S.Antonio RC - Mura Elleniche Collina degli Angeli)  

iaia fortefoto g.fiorito5Hanno tutti ragione

Con Iaia Forte Musiche Pasquale Catalano Esecuzione musicale Fabrizio Romano Disegno luci Paolo Meglio Aiuto regia Carlotta Corradi Scene Equipe Scena Napoli Elementi scenici Katia Titolo Foto di scena Rocco Talucci Pierfrancesco Pisani / Off Rome Distribuzione Off Rome   L’idea di mettere in scena il protagonista del romanzo di Sorrentino mi è venuta per innamoramento. Avevo letto in pubblico due capitoli del libro a Fiesole, e il piacere di incarnare Tony Pagoda e di dare suono allabellissima lingua del libro è stato tale, che mi ha fatto desiderare di farne uno spettacolo. Questo cantante cocainomane, disperato e vitale, è una creatura così oltre i generi che può essere, a mio avviso, incarnato anche da una donna. Mi piace immaginare che il ghigno gradasso di Pagoda nasconda un anima femminile, una “sperdutezza”, un anelito ad un “armonia perduta”. E poi, semplicemente, il teatro è, per fortuna, un luogo dove il naturalismo può essere bandito, ed i limiti della realtà espandersi.Lo spettacolo è concepito come un concerto, in cui i pensieri del cantante nascono nell’emozione di esibirsi davanti a Frank Sinatra, al Radio City Music Hall. In una sorta di allucinazione del sentire provocatagli dall’ alcool e dalla cocaina, Pagoda, mentre canta, è attraversato da barlumi di memoria, illuminazioni di sé, “struggenze” d’amore, sarcastiche considerazioni partorite tra le note delle canzoni, dove la musica che accompagna la performance dialoga con le parole stesse usate come una partitura. Un flusso di pensiero che, avendo già interpretato Molly Bloom di Joyce, mi ha incantato come un negativo maschile allucinato e rauco di quell’urlo di amore di Molly, di quell’urlo a cui amo dar voce nei personaggi che incontro. (Iaia Forte)   Teatro Ragazzi - Mura Greche

eneaFavola di Enea e Didone

Spettacolo itinerante per ragazzi Enea, eroe caro alla maggior parte degli dei, infatti è detto pius. Enea è un capo maturo e responsabile. Si sottomette completamente al volere degli dei, rispetta e venera il padre, è attento verso il figlio, è leale ma ha momenti di incertezza e di dubbio. Per il resto Enea incarna le virtù dei grandi personaggi romani: Coraggio; Lealtà; Giustizia; Clemenza; Pietas, ovvero devozione verso gli dei e rispetto verso gli uomini; Pazienza; Alto senso civico ed esaltazione dei valori di cittadino romano. La pietas, una delle doti di Enea, rappresenta il senso del dovere, la devozione, il rispetto delle norme che regolano i rapporti tra gli dei e tra gli uomini. Solo occasionalmente l'eroe cede alla ferocia, come quando priva il giovane Tarquito della sepoltura, impedendo così all'anima del nemico morto di raggiungere i cancelli dell'Ade.   SCARICA LA LOCANDINA IN PDF Rassegna Stampa (cartacea e online) clicca qui clicca qui   Il sito rcReggio Calabria (Rhegion) fu fondata verso la metà dell'VIII secolo a.C. da coloni calcidesi. Nell'89 a.C. divenne municipium romano. Nel IV secolo d.C. divenne residenza del governatore (corrector) della Lucania e del Bruzio. Nel 61 d.C. San Paolo, nel corso dei suoi viaggi, fece tappa anche a Reggio.  Per più di cinque secoli rimase sotto il dominio dei Bizantini. Dal IX secolo, Reggio fu oggetto di ripetute incursioni e razzie da parte degli Arabi di Sicilia. Nel 1060 Reggio fu conquistata dai Normanni di Roberto il Guiscardo; venne istituito il primo arcivescovato latino, nel 1267 passato sotto il dominio degli Angioini. Nel 1433 il re aragonese Alfonso il Magnanimo conquistò Reggio. rc2Museo Nazionale di Reggio Calabria. Il Museo Nazionale di Reggio Calabria è uno dei musei archeologici più prestigiosi d'Italia, in quanto ospita numerose e significative testimonianze delle colonie della Magna Graecia fiorite in Calabria. La sede che lo ospita, è un edificio progettato, fra i primi in Italia, ai soli fini dell'esposizione museale; è opera di Marcello Piacentini, uno dei massimi architetti del periodo fascista, che lo concepì in chiave moderna dopo aver visitato i principali musei di Europa. I resti di mura in località Trabocchetto, dominavano l'area centrale della città e costituiscono la prosecuzione dei resti murari individuati, più ad nord, in loc. Collina degli Angeli poiché risultano perfettamente allineati ad essi. In questo tratto è documentata la sovrapposizione di due fasi successive di edificazione del muro: la prima in mattoni crudi e la seconda ottenuta mediante il sezionamento della cortina muraria precedente, che venne parzialmente riutilizzata come riempimento di una doppia cortina di blocchi isodomi in arenaria. bronzi riaceLe mura greche visibili sul Lungomare Falcomatà, appartenenti alla cinta muraria occidentale, risalgono alla metà del IV secolo a.C. Questo tratto presenta una doppia cortina, fiancheggiata, nel lato prospiciente la città, da una serie di pilastri, oggi nascosti sotto la via Vittorio Emanuele III. I due muri che formano la doppia cortina corrono paralleli tra loro a una distanza di circa 4,50 metri e sono uniti, ad intervalli irregolari, da muri ortogonali che si legano alle cortine. Si vengono così a determinare degli spazi interni di forma rettangolare ricolmati da un riempimento di pietre e detriti.  
Locri 29 luglio 2013

Locri 29 luglio 2013

Tiresia

con Antonio Salines Teatro Belli, Roma Tiresia è un mediatore fra gli dei e gli uomini: questo fatto gli permette di partecipare dell’immortalità che caratterizza gli dei. In effetti Tiresia, che visse per sette generazioni, non conobbe in termini reali la morte. Dunque, questa posizione privilegiata gli permette di essere un mediatore, di avere una posizione particolare proprio all’interno delle generazioni regali della casa reale di Tebe non solo tra i vivi, ma anche tra i morti della famiglia stessa. Questa trascendenza può apparire come una trasgressione all’ordine abituale delle cose, fondato sul rispetto delle opposizioni, stabilito una volta per tutte all’origine del mondo.  

Anidride Carbonica

da Antigone di J.Anouill & B.Brecht Anteprima nazionale con Teresa Timpano Regia Filippo Gessi Drammaturgia Mauro Santopietro Produzione Scena Nuda Si, ero io. Con una paletta di ferro che usavamo per fare dei castelli di sabbia sulla spiaggia”. (Antigone di J.Anouilh)“Il dio di morte mi conduce alla riva di Acheronte, e nonavrò nozze, né canto nuziale mi celebrerà: sposa dell’Acheronte son io”. (Antigone di B.Brecht)Da queste battute parte la nuova scrittura drammaturgica che racconta di un Antigone nel suo “Al di là”, in una situazione surreale. Lo scenario sembra vacanziero: in riva al mare, in costume da bagno, c’è anche suo fratello Polinice. Il contesto paradossale è basato su una battuta di Sofocle: “Io gli darò una tomba. E se per farlo dovrò morire, sarà bello. Giacerò accanto a lui che mi amava, io che lo amo”. Antigone giunge in un bel posto, sulla riva di una spiaggia mediterranea, armata ancora di quella paletta con cui ha esumato il cadavere del fratello, la stessa paletta con cui faceva da piccola castelli di sabbia assieme ad Eteocle, Ismene e Polinice. Questo per raccontare chi come Antigone ha rifiutato di scendere a compromessi nella vita, per valorizzare l’amore, per continuare a respirare ancora ossigeno puro, obbligando ad un pensiero che prescinde dai tempi storici. L’accettazione di un martirio in vita, regala una luce nell’al di là.  

TERESASALINESIncontro

con Antonio Salines e Teresa Timpano Performance di esplorazione sul mito di Antigone Produzione Teatro Belli/Scena Nuda ore 21.45 Teatro Greco Romano    

Iniziazioni

incontro con Stefania Pennacchio Racconto estetico sulle transizioni sociali e fisiologiche femminee, attraverso le maglie del tessuto culturale di cui è pregno il Mediterraneo, “Iniziazioni” rappresenta la staticità delle sculture attraverso i punti fermi del racconto esplicativo, dipanato attraverso una prospettiva privilegiata che è quella femminile. Antigone è la dimostrazione che i motivi sono la lettura dell' agire, lei ha scelto il rapporto nudo e scabro con il sentire. Antigone è oltre tutto. E' l' amore fine a se stesso , che custodisce e genera non solo dalle porte del ventre. La scultura è l' iniziazione della capacità di generare anche il proprio padre o i propri fratelli.www.stefaniapennacchio.net.   Teatro Ragazzi - Tempio di Marasà (Locri)

eneaFavola di Enea e Didone

Spettacolo itinerante per ragazzi Enea, eroe caro alla maggior parte degli dei, infatti è detto pius. Enea è un capo maturo e responsabile. Si sottomette completamente al volere degli dei, rispetta e venera il padre, è attento verso il figlio, è leale ma ha momenti di incertezza e di dubbio. Per il resto Enea incarna le virtù dei grandi personaggi romani: Coraggio; Lealtà; Giustizia; Clemenza; Pietas, ovvero devozione verso gli dei e rispetto verso gli uomini; Pazienza; Alto senso civico ed esaltazione dei valori di cittadino romano. La pietas, una delle doti di Enea, rappresenta il senso del dovere, la devozione, il rispetto delle norme che regolano i rapporti tra gli dei e tra gli uomini. Solo occasionalmente l'eroe cede alla ferocia, come quando priva il giovane Tarquito della sepoltura, impedendo così all'anima del nemico morto di raggiungere i cancelli dell'Ade.   SCARICA LA LOCANDINA IN PDF Rassegna Stampa (cartacea e online) clicca qui  

Il Sito

Locri e Portigliola (RC)

teatro greco romano locri EpizefiriLocri Epizefiri. La storia di Locri Epizefiri è una storia millenaria che inizia con l'arrivo tra l'VIII ed il VII secolo a.C. di un nucleo di coloni provenienti dalla Locride, una regione povera della Grecia, e che si sviluppa lungo l'arco dei secoli. Il primo vero studio sull'antica Locri Epizefiri lo si deve al Duca di Luynes, il quale oltre allo scavo del tempio di "Casa Marafioti", realizzò anche la prima planimetria della città antica che venne pubblicata nel 1830. In seguito, Locri Epizefiri fu l'oggetto di studio di Pasquale Scaglione, originario di Gerace, che nel 1856 pubblicò un'opera dal titolo "Storia di Locri e di Gerace", ancora oggi importante per il gran numero di notizie che fornisce sulla zona della città antica che, altrimenti, non ci sarebbero mai pervenute. Teatro Greco Romano (comune di Portigliola). Risalendo la strada parallela al parco in località Pirrettina, è visitabile il teatro, scoperto nella prima metà del secolo scorso dall’archeologo e Soprintendente per le Antichità della Calabria e della Lucania nel primo novecento, Paolo Orsi. Costruito in pietra tenera secondo la tradizionale tecnica greca che utilizzava la pendenza naturale del terreno per realizzare la cavea caratterizzata da una serie di gradoni, il teatro si data al IV secolo a.C. Diverse le trasformazioni apportate in età romana quale l’ingrandimento dell’orchestra. Tempio di Marasà (comune di Locri). Il santuario, uno dei più noti del mondo magno-greco era organizzato secondo la tradizionale suddivisione di un’area sacra: temenos - spazio all’aperto e recintato; altare, utile ai sacrifici per la divinità cui era dedicato il santuario; tempio, che all’interno, solitamente, conservava la statua di culto. Va ricordato che in alcuni casi, potevano aggiungersi anche i thesauroi: piccoli edifici con le offerte votive (ex voto) più preziose per la divinità. Del tempio sono oggi visibili i resti relativi alla fase di età arcaica edificato in blocchi di arenaria e quelli dell’edificio di culto ricostruito con diverso orientamento, in stile ionico e pietra calcarea, di età classica.
Mostra Fotografica “Festival Miti Contemporanei 2013”

Mostra Fotografica “Festival Miti Contemporanei 2013”

FCMavatar 11 Novembre 2013 Ore 11:30 Palazzo Storico della Provincia di Reggio Calabria Festival teatrale nazionale itinerante Promosso da Scena Nuda con il Patrocinio della Provincia di Reggio Calabria Mostra Fotografica "Festival Miti Contemporanei 2013" La Mostra sara' aperta dall' 11 al 15 Novembre 2013 Un viaggio energico, dinamico, emozionante, alla scoperta di volti, voci, corpi sconosciuti. L'antico riscoperto attraverso la società contemporanea. Cinque le tappe: 23 Luglio Scilla, 28 luglio Bova, 29 luglio Locri, 30 luglio Reggio Calabria, 31 luglio Palmi. Gli artisti coinvolti: Marco Sgrosso, Elena Bucci, Luca Fiorino, Enzo de Liguoro, Antonio Salines, Teresa Timpano, Filippo Gessi, Mauro Santopietro, Stefania Pennacchio, Iaia Forte, Chiara Guidi. Cinque città sono state attraversate dai miti rivisitati attraverso il teatro contemporaneo e con i loro spendidi scorci,con le loro viste sul mare,con i loro vetusti ruderi,con la memoria del loro passato,con i loro suggestivi teatri all'aperto,con la partecipazione delle loro genti,con il coinvolgimento dei loro bimbi,non solo hanno fatto da cornice al festival,ma sono divenute loro stesse protagoniste nel mettersi in vetrina sui giornali,sul web ed in TV in un tentativo riuscito di rilancio turistico e culturale dei borghi e dei siti archeologici della nostra splendida Provincia. Tutto questo sara' rivissuto nelle splendide fotografia che tutti potrete godere liberamente sia nel giorno inaugurale che nei giorni successivi. Partners sostenitori: Gioielleria Rotondo di Villa San Giovanni (RC) Hotel La Quiete di Palmi (RC) Studio Polispecialistico ETB (RC)

Galleria fotografica

Galleria fotografica

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Laboratori

Laboratori

Laboratorio teatrale per bambini e ragazzi dagli 8 ai 12 anni

enzolabDiretto da Enzo dè liguoro     24 luglio: dalle 10.00 alle 12.00 presso Teatro Zanotti Bianco; dalle 18.00 alle 20.00 presso Mura Greche 25 luglio: dalle 10.00 alle 12.00 presso Teatro Zanotti Bianco; dalle 19.30 alle 22.00 presso Mura Greche Costo totale del laboratorio €20,00  

Laboratorio con Chiara Guidi

chiara guidi(Societas Raffaello Sanzio) 30 luglio: ore 17.30 presso Museo della Magna Graecia Reggio Calabria Relazione sulla verità retrograda della voce Sto raffinando una tecnica vocale basata sull'’imitazione di tuttoquello che è possibile udire con orecchio umano, senza distinzioni. La vastità enciclopedica di tutti i fenomeni sonori della terra la percepisco e la tratto come un insieme di note e di intervalli di una sinfonia che quotidianamente mi sforzo di ascoltare, imitare e trascrivere su una personale partitura musicale, con notazioni di nuovo conio, utili a fare ordine nella memoria e a essere riprodotte. La tecnica l’'ho chiamata “molecolare”, perché soltanto un approccio microscopico consente di delimitare il profilo sonoro degli elementi presi in esame. La piallatura culturale ed emotiva operata sututte le inflessioni e i significati della voce umana, colloca quest’'ultima accanto a tutte le frequenze del suono. Tutte le emissioni sonore dell'’universo, attive o passive, si trovano così sullo stesso piano, come materie grezze da osservare freddamente. Il vocabolario si arricchisce di nuove parole e la scala melodicaoratoria riproduce voci tratte dalle più piccole particelle sonoredella terra. Qui ha inizio il cammino a ritroso verso la verità dellavoce umana, everso la potenza classica della parola. Nell'’arco di tre ore, leggerò un racconto sulla pratica vocale di tipo molecolare; mostrerò le connessioni di tipo sinfonico con alcuni brani musicali; infine proporrò esercizi collettivi per chi voglia provare immediatamente l’'orientamento della tecnica che sto raffinando.
Credits FMC 2013

Credits FMC 2013

Direzione Artistica: Teresa Timpano Organizzazione: Roberta Smeriglio Bruno Timpano Progetto immagine: piupubblicita srl e Alessandro Iafrate Segreteria amministrativa: Caterina Gattuso Giulia Ielo Comunicazione: Clexidra Per info: 0965 894492 / 3297093091 mail: info@compagniascenanuda.it Web editor: Dominella Trunfio   Il Festival è realizzato con la collaborazione e il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria

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Gerace 14 settembre

Gerace 14 settembre

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Odissea Cabaret

Ore 21:00 Teatro - Debutto Nazionale Liberamente tratto da L’Odissea di Omero Produzione Scena Nuda Compagnia Teatrale - Centro Studi Quasimodo Regia Nicoletta Robello Con Enzo de Liguoro e Mohamed Ba Disegno luce Renzo Di Chio In un bar, forse in un giorno di pioggia, un ubriacone, rimpiange i vecchi tempi, tempi in cui la sua saggezza era ancora utile a qualcuno... il cameriere gli serve da bere, vino, perché l'acqua in quella terra è troppo cara. Che pena, che malinconia, quel barbone, solo e abbandonato da quando, “nessuno ha più bisogno di me, Nessuno.” Dice bene, il cameriere è proprio il Sig. Nessuno e di problemi ne ha... con la moglie, il figlio, la madre, l'azienda per cui lavora, la casa minacciata da incombenze climatiche e politiche, l'acqua, per cui manifesta un terrore atavico. Un problema però è più grosso degli altri: la mancanza di coraggio, che lo ha portato a scappare per tutta la vita, convinto invece di essere in viaggio verso nuove avventure. E' da queste premesse che parte la vicenda del viaggio di Ulisse, o meglio, riparte, dal punto di vista però di un'Atena, Dea della saggezza, tornata sulla terra nei panni di un ubriacone o forse ubriaco e disperato veramente, perché la sua saggezza è inutile da troppi secoli... da quando cioè, si concluse l'Odissea. “Oggi gli uomini non si appellano più agli Dei, il Divino è stato sostituito dallo psicoterapeuta!”. Nel bar, finalmente, il barbone - Atena riprende il mito di Ulisse, lo fa rivivere in scena, per dimostrare al cameriere Nessuno il vero animus che forse a lui manca. I personaggi di Omero vengono così rievocati, alcuni sono portati in scena fisicamente, proprio come uno spettacolo di cabaret in cui il monologante si serve di tutti gli elementi presenti, pubblico compreso, per poi trasformarli in personaggi utili al racconto. Ma il cameriere Nessuno? Il nostro antieroe, pauroso e in “cattive acque”, riuscirà, pur restando fermo al tavolino di un bar, ad intraprendere un viaggio di “virtute e canoscenza” di sé e a diventare finalmente un moderno Ulisse? Il mito viene rispettato, il cameriere riuscirà a reagire e infine ad alzarsi dal tavolino e ad uscire finalmente, in quel paese dove il vino abbonda più dell'acqua ed ogni acquazzone può rappresentare una minaccia. Ma se intanto fuori non smettesse di piovere? RASSEGNA STAMPA Gazzetta del Sud Gazzetta del Sud Calabria Ora Calabria Ora Il Quotidiano della Calabria     Gerace, suggestivo borgo medievale geraceGerace fa parte della Provincia di Reggio Calabria e si trova a 492 metri s.l.m. tra le fiumare Novìto e S. Paolo. La Rupe domina 50 Km. di costa e nel passato ha avuto un ruolo di primo piano nel controllo del territorio. Il significato del nome Gerace ruoto almeno intorno a tre ipotesi. La prima si collega alla storia della Locri magnogreca alla quale sembrerebbe collegata come acropoli (Hieros-akis= vetta sacra). La seconda supposizione è legata ai profughi Locresi che verso la fine del X secolo seguendo il volo propiziatorio di uno sparviero (in greco Hierax) posatosi sopra il massiccio roccioso, fondavano una nuova Città sul massiccio roccioso. Secondo altri storici il nome sarebbe, invece, una corruzione di S. Ciriaca, o Ajìa Kiriakì, di origine bizantina, com’era anticamente chiamata Gerace. La storia di Gerace affonda le sue radici nella presenza di antichi stanziamenti preistorici e protostorici dei quali rimangono diverse testimonianze. Presso Contrada Stefanelli è stata ritrovata una Necropoli di età preellenica. Finora sono state esplorate 27 tombe di rito inumatorio, a camera regolare con banchine poste ai lati, risalenti alla prima Età del Ferro. Gioielli, armille, scarabei, spirali, punte di lance, oggetti in avorio in vetro e in ambra, vasellame, si trovano depositati presso i musei di Locri e Reggio. I reperti ritrovati testimoniano una civiltà agropastorale ben armata e progredita che intrattiene scambi commerciali con l’Oriente ed il Centro-Nord Europa.
Locri 11 settembre 2012

Locri 11 settembre 2012

Parco archeologico Locri Epizeferi (Locri) Gli spettacoli

Viaggio per Itaca

Teatro Ragazzi Ore 17:00 Produzione: Scena Nuda - Progetto “San Luca in Scena” Con il contributo del Parco Nazionale d’Aspromonte e del Comune di San Luca (RC)  

Medea

img_5141pfTeatro e Musica Ore 21:00 Produzione: MDA Produzioni Danza - Mistras - Roma Di e con Elisabetta Pozzi e Daniele D’Angelo Musiche originali: Daniele D’Angelo Tratto da Medea di Christa Wolf E’ uno spettacolo in forma di concerto. E' un adattamento di uno splendido romanzo di Christa Wolf che fa raccontare la storia di Medea a tutti i protagonisti, ognuno dal proprio punto di vista. La Wolf, studiando questo grande mito, scoprì che il testo di Euripide, il quale ha consegnato alla storia un personaggio femminile indimenticabile per la lucida spietatezza con cui uccide i propri figli per vendicarsi del marito Giasone, era in precedenza raccontato in tutt'altra maniera. E prova a riportare alla luce la storia originale che vede Medea come una donna di origine barbara che nel momento in cui arriva nella "civile" Corinto, subisce tutte le dolorose ingiustizie che può subire chi non viene integrato. La Wolf si interroga su di un fatto ricorrente nella storia dell'uomo e cioè la tendenza, soprattutto nei momenti di crisi, di cercare un capro espiatorio, di caricare di segni negativi una certa figura- spesso femminile- che si chiami Cassandra o Medea o “Strega” destinata al rogo. La storia è raccontata da 5 voci diverse con una struttura a sguardi incrociati che alterna l'ottica dei personaggi. Lo spettacolo è totalmente costruito su di un tessuto musicale eseguito dal vivo da Daniele D'Angelo. Elisabetta Pozzi RASSEGNA STAMPA Gazzetta del Sud Calabria Ora    
Bova 9 settembre 2012

Bova 9 settembre 2012

9 Settembre 2012 - Piazzale S.Caterina (Bova) Ore 17:00: Teatro Ragazzi

Ulisse...Il Viaggio

ulisse1Tratto da “L’Odissea” di Omero Con Enzo de Liguoro Produzione: Scena Nuda - Progetto “San Luca in Scena” Con il contributo del Parco Nazionale d’Aspromonte e del Comune di San Luca (RC) Raccontiamo ai bambini l’emozionante viaggio in mare dell'astuto Ulisse e dei suoi uomini, di ritorno dalla guerra, verso casa: Itaca. L'impresa "mitica”. L’incontro di Ulisse con i tanti personaggi dell’Odissea: Polifemo, le Sirene, i Proci, Argo, Calipso, i Ciclopi, la maga Circe, Aiace, Penelope … L'Odissea narra le avventurose vicende di Ulisse, re di Itaca, un'isola greca, il quale, dopo la distruzione di Troia, parte con le sue dodici navi per fare ritorno in patria dai suoi cari: l'adorata e fedele moglie Penelope, il figlioletto Telemaco e il padre Laerte. Ma l'avversità di Poseidone, che patteggiava per i Troiani, lo ostacolerà in ogni modo. Infatti, dopo aver saccheggiato e distrutto la città di Ismaro e aver ripreso in fretta il mare, il Dio scatena una tempesta che spinge le navi nella direzione opposta rispetto alla meta. Ulisse, con la sua audacia, si salverà da tutte le trappole tesegli da Poseidone e, annientati i Proci si ricongiungerà felicemente con la moglie, rimasta fedele in tutti quegli anni, il figlio, ormai cresciuto, e il padre, alquanto invecchiato ma felice, come tutti, di ritrovare l'amato figlio disperso.    

Amor y odio

amor y odioOre 21:00: Teatro e Musica Produzione: Compagnia Teatro del Carro Pino Michienzi Con: Anna Maria De Luca e la partecipazione dei Parafonè e la partecipazione dei musicisti Manuela Cricelli voce, Peppe Platani, Sergio Schiavone, Salvatore Fiorentino Un incontro fra la poesia classica e contemporanea, rielaborato da Anna Maria De Luca in un unico percorso d’amore, che sposa i suoni della tradizione musicale popolare riorgazzizzati in musica e rumori improvvisati. Amore e Odio, dunque, meglio Amor y Odio una storia in versi cantati, gridati, patiti da Nosside, Saffo, Catullo, Lorca e Michienzi al centro di un percorso che unisce le tre coste, italiana greca e spagnola, baciate dal mare mediterraneo e unite in una storia atavica di civiltà e pregiudizio. Bova Bova (Chòra tu Vùa in greco di Calabria) è un comune italiano di 459 abitanti della provincia di Reggio Calabria. Il piccolo paese è considerato capitale culturale della Bovesìa, quindi della cultura greca di Calabria. Bova ha origini molto antiche come testimoniano rinvenimenti di armi silicee dell'epoca neolitica, ritrovate numerose nel territorio. Anche dentro l'abitato, nel perimetro del castello, furono rinvenute schegge di ossidiana, attestanti il commercio primitivo che gli abitanti delle isole Eolie intrattenevano con i popoli vicini a partire dal IV millennio a.C. Pertanto le rocche del castello ospitarono sicuramente un insediamento umano di età preistorica. E ancora i numerosi frammenti vascolari, con disegni a meandro, ad impasto lucido nero, di fattura certamente greca, del primo periodo di colonizzazione, comprovano l'antica esistenza di abitazioni nella zona del castello e documentano i vari insediamenti umani nel corso dei secoli. Tra le popolazioni preistoriche che abitavano le rocche e le caverne di Bova vi furono gli Ausoni, dediti soprattutto alla pastorizia, che furono poi assoggettati dai coloni greci.
Gioiosa Jonica 8 settembre 2012

Gioiosa Jonica 8 settembre 2012

Il mondo dei cantastorie

nino_raccodi e con Nino Racco Produzione Piccolo Teatro Umano Insieme di storie brevi, canti e racconti ispirati alla vita e all’arte dei cantastorie meridionali. Dalle origini del Cantastorie nel mondo greco con la figura sdoppiata diAedo che cantava e Rapsodo che mimava con il racconto del duello Ettore/Achille alla figura del Cantastorie così com’è sopravvissuto fino all’1970 circa. Il mito di Cola Pesce già presente nel mondo greco e latino. Il Racconto della Baronessa di Carini presentata come il classico dei classici cantastoriali. Nino Racco Inizia la sua formazione come attore teatrale, negli anni ottanta a Roma. In quel periodo conobbe Jerzy Grotowski, incontro che risulterà decisivo per la sua carriera. Il suo primo spettacolo personale (1983), fu Canzoni di Bertolt Brecht, presso il Folk Studio di Roma. Sul finire degli anni ottanta sposta la sua ricerca verso le radici della teatralità meridionale, ed in particolar modo sull’antica tradizione dei cantastorie siciliani. Dal 1989 metterà in scena diversi spettacoli su questo genere: Storia di Salvatore Giuliani (1989); La Baronessa di Carini (1998); L'amore muore (2000); 'Ntricata storia di Peppe Musolino (2001);  Il mondo dei cantastorie (2003); Meridion (2007). Nel 1990 si apre una parentesi registica nella sua storia teatrale. A Roma dirige il gruppo Novanta Teatro Movimento, il Piccolo Teatro Umano in Calabria, nel 1995 il Teatro Proskenion; ha collaborato con le sperimentazioni del Teatro della Ginestra, lavorando anche sul recupero della tradizione calabrese. Negli anni più recenti (2004/05), mette in scena uno spettacolo di omaggio a Tenco, Ciao Amore Ciao. Si tratta di una lunga cantastoriata che ripercorre gli anni sessanta e settanta, dalla morte di Enrico Mattei, fino all’assassinio di Pier Paolo Pasolini e soprattutto al suicidio di Luigi Tenco.   I Siti Parco Archeologico del Naniglio (Gioiosa Jonica) gioiosa jGioiosa Jonica Gioiosa Ionica o Gioiosa Jonica è un comune italiano di 7.272 abitanti in provincia di Reggio Calabria, in Calabria. Cittadina situata nel cuore della Locride, a metà strada tra Reggio Calabria e Catanzaro, è situata a 120 m sul livello del mare. Dal mar Jonio, giungendo da oriente, vennero i Greci, verso il VI secolo a.C., e fondarono numerose colonie sulle coste della Sicilia e della Calabria, unendosi alle antiche popolazioni locali dei Siculi, dei Bruzi e degli Italioti: era la Magna Grecia, che ad un tratto si trovò più florida e potente della patria d'origine. Da quel che precede resta da localizzare la sede dell'antico centro urbano e ricercare il nome di battesimo e la sua durata di questo centro molto sviluppato per giungere all'attuale realtà urbanistica col nome di Gioiosa Ionica e capoluogo della Vallata del Torbido, sempre legata nella storia con Marina di Gioiosa Ionica. 320px-Gioiosa_Jonica_Naniglio_interno_illuminatoIl Naniglio Il Naniglio è un imponente e suggestivo edificio ipogeo di età romana imperiale (II-III secolo D.C.). L’accesso è assicurato mediante una scaletta elicoidale a spirale; l’edificio è costituito da tre ambienti contigui di diversa grandezza. Il maggiore di questi è situato proprio sotto il manto stradale della SS. 281, è coperto da volte a crociera, e presenta un lucernario centrale; le volte sono sorrette da otto poderosi pilastri quadrangolari, disposti su doppia fila e su di esse, era impostato il pavimento (sulla quale sorgevano i vani nobili della villa). Due vani minori, il primo è sormontato da una volta a botte, munita di lucernario circolare centrale; il secondo con due lucernari circolari di grandezza diversa, in questa stanza è situata un’edicola in cotto che presenta i residui di un elegante frontone, si trattava di un Ninfeo, cioè di un luogo dove si andava a godere del fresco e della penombra, e dove scorreva naturalmente dell’acqua. Questo monumento ha attirato l’attenzione di molti storici e archeologi che si sono interessati e si interessano della storia dell’architettura in Calabria i quali hanno accesso attorno ad esso numerose supposizioni contrastanti fra loro.
Scilla 7 settembre 2012

Scilla 7 settembre 2012

itaca Teatro Ragazzi

La profezia avverata

Tratto da “L’Odissea” di Omero Produzione Scena Nuda - Progetto “San Luca in Scena” Con il contributo del Parco Nazionale d’Aspromonte e del Comune di San Luca (RC) Con Enzo de Liguoro Raccontiamo ai bambini l’emozionante viaggio in mare dell'astuto Ulisse e dei suoi uomini, di ritorno dalla guerra, verso casa: Itaca. L'impresa "mitica”. L’incontro di Ulisse con i tanti personaggi dell’Odissea: Polifemo, le Sirene, i Proci, Argo, Calipso, i Ciclopi, la maga Circe, Aiace, Penelope … L'Odissea narra le avventurose vicende di Ulisse, re di Itaca, un'isola greca, il quale, dopo la distruzione di Troia, parte con le sue dodici navi per fare ritorno in patria dai suoi cari: l'adorata e fedele moglie Penelope, il figlioletto Telemaco e il padre Laerte. Ma l'avversità di Poseidone, che patteggiava per i Troiani, lo ostacolerà in ogni modo. Infatti, dopo aver saccheggiato e distrutto la città di Ismaro e aver ripreso in fretta il mare, il Dio scatena una tempesta che spinge le navi nella direzione opposta rispetto alla meta. Ulisse, con la sua audacia, si salverà da tutte le trappole tesegli da Poseidone e, annientati i Proci si ricongiungerà felicemente con la moglie, rimasta fedele in tutti quegli anni, il figlio, ormai cresciuto, e il padre, alquanto invecchiato ma felice, come tutti, di ritrovare l'amato figlio disperso. respiro

Respiro

Concerto fisico per donne in acqua tratto da Cassandra di Christa Wolf

Produzione Scena Nuda/ Balletto Civile In collaborazione con Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile di Parma Regia Michela Lucenti cCon Ambra Chiarello, Michela Lucenti, Emanuela Serra, Teresa Timpano e Gianluca Pezzino Musiche originali Gianluca Pezzino Foto di scena Giuseppe Condemi

Un concerto di sentimenti come emergono nella memoria dal passato al presente, da Eschilo a Christa Wolf. Musiche leggere di sapore smaccatamente démodé; voci stentoree, strimpellamenti di vecchipianoforti come se scoprissimo, ancora funzionante, il vecchio grammofono di un'ava di famiglia. La voce di Cassandra incisa in un disco a settantotto giri. "Antico" detto con un mezzo sorriso come di un motivetto d'altri tempi, o di un abito elegante ormai sgualcito. Tra leggerezza e divertimento, una specie di strano raccapriccio precipita all'improvviso la nostra memoria in abissi insondabili, dove con allarme scopriamo che gli Archetipi antichi si rivelano inaspettatamente ricorrenti. Uno sghembo cabaret in cui una sottile atmosfera anni ‘20 ricostruisce una delle più grandi tragedie greche. Un microfono al centro, quattro donne che usano a pretesto canzoncine per narrare il loro lamento e animano la scena suonando improbabili strumenti. Le donne sono un po’ storte, piegate dagli anni e dai ricordi.

Questo dopoguerra dura da troppo tempo. Un canto sfrenato e irriverente dove anche i momenti peggiori diventano nel ricordo così vivi da prendere nuovamente forma attraverso piccoli tip tap e danze a sincrono.

I luoghi

Castello Ruffo (Scilla) Scilla imagesScilla (anticamente u Scigghiju in dialetto reggino) è un comune italiano di 5.160 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria. Importante località turistica e balneare poco a nord di Reggio, Scilla costituisce uno tra i borghi più belli e caratteristici d'Italia, meta di artisti in ogni epoca e di ogni nazionalità e frequentatissima meta estiva. Pausania (grammatico di Cesarea), racconta che Scilla fu figlia di Niso, re di Megara. La principessa aiutò il re Minosse contro il proprio stesso padre permettendogli di conquistare delle terre che erano sotto il suo dominio. Il vincitore poi, non solo rifiutò di sposarla, ma l'abbandonò alle onde del mare, che ne portarono il corpo, di greca mirabile fattura, ai piedi del promontorio a cui fu dato il nome della vaga infelice fanciulla Il Castello Ruffo castello scillaLa prima fortificazione della rupe di Scilla risale all'inizio del V secolo a.C. quando, durante la tirannide di Anassilao, la città di Reggio assurse a una notevole importanza, tale da permetterle di ostacolare per oltre due secoli l'ascesa di potenze rivali. Infatti, nel 493 a.C., il tiranno di Reggio Anassila il giovane, per porre fine alle incursioni dei pirati tirreni che lì avevano una sicura base per le loro scorrerie, dopo averli sconfitti col dispiego di un notevole esercito, fece iniziare l'opera di fortificazione dell'alta rocca. Questa divenne per Anassilao un importante avamposto di controllo sulle rotte marittime. L'opera di fortificazione dell’alto scoglio fu portata a termine dai successivi tiranni reggini, spesso impegnati in scontri con i pirati combattuti avvalendosi del porto fortificato appositamente costruito nella zona circostante, verso Punta Pacì, in un luogo inaccessibile dal lato opposto allo scoglio. Baluardo della sicurezza dei reggini, dotata di approdo, la fortificazione di Scilla è di fondamentale importanza agli effetti del felice esito della guerra contro la pirateria, consentendo ai tiranni di Reggio di opporre per lungo tempo una valida resistenza contro gli attacchi di nuovi nemici e contro i continui tentativi di rivalsa dei Tirreni sconfitti.

Palmi 5 settembre 2012

Palmi 5 settembre 2012

troiaparadise

Troiaparadise

rendimi agnello per tornare leone tratto da” Le Troiane” di Euripide e “ l’Ultimo Diario” di Corrado Alvaro Produzione Balletto Civile – La Spezia / Scena Nuda – Reggio Calabria / Fondazione Teatro Due – Parma Regia Michela Lucenti Con Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Andrea Coppone, Massimiliano Frascà, Francesco Gabrielli, Raffaele Gangale, Filippo Gessi, Michela Lucenti, Francesca Lombardo, Gianluca Pezzino, Livia Porzio, Emanuela Serra, Chiara Taviani, Teresa Timpano La guerra è finita. Tutto e' già avvenuto. Resta un popolo che ha una sola possibilità di ricominciare: stare lì, rimanere dove nessuno vorrebbe essere, in uno spazio tra la guerra e un nuovo equilibrio. Potrà esserci bellezza in una terra distrutta? Che luogo è quello che è stato un grande regno e che ora non e' più un campo di battaglia? Da dove comincia la ricostruzione? Da noi. I corpi che rimangono sono il futuro. L' archetipo maschile e femminile si confrontano in quest'opera come non mai, l'uomo si afferma conquistando la terra-donna, su questo concetto si fonda la ricerca antropologica. Noi vogliamo cogliere il mistero simbolico che si cela dietro questo lamento, e vogliamo trovarlo nella bellezza. Il paradiso non è nell'accettazione ma nella bellezza di ricominciare. Una spiaggia di terra rossa l'ultimo accampamento, dove i pensieri le convinzioni si confondono. Raccontiamo il tempo dopo che abbiamo urlato e le nostre parole si perdono ai lati della bocca come delle farfalle. Un semplice fazzoletto di terra, antico come la storia del mondo, che ritorna primitivo dopo le macerie. Donne forti di una bellezza amara danzano come falene, ostaggio di un esercito di uomini -orso più piccoli dei loro cappotti. Dov'è la verità? Le donne partono per il viaggio verso loro stesse ,detentrici di forza, il loro midollo tenuto prigioniero esige liberazione. Le leonesse e le loro corse sfrenate, il tempo nella dolcezza del gesto. Raccontiamo il tempo dove occorre tentare di fare la terra come il cielo, per ritrovare l'equilibrio dobbiamo metterci in ascolto della tradizione, piangeremo le parole che arriveranno come un sussurro e cercheremo di capire quello che ci lasciano intendere, solo dopo cominceremo a fremere come a nuova nascita. Il dolore come conoscenza sia per chi lo subisce sia per chi lo provoca, in questa conoscenza ci sarà la chiave per costituire oggi la nostra identità di uomini e di donne. Una poesia che tende al lamento, la transizione dalla parola al canto, al fiato, che si scioglie in azione nel corpo degli attori. Michela Lucenti   I luoghi images 2Taureana di Palmi Tauriana o Taureana (Taurianum in latino, Ταυρανία in greco) è un'antica città magnogreca, che si trovava nella vallis Salinarum, odierna piana di Gioia Tauro; le sue rovine sono localizzate nel territorio di Palmi (RC). Il nome stesso della città non è che quello del populus italico che la fondò, i tauriani.Tauriana, che sorgeva sulla riva sinistra del fiume Metauros (probabilmente il Petrace), era la città di confine del territorio di Rhegion (Reggio Calabria) sul versante tirrenico nord-occidentale, oltre cui iniziava quello di Locri Epizefiri. Attualmente porta il nome di Taureana una frazione del comune di Palmi (RC) di circa 1.400 abitanti. taureana parco torreParco archeologico dei Tauriani Il Parco custodisce i resti degli antichi insediamenti che a partire dal secondo millennio a.C. si sono succeduti sul pianoro. Della città brettia dei Tauriani, testimoniata da due fasi di vita, è oggi parzialmente visibile quella di II-I secolo a.C, testimoniata da ampie strade bordate da edifici e da aree a destinazione pubblica. La Tauriana romana è stata ripianificata alla fine del I a.C. Di essa sono attualmente a vista alcuni isolati delimitati da strade, un imponente edificio per spettacoli e l'area sacra. La città fu abbandonata nel IV secolo d.C. Edifici pubblici e sacri, abitazioni, botteghe, magazzini e strade della città prima Brettia (IV-I secolo a. C.) e poi romana (I a. C. - IV secolo d.C.) sono ancora visibili percorrendo la terrazza, affacciata sul mare e posta a controllo dell'imbocco settentrionale dello Stretto. Qui il populus brettio ha lasciato il proprio nome impresso sui mattoni da costruzione: TAYRIANOYM ossia "dei Tauriani". Il Parco occupa la parte centrale di un pianoro dominante la costa tirrenica tra Capo Vaticano, lo Stretto di Messina e la vasta piana del Petrace, anuco Métauros.

La compagnia Scena Nuda

La compagnia Scena Nuda

La compagnia teatrale Scena Nuda nasce a Reggio Calabria nel 2006 grazie a Teresa Timpano e Filippo Gessi, entrambi diplomati alla Civica Accademia D’arte drammatica Nico Pepe di Udine, crea eventi artistici. Si aggiunge nel 2010 Roberta Smeriglio nel ruolo di organizzatrice e progettista. La compagnia inizia a distinguersi così con un lavoro capillare sul territorio e con le scuole, riuscendo a creare nel 2010, presso il teatro Odeon di Reggio Calabria, una stagione di teatro per ragazzi TEATRO PER TE, con eventi dedicati anche al pubblico serale, coinvolgendo 17.000 spettatori. La compagnia si fa così conoscere...

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